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Uva e Olive · Vitigni bianchi

Bosco

Aggiornato il 10 gennaio 20133 capitoli5 domande frequenti
Bosco

Il vitigno

Il Bosco è un vitigno a bacca bianca autoctono ligure, di estrema importanza nella regione, essendo impiegato in quasi tutte le produzioni di vini bianchi. Molto dibattuta l'origine, non tanto per quel che riguarda l'estraneità alla regione, ma all'interno della regione stessa. Il nome infatti farebbe presupporre una sua origine in una zona molto boscosa della regione, individuata nella Cinque Terre, che storicamente utilizzano il vitigno anche in produzioni di alta qualità. Altri sono addirittura più specifici, individuando il bosco della Villa dei Marchesi Durazzo a Genova come origine dei tralci che poi si sono diffusi nella regione, tranne che nella parte più occidentale. Le prime notizie utili sul Bosco si trovano nel Bollettino Ampelografico del 1883 che ne riferisce la presenza in provincia di Genova. Questo rafforzerebbe la seconda ipotesi, ma non fornirebbe comunque nessuna certezza al di la della regionalità del vitigno. Il Bosco si presenta con grappoli di dimensioni medio o medio-grandi, con forme allungate e coniche, molto alate, con densità a spargolo. I chicchi sono di media grandezza, ellettici e con bucce spesse pruinose. Il colore verde-grigiastro si fa bruno quando esposto al sole. Il vitigno soffre di colatura, e va quindi coltivato su aree asciutte e ventilate, chiaramente collinari trattandosi di una regione come la Liguria. Le rese sono buone e possono essere irregolari proprio per questo fenomeno, mentre il sistema di allevamento scelto è la pergola. Tra le problematiche si segnala una certa sensibilità all'oidio.

I vini del Bosco

Il Bosco è vinificato quasi sempre in assemblaggio con il Vermentino e l'Albarola generalmente, per produzioni di alta qualita, come nel caso delle Cinque Terre DOC, dove deve essere presente con almeno il 40% del taglio, e il famoso Sciacchetrá delle Cinque Terre DOC, vino dolce molto rinomato e ricercato. Quando vinificato in secco, il Bosco fornisce vini leggeri, paglierini, con classiche note ai fiori di camomilla e alle erbe di campo, con piccoli tocchi marini, dovuti per lo più alla vicinanza delle colline al mare. Il palato si distingue per belle vene sapide e per la morbidezza. Nella versione dolce, dove le uve vengono quasi sempre passite, il colore diviene dorato, con variazioni sull'ambrato durante l'invecchiamento. Qui i profumi si fanno maturi, esotici e fruttati, con presenza di albicocca, mela ed ananas. Il suo impiego in purezza non regala vini indimenticabili, ma piuttosto prodotti scialbi e ossidati quasi immediatamente. Le caratteristiche organolettiche sopra descritte infatti si rintracciano molto più facilmente quando unite alle altre due uve liguri. Il suo impiego comunque è assai diffuso nella produzione di DOC e IGT.

I produttori

Molti i produttori liguri che utilizzano i vari assemblaggi. Buona produzione da parte di Bisson ad esempio, che utilizza il Bosco al 60%, con il restante diviso tra il Vermentino e l'Albarola, per vinificare il suo Cinque Terre Marea di buona fattura. Ottimi profumi tropicali con il mango e la papaia, pervase da acacia e tocchi minerali. Ottimo vino morbido al palato, che si sposa benissimo con il sarago al forno. Sicuramente di grande significato il lavoro di Buranco, a partire dal suo Cinque terre Sciacchetrà, dove il Bosco raggiunge il 70% dell'assemblaggio. I grappoli appassiti una volta vinificati regalano bei colori ambrati a riflessi dorati. Il naso è un complesso connubio di profumi esotici, con cedro candido e fichi secchi. Splendido palato, bilanciato tra un gusto dolce dotato di sapidità. Caldo, per essere degustato con la classica strosciata. Nella tipologia secca il Bosco di Buranco si trova al 60% nel Cinque Terre Bianco DOC, di un bel paglierino carico. Ottimo palato pieno di glicine e ginestra, con tocchi di spezie dolci. Ottimo il bilanciamento fresco-sapido del vino, passato anche in botte, che trova nelle seppioline alla bracia il miglior abbinamento. Chiude la gamma di Buranco il Tra-dizione, con il Bosco al 70%. Qui il vino è dorato, con fini profumi di miele e burro, finiti dalla vaniglia. Il palato è potentemente caldo e dotato di buona sapidità. Da provare con gli scampi al curry. Altro grande Cinque Terre Sciacchetrà con il Bosco al 70% è quello di La Polenza, di un bel giallo ambra con intensi profumi di cedro candido e albicocche mature. Anche qui potente dose calorica al palato, sempre con presenza netta di sapidità. Da provare con i canestrelli. Vinifica anche il Cinque Terre Polenza, dorato e sempre con profumi esotici con una chiusura ammandorlata. Anche qui il palato è bilanciato tra sapidità e calore, per un ottimo abbinamento con lo stoccafisso. Non ultimo Sassarini con la sua gamma di ben cinque vini Cinque Terre DOC, anche Sciacchetrà, con il Bosco sempre primario nell'assemblaggio. I suoi vini sono tutti di primo piano, da consigliare e degustare in diverse occasioni per confrontarli e giudicarli nei vari abbinamenti.

Domande frequenti

  • Perché il vitigno Bosco viene vinificato quasi esclusivamente in assemblaggio e non in purezza?
    Il Bosco, se vinificato da solo, tende a produrre vini scialbi, privi di carattere e soggetti a rapida ossidazione, risultando spesso indimenticabili negativamente. Per esprimere il suo potenziale aromatico e strutturale, necessita di essere accostato ad altri vitigni autoctoni liguri, principalmente Vermentino e Albarola. Questa combinazione permette di bilanciare le caratteristiche del Bosco, conferendo ai vini finali una maggiore complessità, freschezza e stabilità, specialmente nelle denominazioni di pregio come le Cinque Terre DOC.
  • Quali sono le principali caratteristiche organolettiche del vino Bosco secco?
    Nella sua versione secca, il vino Bosco si presenta di colore paglierino e offre un profilo aromatico classico caratterizzato da note floreali di camomilla e erbe di campo. A causa della vicinanza delle colline di coltivazione al mare, si percepiscono anche lievi tocchi marini. Al palato, il vino si distingue per una bella sapidità e una notevole morbidezza, creando un equilibrio piacevole che riflette il tipico terroir costiero ligure, rendendolo ideale per accompagnare piatti di pesce delicato.
  • Come si differenzia il profumo e il sapore dello Sciacchetrà rispetto alla versione secca?
    Lo Sciacchetrà, ottenuto da uve passite, mostra un colore dorato che può virare verso l'ambrato con l'invecchiamento. A differenza della versione secca, i profumi diventano maturi, esotici e fruttati, evidenziando note intense di albicocca, mela, ananas, cedro candido e fichi secchi. Al palato, il vino è potente e caldo, ma mantiene una netta sapidità che lo rende equilibrato. Questa versione dolce richiede abbinamenti specifici, come formaggi stagionati, dolci secchi o piatti a base di crostacei speziati.
  • Quali sono le condizioni agronomiche ideali per la coltivazione del vitigno Bosco?
    Il Bosco soffre di colatura, ovvero la caduta prematura degli acini prima della vendemmia, motivo per cui richiede aree di coltivazione asciutte e ben ventilate. Data la conformazione geografica della Liguria, queste condizioni si trovano prevalentemente sui pendii collinari. Il sistema di allevamento tradizionale è la pergola, che aiuta a gestire le rese, spesso irregolari a causa della sensibilità del vitigno. Inoltre, la pianta mostra una certa vulnerabilità all'oidio, richiedendo attenzione nelle pratiche di difesa fitosanitaria.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per i vini a base di Bosco?
    Gli abbinamenti variano in base alla tipologia. Il Bosco secco, ricco di sapidità e morbidezza, si abbina eccellentemente al sarago al forno, alle seppioline alla brace e allo stoccafisso. Lo Sciacchetrà, invece, grazie al suo calore e aroma intenso, accompagna perfettamente la strosciata (un dolce tipico ligure), i canestrelli e gli scampi al curry. Questi accoppiamenti permettono di esaltare sia le note marine dei vini secchi che quelle esotiche e dolci dei vini passiti.

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