Muller Thurgau

Vitigni bianchi

Müller Thurgau

Il Müller Thurgau è un vitigno tedesco a bacca bianca creato per incrocio sul finire dell'ottocento con lo scopo di sfruttare maturazioni precoci più adatte al rigido clima della Germania.

di Redazione

03 ottobre 2012

Il vitigno

Il Müller Thurgau è un vitigno a bacca bianca che fu creato alla fine dell'ottocento in Germania per migliorare le potenzialità dei vitigni tedeschi Sylvaner e Riesling. Fu Hermann Muller appunto a dare il nome a questo nuovo incrocio, aggiungendo anche il nome del suo cantone svizzero di nascita, Thurgau, mentre lavorava in Germania all'Istituto Vinicolo di Geisenheim. Nelle intenzioni del Müller, si cercava di associare la qualità del Riesling alla maturazione precoce del Sylvaner, molto utile in un paese freddo come quello tedesco, dove le estati sono brevi e le uve corrono il rischio di non maturare sufficientemente a causa del freddo. L'incrocio fu creato nel 1882 ma dal punto di vista qualitativo non si riuscì minimamente a replicare la qualità delle due grandi nobili tedesche. Ma la facilita di coltivazione e le grandi rese, ne fecero una delle uve più popolari in Germania, con una grande produzione di vini mediocri. Forse questa mediocrità nei risultati è dovuta al fatto che l'incrocio dichiarato non fosse corrispondente a quello realmente realizzato. Questa ipotesi è suggerita dalle recenti analisi del DNA, che indicano un probabile incrocio tra il Riesling e lo Chasselas. Il vitigno infatti contiene delle caratteristiche del primo, pur non raggiungendo nemmeno lontanamente la sua qualità, ma sembrano del tutto assenti le caratteristiche del Sylvaner. Il vitigno infatti matura ben prima del Sylvaner. Il suo successo è dovuto alle rese altissime, che arrivano anche a più di 200 ettolitri per ettaro, praticamente il doppio del Riesling, ma fornendo dei prodotti decisamente scarsi, con aromi volatili. Inizialmente infatti il Müller Thurgau non ebbe alcun successo a causa di questi difetti, ma la situazione cambiò radicalmente nel dopoguerra, quando la distruzione dei bombardamenti e la miseria diffusa nel paese pesantemente sconfitto, obbligarono i viticoltori a reimpiantare le viti, scegliendo il Müller Thurgau per le sue alte rese a prezzi molto bassi. La diffusione fu talmente radicata che, a partire dagli anni 70 del novecento, il vitigno divenne più coltivato dello stesso Riesling, primato che mantenne fino alla fine del decennio successivo, quando la scarsa qualità espressa, determinò un lento declino, anche se il vitigno resta ben saldo tra le coltivazioni più diffuse. Solo alcune di queste coltivazioni però riescono a fornire vini di discreta qualità, grazie a particolari condizioni micro-climatiche e di terreno, il classico micro-terroir che fa la differenza e non certo per merito dell'uva, che altrove si rivela per le sue vere caratteristiche. Per risolvere il problema qualitativo, il Müller Thurgau veniva spesso usato per il taglio, in modo da apportare la quantità, mentre la qualità veniva affidata a vitigni migliori, come il Morio-Muskat, che apporta profumi, o il Süssreserve per apportare dolcezza. Ma anche in questo caso i risultati restavano, e restano per chi ancora utilizza questo taglio, molto scarsi, con vini leggeri, anonimi e senza profumo, e addolciti. Per gli intenditori si tratta di acqua zuccherata con un pochino di alcol, nulla di più. Nonostante questo nel 1990 il Müller Thurgau ricopriva ancora il 25 per cento delle superfici vitate tedesche. Il vitigno tra l'altro ha mostrato alcuni problemi poco compatibili con un paese freddo come la Germania, tra cui una certa morbidezza del legno soggetto a danni a causa del gelo, e una sofferenza al marciume e alla peronospora. Ma le rese molto alte superano queste problematiche, lasciando al Thurgau una grossa fetta del mercato. Il vitigno si presenta con dei grappoli di piccole dimensioni a forma cilindrica, alati e abbastanza compatti. Le bacche invece sono di medie dimensioni, di forma ovale, molto pruinose con bucce piccole, da cui la sofferenza al marciume e di colore giallo tendente a sfumature verdi. Il vitigno si presenta comunque come vigoroso, della cui maturazione e produzione abbiamo già detto. Non ha particolari esigenze per il tipo di terreno, ma va coltivato in collina con ottime esposizioni e sotto l'azione dei venti. Questo per asciugare i vigneti e scongiurare i problemi di marciume. Anche l'apporto idrico infatti deve essere molto modesto, e inoltre si debbono evitare terreni con presenza di argilla. Le altissime rese suggeriscono sistemi di allevamento poco espansi, con potature corte.

La diffusione

Il Müller Thurgau è ancora molto popolare in Germania, ma trova molte coltivazioni anche in Italia, Svizzera, Ungheria e Nuova Zelanda, mentre viene coltivato sporadicamente in altri paesi. In Germania il 35 per cento dei vigneti si concentra nella regione del Baden, mentre un altro 50 per cento viene coltivato in Franconia e il resto quasi tutto nell'area del Mosel-Saar-Ruwer e nell'area del Nahe. In Italia viene coltivato prevalentemente in Terntino-Alto Adige, in Friuli, in Emilia-Romagna e addirittura in Sicilia. Molto presente anche nella Svizzera tedesca del nord-est mentre in Austria è la vite piu coltivata dopo il Grüner Veltliner. In Slovenia è altrettanto popolare, così come in Ungheria, forse la nazione che ne coltiva di piu dopo la Germania. Qui viene coltivata come Rizlingszilvani con migliaia di superfici vitate concentrate nelle zone limitrofe al lago di Balaton, per la produzione del mediocre Badacsonyi Rizlingszilvani, molto venduto come vino quotidiano da tavola. Grandi appezzamenti di terreno a Müller Thurgau vengono invece coltivati nelle Fredde Inghilterra e Lussemburgo, anche qui con risultati mediocri, anche se il freddo aumenta l'acidità del vino rendendolo più bevibile. Una forte popolarità si è riscontrata recentemente in Nuova Zelanda, dove fu introdotto verso la fine degli anni cinquanta, riscuotendo un forte successo stemperato solo negli anni novanta dallo Chardonnay. I vini neozelandesi sono certamente migliori rispetto ai tedeschi, più freschi almeno, ma non brillano comunque per qualità. Molto scarsa invece la coltivazione nelle Americhe, dove le maturazioni precoci non servono ai viticoltori. Qualche ettaro vitato viene coltivato nel freddo Oregon e nello stato di Washington con alcuni risultati discreti.

I vini del Müller Thurgau

Come detto il Müller Thurgau fornisce vini del tutto anonimi, senza mordente, con profumazioni molto volatili, non particolarmente apprezzate e si fa affidamento molto più sulla quantità del consumo quotidiano che sulla qualità del vino. Discreti risultati sono raggiunti solo in Italia, in particolare in Trentino-Alto Adige, dove le vinificazioni sono più attente a partire dai sistemi di allevamento e dalle rese minori, che ne aumentano la qualità, e dalla maturazione più spinta utilizzata dai viticoltori. Il clima più favorevole dell'Italia e le altitudini più elevate a cui sono allevati i vitigni infatti, permettono di lasciare più tempo l'uva sulla pianta, per attenere aromi di frutta più sviluppati senza diminuire l'acidità dei chicchi. Qui i vini riescono ad esprimere delle profumazioni più concrete, con presenza di frutta bianca e qualche tono floreale, e una presenza costante di erbe aromatiche. Certamente oscurato dai grandi vitigni autoctoni della regione, il Müller Thurgau ha comunque saputo ritagliarsi un suo spazio pubblicitario, divenendo di moda negli anni novanta presso i consumatori italiani più giovani, i meno attenti forse alla qualità. In Trentino-Alto Adige il Muller Thurgau fa comunque parte delle denominazioni di origine Trentino DOC anche come monovitigno e nella tipologia Sorni bianco, e nel Valdadige fino a un massimo del 20 per cento. In Friuli è nei disciplinari del Collio Goriziano sempre fino al 20 per cento, ma sfrutta anche la versione monovitigno, così come nel Friuli Aquilea. In Sicilia invece fa parte di ben tre disciplinari, con la menzione monovitigno nell'Alcamo, dove viene vinificato anche in Vendemmia tardiva o Spumante, nel Contessa Entellina fino a un massimo del 50 per cento e nel Delia Nivolelli anche in tipologia monovitigno, ma nei vini qualitativamente migliori si evita un assemblaggio con il Müller Thurgau.

I Müller Thurgau italiani

In Sicilia un buon Müller Thurgau è quello di Fazio, profumato alla ginestra e alla acacia, con un palato sapido e caldo, leggermente ammandorlato, per le linguine alle mandorle. Ma è certamente il Trentino-Alto Adige a proporre quantità e qualità con questo vitigno. Buon impatto nel Trentino Müller Thurgau di Villa Corniole, con gradevoli profumi di scorza d'arancio, pesche ed erbe aromatiche. Il palato fresco e di discreta lunghezza si associa bene alle tartine di gamberetti. Stessa denominazione per Maso Speron d'Oro, con un vino questa volta profumato allo zagara e al cedro, finito da tocchi minerali. Sapori semplici e freschi, da associare all'insalata di gamberi. Sempre un Trentino Müller Thurgau per Endrizzi, e ancora profumi d'acacia e agrumi, ma minerali e con presenza di frutta gialla. Un fresco aperitivo, ma non un vino da pasto. La Cantina Bolzano vinifica invece sotto la denominazione Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau un vino frizzante e profumato di erbe aromatiche e fiori, con una bella sapidità al palato equilibrata dalla freschezza. È un vino che ben si associa alle frittate di verdure. L'Alto Adige Muller Thurgau Intenditore di Kupelwieser conserva questi aromi vegetali alle erbe aromatiche, con belle sensazioni fruttate e agrumate su un fondo di erba tagliata. Ancora fresco e sapido il palato, con una chiusura delicata alla frutta. Ottimo per i carpacci e per le spigole. Invitante il Valle Isarco Aristos di Cantina Produttori Valle Isarco, un bel vino fresco, con profumi di pera e mela ad accompagnare le erbe aromatiche. Sempre sapido e dal finale discretamente aromatico, per accompagnare la pasta all'uovo con il granchio. La Cantina Toblino vinifica il Thurgau sotto la denominazione Trentino, per un vino agrumato e floreale al gelsomino in cui compare un tocco di caramella fruttata. Semplice al palato, può accompagnare piatti non elaborati, ma rende meglio come aperitivo.

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Domande frequenti

  • Qual è la vera origine genetica del Müller Thurgau?
    Sebbene storicamente si credesse che il Müller Thurgau derivasse dall'incrocio tra Riesling e Sylvaner, le moderne analisi del DNA hanno smentito questa teoria. Attualmente si ritiene che sia il risultato di un incrocio tra il Riesling e il Chasselas. Questa scoperta spiega perché il vitigno erediti la maturazione precoce tipica del Chasselas, utile nei climi freddi, ma non possieda le caratteristiche qualitative e aromatiche del celebre Riesling, rimanendo un ibrido dal profilo organolettico piuttosto neutro.
  • Perché il Müller Thurgau ha avuto un tale successo commerciale nonostante la bassa qualità?
    Il successo del Müller Thurgau nasce principalmente dalle sue eccezionali rese produttive, che possono superare i 200 ettolitri per ettaro, il doppio di quelle del Riesling. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la necessità di ricostruire rapidamente i vigneti distrutti e la carenza di risorse portarono i produttori a scegliere questa varietà per la sua facilità di coltivazione, resistenza e capacità di generare grandi volumi a basso costo. Questo permise di soddisfare la domanda di vino da tavola economico, imponendosi come uno dei vitigni più diffusi in Germania per decenni.
  • Dove si trovano i migliori esempi di Müller Thurgau in Italia?
    I risultati qualitativi migliori in Italia si ottengono soprattutto in Trentino-Alto Adige e in Friuli. In queste regioni, il clima più favorevole e le coltivazioni ad alta quota permettono una maturazione più completa dell'uva, preservando acidità e sviluppando aromi di frutta bianca, agrumi ed erbe aromatiche. In Trentino-Alto Adige il vitigno è presente nelle DOC Trentino e Valdadige, mentre in Friuli appare nel Collio Goriziano e nell'Aquileia. Anche in Sicilia, specialmente nelle DOC Alcamo e Contessa Entellina, si producono versioni interessanti, talvolta in vendemmia tardiva.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali di un vino Müller Thurgau?
    Il Müller Thurgau produce generalmente vini leggeri, anonimi e privi di struttura, definiti spesso 'acqua zuccherata'. Presenta aromi volatili e profumi delicati di frutta bianca, fiori e talvolta note floreali come acacia o gelsomino. Al palato è fresco, sapido e spesso lievemente ammandorlato, ma manca di persistenza e complessità. La sua natura neutra lo rende adatto come aperitivo o per accompagnare piatti semplici e delicati, come carpacci, frittate o pesce leggero, ma raramente si presta a un lungo invecchiamento.
  • Quali sono le sfide agronomiche e i rischi fitosanitari di questo vitigno?
    Il Müller Thurgau presenta diverse criticità colturali. Ha una vigoria elevata che richiede potature corte e sistemi di allevamento contenuti per gestire le altissime rese. La sua struttura fisica lo rende vulnerabile: le bacche hanno buccia sottile e i grappoli compatti favoriscono il marciume, specialmente in ambienti umidi. Inoltre, il legno è morbido e soggetto a danni da gelo, mentre la pianta soffre significativamente di peronospora. Per mitigare questi rischi, è fondamentale coltivare i vigneti in posizioni ventilate e ben drenate, evitando terreni argillosi e mantenendo un apporto idrico limitato.

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