Denominazioni vino

Il vino è un prodotto complesso e raffinato che ha origini molto antiche. Ogni popolo che si è cimentato nella produzione di questa bevanda ha apportato delle interessanti novità nell’ambito della lavorazione, della modalità di coltivazione delle uve, piuttosto che della combinazione dei vitigni. I produttori di vino hanno sempre lavorato con l’intenzione di migliorare i loro prodotti vinicoli. Ancora oggi quando si raggiungono risultati ottimali si cerca di tutelare, preservare e proteggere il prodotto da qualsiasi forma di contaminazione in modo da non perderne o turbarne l’identità e le caratteristiche ideali ottenute. È stata proprio questa esigenza che ha spinto con il tempo, i produttori di vino a chiedere delle garanzie sul piano legale per la protezione del vino. Ciò è avvenuto attraverso l’istituzione di una rigorosa normativa a cui tutti i produttori interessanti nella realizzazione di un dato vino, ... continua

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      prosegui ... , dovranno rigorosamente attenersi. Così nasce la sigla DOC che sta per denominazione d’origine controllata, DOCG ovvero denominazione d’origine controllata e garantita e IGT identificazione geografica tipica. Si tratta di tre denominazione che ci aiutano a leggere l’etichetta di un vino, come se fosse una sorta di carta d’identità. I vini protetti da una delle tre denominazioni è soggetto a delle limitate condizioni di produzione e di conservazione che permettono, in questo modo, di mantenere inalterato nel tempo le sue caratteristiche. DOC, DOCG e IGT non hanno la stessa importanza. La sigla IGT fornisce al consumatore semplicemente una serie di informazioni quali soprattutto la provenienza geografica delle uve utilizzate in quello specifico vino. Questa sigla non deriva dal alcun disciplinare che ne controlla e stabilisce anche altri aspetti, come al contrario, avviene per le sigle DOC e DOCG.

      Il marchio DOC, denominazione d’origine controllata nasce intorno agli anni cinquanta da un’idea dell’allora funzionario del ministero dell’agricoltura, Rolando Ricci. la denominazione DOC è postA sotto la severa normativa di un disciplinare di protezione che controlla e stabilisce alcuni aspetti che stanno alla base della produzione del prodotto vinicolo che lo ha ottenuto. Esso permette che il vino che lo ha ottenuto sia riconosciuto come un prodotto di qualità la cui realizzazione poggia su una rigida normativa ministeriale. Tale denominazione stabilisce dettagliatamente le area in cui è consentita la raccolta delle uve utilizzate all’interno del prodotto DOC. Il disciplinare stabilisce anche i vitigni da utilizzare nella composizione del vino e in che percentuale devono essere presenti, le modalità di raccolta delle uve, la loro pigiatura, la tecnica di vinificazione, l’invecchiamento e la conservazione. Niente è lasciato a caso ma tutto deve essere strettamente autorizzato. Solo i vini che vengono prodotti rispettando tutte le norme del disciplinare di protezione allora può essere definito un vino DOC. Al termine della produzione vi sarà un’analisi del prodotto con la quale si può stabilire se nella sua produzione sono stati rispettati tutti i parametri che lo rendono, per l’appunto un vino DOC.

      In alcuni casi dei vini DOC sono passati alla denominazione DOCG. Ciò può avvenire solo se sono passati almeno 5 anni dall’ottenimento del primo marchio. I vini a possedere questa denominazione sono prodotti estremamente pregiati che sono soggetti ad un disciplinare ancora più ristretto, ad esempio la produzione annua di vini DOCG è più bassa rispetto a quella DOC e la gradazione zuccherina deve essere più alta. Prima di essere commercializzati questi vini, così come quelli DOC, devono essere analizzati per accertarsi che tutte le fasi siano state eseguite correttamente nel rispetto della normativa europea. Oltre all’analisi organolettica viene eseguita anche un’analisi sensoriale che consiste nell’assaggio da parte di professionisti del settore che decreteranno la validità o meno del vino.

      Il percorso burocratico da seguire per il conferimento ad un vino del marchio DOC e DOCG è lungo e complesso. Per quanto riguarda il marchio DOC, è necessario che il vino a cui si vuole conferire la denominazione sia stato per almeno 5 anni un vino IGT. A questo punto tutti i produttori di una zona, possibilmente riuniti in consorzi, o che raggiungano almeno il 35% della produzione di un territorio, possono avviare un’istanza alla regione che si rivolge al Comitato Vitivinicolo Regionale per l'approvazione del disciplinare di produzione elaborato in base al territorio e alle caratteristiche del vino. Seguiranno delle analisi di verifica. Se l’esito è positivo, si invia la documentazione al Ministero delle politiche agricole. Alimentari e forestali. Il ministero in ultima fase potrà riconoscere la denominazione d’origine controllata con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. L’iter per il riconoscimento di una DOCG è relativamente più breve. Ciò può avvenire solo dopo 10 anni dall’ottenimento della DOC e con dei parametri molto più ristretti che riguardano la sfera commerciale e il pregio del vino.

      Il percorso burocratico da seguire per il conferimento ad un vino del marchio DOC e DOCG è lungo e complesso. Per quanto riguarda il marchio DOC, è necessario che il vino a cui si vuole conferire la denominazione sia stato per almeno 5 anni un vino IGT. A questo punto tutti i produttori di una zona, possibilmente riuniti in consorzi, o che raggiungano almeno il 35% della produzione di un territorio, possono avviare un’istanza alla regione che si rivolge al Comitato Vitivinicolo Regionale per l'approvazione del disciplinare di produzione elaborato in base al territorio e alle caratteristiche del vino. Seguiranno delle analisi di verifica. Se l’esito è positivo, si invia la documentazione al Ministero delle politiche agricole. Alimentari e forestali. Il ministero in ultima fase potrà riconoscere la denominazione d’origine controllata con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. L’iter per il riconoscimento di una DOCG è relativamente più breve. Ciò può avvenire solo dopo 10 anni dall’ottenimento della DOC e con dei parametri molto più ristretti che riguardano la sfera commerciale e il pregio del vino.