Vino bianco valdaosta

La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana ma per contrasto nel suo, seppur ridotto territorio, vengono prodotti alcuni dei migliori vini internazionali. Il suo territorio è completamente montuoso e questo è stato un fattore estremamente importante per la crescita dei suoi vitigni più caratteristici. Certo, il territorio è impervio e complicato e l’introduzione di coltivazioni intensive di vite è stato un duro lavoro per gli agricoltori locali, i quali hanno dato una prova evidente del proprio lavoro modellando alcune aree del territorio con terrazzamenti che potessero consentire la crescita dei vigneti. Nonostante la natura non abbia reso del tutto favorevole la crescita dei “frutti da vino”oggi, la Valle D’Aosta, può vantare un patrimonio vinicolo di grande valore, frutto di condizioni ambientali ottimale e di impegno costante e tecnologie all’avanguardia che l’intera regione ha contribuito a dare. Attualmente la regione può vantare una discreta produzione di vini in termini quantitativi e degli ottimi risultati dal punto di vista qualitativo tanto che ben 8 vini della Valle D’Aosta si fregiano del marchio di denominazione d’origine controllata DOC. La presenza di viti è stata accertata, ... continua

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        prosegui ... , in base ad alcune fonti, già all’epoca dei romani i quali però, hanno avuto il merito di costruire un vero e proprio mercato d’oltre - alpe. La difficoltà con cui i viticoltori valdostani coltivano la vite è indice di un grande interesse nei confronti di quest’attività. L’impegno è la costanza però, come abbiamo visto, non bastano a fare della regione una delle più produttive. Essa, infatti produce soltanto lo 0,1 % del vino italiano e su una superficie coltivabile pari a circa 500 ettari, più della metà ha la conformazione dei terrazzamenti succitati che, se da un lato risolvono il problema di trovare una superficie coltivabile in un territorio così altamente montuoso, dall’altro non rendono il lavoro agevole. Tutto ciò però non va a demerito della regione che se dal punto di vista quantitativo non eccelle, sul piano della qualità ha molto da vantarsi. Il territorio vitato della Valle d’Aosta si estende lungo il fondovalle che va da Donnas a Morgex una piccola località ai piedi del monte più alto dell’Italia, il monte Bianco. Questa zona è particolarmente indicata per la crescita dei vigneti dato che la morfologia del territorio di origine morenico è ricco di sali minerali e in aggiunta il clima è secco, con scarse precipitazioni, inoltre l’escursione termica è davvero notevole.

        La Valle D’Aosta ha un territorio alquanto ridotto ma questo non pregiudica in nessun modo la produzione vinicola della regione che può vantare, nel proprio territorio, la presenza di molteplici vitigni sia di derivazione estera e quindi troviamo quelli che sono i vitigni internazionali più diffusi in Italia, ovvero lo Chardonnay, il Pinot noir, Merlot, Petite Arvine e diversi vitigni autoctoni che ultimamente tendono ad essere privilegiati dai coltivatori locali. Tra i vitigni tipicamente valdostani possono essere citati il Bonda, il Cornalin, il Crovassa, il Fumin, il Mayolet, il Ner D’Ala, il Petit Rouge, il Premetta, il Prié, il Vien de nus, il Roussin e il Vuillermin. A questi possono essere aggiunti altri vitigni italiani tra i più diffusi su tutto il territrio nazionele, il Moscato Bianco, il Nebbiolo, il Dolcetto, il Freisa ed altri ancora.

        Mappa enologica

        La Valle D’Aosta, malgrado non sia una regione molto estesa presenta una viticoltura differenziata, dove ogni area della regione, riservata alla coltivazione di vite, è specializzata in una particolare varietà. Tra le zone viticole più importanti se ne distinguono in particolare cinque che fanno capo a dei gruppi ben determinati di vini, la cui produzione rientra, chiaramente, in quell’area. Tra questi si possono distinguere i vini del Monte Bianco, i vini del Gran Paradiso, , i vini del Monte Emilius, i vini del Monte Cervino e infine i vini del Monte Rosa. Nell’area del Monte Bianco rientrano i territori di Morgex e La Salle in Valdigne dove tra i tanti vitigni si coltiva in particolare la specialità a bacca bianca Prié Blanc. Nella seconda area, ovvero quella del Gran Paradiso vengono coltivati i vitigni l' Enfer d'Arvier ed il Torrette. La zona del Monte Emilius comprende l’area della città di Aosta in cui i maggiori vitigni coltivati sono la Côte de Gargantua, la Rovettaz, e le vigne del Castello di Nus. Nella zona del Monte Cervino comprende di comuni Verrayes e Chambave. Qui i vitigni fondamentali sono il Fumin, Mayolet, Vien de Nus, Petit Rouge. Infine nell’area del Monte Rosa comprende i comuni che nascono alle pendici di questo grande rilievo montuoso, qui si coltivano soprattutto Montjovet, Plan de Ville.

        La Valle D’Aosta produce soprattutto vini rossi, anche se ormai è una delle regioni italiane, che più eccelle nella produzione di vini liquorosi e passiti. Negli ultimi tempi sta crescendo anche il settore dei Spumanti prodotti con metodo classico.

        Tra i vini della Valle D’Aosta che hanno ottenuto il marchio DOC ricordiamo il Valle d'Aosta, Blanc de Morget et de la Salle, Chambave, Nus, Arnad Montjovet, Torrette, Donnas, Enfer d'Arvier. Nessun vino della regione ha ancora ottenuto il marchio DOCG, né vengono prodotti vini con denominazione IGT.

        Uno dei vini bianchi DOC della regione è il CHAMBAVE MOSCATO. Questo vino è prodotto nelle aree di Chambave, Pontey, Verrayes, Saint-Denis, Châtillon e Saint-Vincent, dove le particolari condizioni climatiche e ambientali forniscono le condizione ideali per la lavorazione di questa specialità. Il vino in questione nasce da una miscela di uve provenienti dai vitigni a bacca bianca Moscato Bianco. Il vino che deriva da queste uve ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, un odore caratteristico e un gusto secco leggermente amaro alla fine. In genere si preferisce bere questo moscato come aperitivo, ma può essere ugualmente apprezzato su piatti di pesce, in particolare crostacei e formaggi non troppo stagionati. Esiste anche una particolare versione del Chambave detto Flétri ottenuto con uve appassite all’aria a perta,. Ne deriva un vino dolce e ben strutturato.

        Il NUS MALVOISIE è un vino bianco molto interessante ottenuto dalla lavorazione di uve provenienti dai vitigni Pinot Grigio e Malvasia. Si tratta di un vino prodotto nelle aree di Quart, Verrayes, Saint-Christophe e Aosta Il Nus è un vino che si presenta con un colore giallo dorato leggermente ramato, un profumo molto intenso e un sapore gradevole ed estremamente armonico. Questo vini si serve generalmente su piatti di carni bianche e formaggi . Anche questo vino presenta la versione flétri ottimo come vino da aperitivo.

        Il Vallée d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle DOC è un vino davvero unico, in quanto si tratta di un esemplare prodotto con l’utilizzo di uve provenienti dai vitigni coltivati ad un’altitudine estremamente elevata, la più elevata d’Europa. È un vino che si presenta nel calice con un colore paglierino con riflessi verdognoli, un profumo fruttato ed erboso tipico dell’ambiente di montagna e un gusto delicato e fresco. Per apprezzarne al massimo le qualità è consigliabile abbinarlo a pietanze di pesce di acqua dolce e addirittura con la pizza.

        Il Valle D’Aosta Chardonnay DOC nasce nei territori in provincia di Aosta utilizzando uve provenienti al 100% dal vitigno Chardonnay. Questo vino si presenta nel calice con un colore giallo paglierino con riflessi nel verde, ha un profumo fruttato ed estremamente delicato e un sapore persistente ed equilibrato. Per apprezzare nella sua totalità le caratteristiche di questo vino è consigliabile abbinarlo a piatti semplici come minestre, zeppe, ma anche pesce, formaggi e carni bianche. Il Valle d’Aosta è disponibile anche nella versione bianco, Pinot Grigio. Muller Turgau e Pinot Nero vinificato in bianco. L’Aosta bianco DOC si ottiene dalla lavorazione di uve provenienti da vitigni a bacca bianca lavorate nella provincia di Aosta e autorizzate dal disciplinare di protezione. Si presenta con un colore giallo paglierino con impercettibili riflessi che tendono al verde e al dorato, un profumo gradevole e un sapore secco e leggermente acido.

        Sulle origine della Petite Arvine esistono diverse teorie, secondo alcuni discenderebbe direttamente dall’antica vitis helvola, altri credono, invece, provenga dalla vicina Francia, infine un altro gruppo di studiosi ritiene che riscenda da un vitigno autoctono valdostano. Si tratta di un vino bianco tranquillo e asciutto ottenuto da una miscela di uve provenienti dai vitigni Petite Arvine in prevalenza e altri vitigni a bacca bianca autorizzati per la regione dal disciplinare di protezione. Il vino si presenta ad una attenta analisi con un colore giallo paglierino tendente al verde, un odore fruttato ed estremamente raffinato e un sapore armonico e sapido. È un ottimo vino da servire con pietanze leggere, magari aperativi, ma anche antipasti o secondi di carne bianca e pesce azzurro e la tipica cotoletta valdostana. Per assaporarne al meglio l’essenza la temperatura di servizio deve essere relativamente bassa, circa 8°-9°C.

        Un territorio come la Valle d’Aosta deve la sua importanza nell’ambito del settore vinicolo soprattutto all’impegno di viticoltori singoli, aziende vinicole e consorzi che collaborano per elevare il nome dei vini valdostani a livelli internazionali. Molte cantine hanno origini antiche e sono importanti per il mantenimento della tradizione, altre, invece, sono di recente costruzione e possono vantare le più moderne tecnologie. Molte delle cantine più prestigiose della regione organizzano corsi di degustazione e visite guidate alla scoperta dei terrazzamenti su cui la viticoltura valdostana basa buona parte del suo lavoro di produzione vinicola. Tra le migliori della regione si possono ricordare Azienda Vitivinicola Les Crêtes, Cave Cooperatives de Donnas, Cave des Onze Communes, Cave du vin blanc de Morgex et de La Salle e tante altre.




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