Vitigni bianchi

L’Italia è probabilmente, tra tutti i paesi interessati al settore vitivinicolo, la patria dei vini. Sia vini bianchi che rossi, senza alcuna distinzione fanno parte della grande tradizione enologica italiana. In alcune regioni vengono privilegiati i vitigni bianchi rispetto a quelli rossi e ciò avviene ad esempio nel Trentino Alto Adige o in Valle D’Aosta, ma ciò non toglie che nelle stesse regioni anche i vini rossi siano di indiscutibile eccellenza. Così come i vitigni rossi, anche quelli bianchi possono essere saia autoctoni che alloctoni. Per autoctoni s’intende il fatto che i vitigni coltivati in una precisa regione ha origine proprio da quella terra, con il termine alloctono, invece, si fa riferimento a quei vitigni di provenienza straniera. L’Italia è sede di numerosi vitigni di altissima qualità sia locali che d’importazione. Con queste specie diverse di uve vedono la luce dei grandi prodotti che innalzano il nome del settore enologico italiano in tutto il mondo.

Tra i vitigni alloctoni importati dall’estero i più diffusi nelle varie regioni italiane sono lo Chardonnay che proviene dalle regioni vinicole più prestigiose della Francia, ... continua


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      prosegui ... , le stesse dove si produce lo Champagne. lo Chardonnay è presente in tutte le regioni italiane anche se la più grande coltivazione di questo vitigno è situata in Sicilia che presenta le condizioni territoriali e climatiche ideali per la crescita di questo vitigno a bacca bianca. Un altro vitigno molto presente nel belpaese è il Traminer, o meglio Gewurztraminer. Il vitigno in questione è originario dell’Alsazia, in Germania ed è molto diffuso soprattutto nelle regioni del nord Italia. Un'altra specie alsaziana è il Riesling da cui nascono ottimi vini bianchi anche in Italia. Oltre allo Chardonnay tanti altri vitigni a bacca bianca provengono dalla Francia. Tra questi il Pinot Bianco fino a qualche decennio fa confuso con lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc estremamente coltivato anche al di fuori dell’Europa, in America, Australia e Cina.

      Tra i vitigni a bacca bianca autoctoni più importanti del nostro paese ritroviamo diverse specialità tra cui il Moscato, la Malvasia, il Bombino, il Tocai, il Trebbiano, il Verdicchio, il Vermentino e la Vernaccia. Il Bombino è un vitigno a bacca bianca molto antico, estremamente diffuso in Puglia dove è la base di numerosi vini locali. In Abruzzo questo vitigno prende il nome di Trebbiano D’Abruzzo. Il moscato bianco è uno dei vitigni più antichi del belpaese, probabilmente di origine greca esportato con la creazione della Magna Grecia. Ne esistono diverse varietà, come il Moscato bianco, giallo, di scanzo zibibbo e così via. Il tocai è coltivato soprattutto nel Friuli Venezia Giulia e in parte in alcune zone dell’Italia Settentrionale. Con queste uve si ottiene l’omonimo vino bianco che, però, dal 2007 non può più portare questo nome in quanto è già attribuito ad un altro vino, è così che Tocai e mutato in Friulano. Altro importante vitigno di questa regione è il Picolit caratterizzato da un grappolo contenente pochi acini per via di un difetto di impollinazione. Il risultato è che da queste uve deriva un vino dolcissimo perché la pianta concentra tutto la sua energia nel gusto di quei pochi acini. Il Verdicchio viene coltivato soprattutto nelle Marche ed è la base di ottimi vini bianchi molto beverini. Il Vermentino è un altro importante vitigno italiano la cui origine però non è ben chiara. Qualcuno crede provenga addirittura dalla Spagna fatto sta che si tratta di in importante esemplare estremamente utilizzato in molti raffinati vini.

      Il Grechetto si riferisce a diversi vitigni tutti con la comune denominazione, la cui distinzione avviene tramite un ulteriore elemento accanto alla denominazione, per l’appunto Grechetto o Greco. Possiamo infatti distinguere il Grechetto di Orvieto, il Greco di Todi, il Greco di Tufo, il Pignoletto e tanti altri. Tutte queste varietà condividono la forma del grappolo d’uva, degli acini e il loro colore. Il Greco matura abbastanza precocemente, intorno al la seconda settimana di settembre. Il nome Greco ci fa giustamente supporre che questo vitigno, come molti di quelli presenti nel sud Italia, sia stato importato dalla Grecia. In Campania, tra i vitigni a bacca bianca più coltivati vi è sena dubbio la Falanghina. Con questo prezioso vitigno vede la luce una delle DOC più prestigiose della regione il Taburno. Ancora in Campania non possiamo non rivolgere l’attenzione verso il Fiano. Un vitigno molto coltivato nella zona del Cilento e dell’Irpinia. È un vitigno che da luogo a dei vini molto strutturati, corposi e interessanti. Ancora più a sud, la Malvasia figura tra le viti più estese in termini di ettari vitati. La Malvasia comprende tutta una serie di variètà le cui differenze risiedono nelle diverse condizioni territoriali in cui le uve crescono. Possiamo distinguere la Malvasia di Candia, la Malvasia delle Lipari, la Malvasia Laziale e così via. La coda di volpe è sicuramente, tra i vitigni a bacca bianca, quello che ha il nome più particolare, un nome del genere è dovuto alla forma del grappolo che assomiglia, appunto, ad una coda di volpe.