Il vitigno

Vitigni bianchi

Pinot Grigio

Il Pinot Grigio è una mutazione di oltre un secolo fa del suo capofamiglia Pinot Nero, che raramente fornisce buoni risultati se si eccettua l'Italia e la Francia, dove i viticoltori e i produttori sanno lavorarlo con dovizia e maestria.

di Redazione

17 dicembre 2012

Il vitigno

Pinot Grigio è il nome che in Italia si da al vitigno francese a bacca bianca Pinot Gris, di gran moda ultimamente, in particola sul mercato inglese, inondato da Pinot Grigio proveniente dalla nostra penisola. In Italia è coltivato soprattutto nel Friuli, nel Trentino Alto-Adige e in Lombardia, con buoni risultati nonostante questo vitigno non sia di alta qualità e in molte aree si presenta più come una moda stimolata dalla pubblicità che come un vino apprezzabile. Nel Nord-est italiano infatti il Pinot Grigio diventa, da anonimo bianco secco, un vino di buona fattura, generalmente apprezzato anche se non reputato, giustamente, al pari dei grandi bianchi. Lo si trova anche in qualche estensione vitata in Emilia-Romagna, ma comunque la sua coltivazione si sta diffondendo molto in quasi tutto il mondo. Le bacche del Pinot Grigio si presentano con un colore tra il rosa bruno e il blu grigio, da qui il nome al vitigno, originario della Francia, e precisamente della Borgogna, dove nasce forse come mutazione spontanea del Pinot Nero, non ripetendone però le grandi qualità. È a tutti gli effetti una mutazione più chiara, osservata per la prima volta alla fine dell'Ottocento nella famosa regione vinicola del paese transalpino. In passato infatti veniva coltivato insieme al grande capofamiglia dei Pinot, ma è l'Alsazia francese ad averne ereditato l'utilizzo nelle sue denominazioni d'origine. Ma la sua diffusione è ancora più ampia in Germania ed Austria, dove il suo gusto leggermente fruttato rappresenta un vantaggio in questi paesi, dove infatti si cerca di vinificare con l'aggiunta di zuccheri per aumentare anche la dolcezza dei vini. È vinificato anche nell'immancabile California, da dove probabilmente è partita la moda di questi anni. Il vitigno presenta con grappoli di dimensioni medio-piccole a forma cilindrica, alati, a densità compatta. Le bacche sono anch'esse di dimensioni medio-piccole, sferiche, con bucce fini. Il vitigno è vigoroso, con rese buone e costanti, allevato con sistemi generalmente espansi, spesso a controspalliera. Viene coltivato su terreni asciutti, mentre soffre quelli clorosanti e con esposizioni insufficienti. La clorosi in genere compromette buona parte delle rese. Sia il germogliamento che la maturazione sono media-precoci, anche per conservare l'acidità utile alla spumantizzazione e per evitare la botrite. Esclusa la clorosi e la botrite non si segnalano malattie a cui il vitigno è sensibile.

I vini del Pinot Grigio

Mentre nel resto del mondo i risultati forniti dal Pinot Grigio sono alquanto scadenti, l'Alsazia e il Friuli riescono a produrre buoni vini, anche in purezza, da questo vitigno. I vini sono generalmente di colore paglierino, con sfumature verdognole e aromi delicati di frutti e fiori bianchi. Il palato è sempre piuttosto secco, nei prodotti migliori vellutato. Quello che invece colpisce è sempre la sua elevata acidità, che viene sfruttata molto anche per la spumantizzazione nell'enologia lombarda, tagliandolo con i più pregiati Chardonnay e Pinot Noir o Bianco, dove il Grigio consente di aggiungere quantità e acidità. Questa è proprio una caratteristica del modo di vinificare italiano, che sta dando buoni risultati, in una produzione mondiale altrimenti di scarsa qualità. Quasi l'80 per cento della produzione italiana è comunque inviata all'estero, con i paesi anglosassoni maggiori importatori di questo vino, che deve la sua fama alla enorme pubblicità che gli fu attribuita nella California degli anni 90 del Novecento. Oggi, in qualsiasi supermercato inglese ad esempio, il 90 per cento dei vini bianchi italiani è coperto da questo vitigno, talmente famoso d essere un brand a se stante, anche se non di qualità. In Alto-Adige stanno sperimentando degli affinamenti in botte dai buoni risultati, là dove il micro-terroir già fornisce vini più ricchi di profumi e sostanza. Nell'Alsazia francese invece il Pinot Grigio viene per lo più vendemmiato tardi, in modo da ottenere vini dolci e ricchi, vellutati e dagli aromi più accentuati. Questo perché in climi così freddi il vitigno non riesce a fornire null'altro che acidità se vendemmiato nei tempi classici.

I produttori

Un ottimo Pinot Grigio è vinificato da Dorigati sotto la DOC Trentino, per un vino di grande fattura e un impianto olfattivo ricco di fiori come la rosa, il glicine, la mandorla, la pera matura. Bel palato sapido, con un equilibrio alcolico ben bilanciato, dopo che il vino è stato affinato al 10 per cento in botte. È in ottimo abbinamento con il risotto ai cantarelli. Ottimo anche il Trentino Pinot Grigio di Endrizzi, con bei profumi di mele e pere su un fondo di gelsomino e mineralità. Bel palato sapido, ricco, adatto agli straccetti di pollo alle mandorle. Buon Trentino Pinot Grigio Perer anche da Longariva, ma stavolta con profumi di fiori di campo, nocciola e susine, per un palato brillante e pulito. Ottimo con i garganelli ai fiori di zucca. Anche Maso Bergamini lo vinifica in purezza nella denominazione Trentino, in un vino dai riflessi verde-oro, con una bella successione di mele, pere, mandorle, fiori e infine pietra lavica. Il corpo è ottimamente sapido e morbido, quasi vellutato, con un fresco finale ammandorlato, che lo rende un vino per piatti pregiati come le lumache alla borgognona.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza sostanziale tra il Pinot Grigio italiano e il Pinot Gris francese?
    Il Pinot Grigio italiano si distingue principalmente per uno stile secco, leggero e altamente acidulo, ideale per un consumo immediato e fresco. Al contrario, il Pinot Gris francese, specialmente in Alsazia, tende a essere prodotto con vendemmie tardive, risultando in vini più strutturati, ricchi, talvolta dolci e dotati di maggiore complessità aromatica. Mentre l'Italia punta sulla freschezza e sull'acidità per un mercato internazionale di massa, la Francia sfrutta il clima locale per creare vini più intensi e vellutati, dimostrando come lo stesso vitigno possa esprimere personalità completamente diverse a seconda del territorio e della filosofia enologica.
  • Perché il Pinot Grigio ha avuto tale successo commerciale negli anni '90?
    La popolarità globale del Pinot Grigio è nata negli Stati Uniti, in particolare in California, durante gli anni Novanta, grazie a una massiccia campagna pubblicitaria che ne ha fatto un marchio riconoscibile e accessibile. Questa strategia marketing ha trasformato il vitigno in un fenomeno commerciale, portando alla sua esportazione di massa verso paesi anglosassoni come il Regno Unito, dove oggi domina la quota di vendita dei vini bianchi italiani. Sebbene la fama abbia garantito volumi enormi, spesso a scapito della qualità percepita rispetto ad altri bianchi più prestigiosi, il successo rimane legato alla sua versatilità e alla facilità di abbinamento con cibi leggeri.
  • In quali regioni italiane il Pinot Grigio offre i migliori risultati qualitativi?
    I risultati qualitativamente superiori si ottengono prevalentemente nel Nord-Est Italia, specificamente in Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e in alcune zone della Lombardia. In queste aree, il clima e i terroir permettono di preservare l'acidità naturale del vitigno, trasformando un vino potenzialmente anonimo in un prodotto di buona fattura, sapido e aromatico. Altre regioni come l'Emilia-Romagna producono il vitigno, ma con minore rilevanza storica e qualitativa rispetto ai centri nevralgici del nord, dove la tradizione enologica sa valorizzare appieno le caratteristiche intrinseche del Pinot Grigio.
  • Come si comporta il vitigno in termini di resistenza alle malattie e cura in vigna?
    Il Pinot Grigio è un vitigno vigoroso con rese costanti, ma presenta specifiche vulnerabilità: soffre fortemente la clorosi sui terreni calcarei o clorosanti, che può compromettere drasticamente le rese, ed è sensibile alla botrite se l'esposizione solare non è sufficiente. Tuttavia, esclusi questi fattori ambientali critici, non mostra sensibilità marcata ad altre malattie comuni. La sua maturazione media-precoce aiuta a evitare la botrite, mentre la raccolta tempestiva conserva l'acidità necessaria. Si alleva generalmente con sistemi espansi o a controspalliera su terreni asciutti per garantire la massima salute della pianta e la qualità dell'uva.
  • A quali piatti si abbina meglio un Pinot Grigio di alta qualità?
    Grazie alla sua acidità vivace e ai profili aromatici delicati (frutta bianca, fiori, mandorla), il Pinot Grigio di qualità si abbina eccellentemente a piatti leggeri e sapidi. È ideale con antipasti di mare, carpacci, risotti ai funghi o ai cantarelli, e primi pasta come garganelli ai fiori di zucca. Nelle versioni più strutturate o affinate in legno, può accompagnare carni bianche delicate come straccetti di pollo alle mandorle o persino preparazioni raffinate come le lumache alla borgognona. Evitare invece condimenti troppo pesanti o piccanti che potrebbero sopraffare la sua eleganza sottile.

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