Biancolella

Il vitigno

Il Biancolella è un vitigno bianco campano, la cui origine è probabilmente da far risalire all'isola di Corsica, dove è presente con il nome di Petite Blanche. La sua diffusione avrebbe poi coinvolto in particolare l'isola di Ischia, area in cui la sua diffusione è attualmente più incisiva. Di questa introduzione si hanno notizie solo nel 1868, quando Guyot lo segnala come tra i più diffusi nelle due isole. Notizie riprese dal Di Rovasenda e Frojo, ma in particolare e in seguito dal De Vermorel e dal Viala che furono i primi a fare un'accurata descrizione del Biancolella, con la precisazione geografica della sua coltivazione sempre nell'isola di Ischia. La sua origine corsa invece deve probabilmente farsi risalire alla colonizzazione greca del VII e VI secolo avanti Cristo, come quasi sempre è successo per le uve dell'Italia meridionale. Sembra l'area originale di introduzione sia stata l'isola di Eubea. Oltre l'isola di Ischia il vitigno conosce una discreta fama in provincia di Caserta e Napoli ma senza per questo raggiungere la diffusione e l'importanza che riveste nell'isola del Golfo. Una piccola estensione è stata impiantata anche in Sardegna, ma il vitigno non ha impressionato i consumatori.

Il vitigno ha grappoli medi di forma cilindrica, dotati di ali e densità compatta. Anche gli acini hanno medie dimensioni con forme rotonde che subiscono la pressione della compattezza dei grappoli nella maturazione per assumere forme irregolari ed ovali. Le bucce sono di spessore fine con colore verde, e un abbondante pruina a protezione. Il vitigno regala una media produttività con una buona costanza. Il Biancolella preferisce terreni poco fertili di origine vulcanica o in alternativa con buone concentrazione di argilla. Viene allevato con sistemi poco espansi a potatura mista. Si segnala per l'ottimo comportamento in tutte le condizioni climatiche e anche per la resistenza alle malattie, eccetto la peronospora. I suoi sinonimi sono Jancolella e Janculella.

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I vini del Biancolella

Il Biancolella può essere vinificato ma più spesso va a far parte di assemblaggi in molte denominazioni di origine campane. I disciplinari che lo includono sono quello del Capri DOC, del Costa d'Amalfi DOC, del Campi Flegrei DOC, del Penisola Sorrentina DOC e naturalmente dell'Ischia, la sua vera denominazione d'origine di sfruttamento. In quest'ultima denominazione lo si trova più facilmente in purezza, ma resta un vitigno preferibilmente da tagliare per rendere di più in qualità, in particolare con il Forestiera. Con il concorso di questo vitigno si offre anche nella tipologia spumante, partecipando al 35% lasciando agli altri vitigni il resto dell'assemblaggio. I vini del Biancolella monovarietale si presentano con colorazioni paglierino chiare con bei riflessi verdi, che anticipano le sensazioni di freschezza nel resto della gamma gusto-olfattiva. Le sensazioni al naso non sono mai complesse ma comunque di buona intensità e piacevolezza. Spiccata vinosità per queste profumazioni floreali e fruttate, tutte incentrate sul bianco, ma con accenti di erbe e tocchi di miele nei migliori prodotti. La freschezza si ripete al palato, che si propone con leggerezza per essere beverino ma non banale, grazie ad una bella veno sapida a consolidare il corpo su un gusto ben asciutto. La semplicità, mai banale del Biancolella, offre il vino ad accompagnare numerose pietanze, di pesce chiaramente, ma anche di crostacei e conchiglie, formaggi freschi e verdure grigliate. Da servire a 10° C.


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I produttori

la costa amalfitanaL'isola di Ischia è sicuramente il territorio di riferimento del Biancolella, anche se vi sono altrove delle produzioni, ma per lo più locali, che non raggiungono la stessa qualità. Per chiari motivi di superficie disponibile, i produttori sull'isola sono molto pochi. Casa d'Ambra è considerata, con l'altra azienda Il Giardino del Mediterraneo, tra le migliori di quest'area, e produce il Biancolella in purezza. Si tratta dell'Ischia Biancolella Frassitelli, paglierino con belle sfumature dorate. Classico Biancolella semplice ma con una profumazione elegante all'albicocca e alla pesca che viene addolcita dal miele e dai fiori di zagara. La bocca sapida è dotata di un'ottima morbidezza, con un palato ampio e strutturato che riesce a sostenere abbinamenti di tutto rispetto come le linguine all'astice. Casa d'Ambra taglia poi il Biancolella con il 15% di Forastiera per il suo Ischia Biancolella dove si percepiscono invece note di fiori sfumate da susine ed erbe aromatiche. La bocca è ancora sapida, semplice e dal corpo leggero per essere servita in aperitivo.

Il Giardino Mediterraneo produce invece l'Ischia Biancolella Il Giardino di Odette, un Biancolella al 100% profumato di miele, erba limoncella, mele e fiori di glicine, con belle sensazioni di iodio e fondi salmastri. Bocca ancora sapida, elegante, morbida e un finale molto deciso e lungo, ottimo per l'inusuale rospo ai carciofi. Al di fuori dell'isola di Ischia si segnala anche il Costa d'Amalfi Furore Bianco dell'azienda Furore di Marisa Cuomo, con il 60% di Falanghina, per un vino agrumato e fruttato di pesca e fiori di mandorlo. Freschezza e sapidità per la spigola.




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