bianco alessano

Vitigni bianchi

Bianco d'Alessano

Il Bianco d'Alessano è un vitigno pugliese di poco pregio, utilizzato per i tagli o per le produzioni di Vermuth e mai per quelle di vini di qualità.

di Redazione

11 aprile 2014

Il vitigno

Il Bianco d'Alessano è un vitigno a bacca bianca di origine incerta, che viene spesso comunque identificato da molti esperti come natio della Valle d'Itria. La documentazione scritta più attendibile è però relativamente recente, e risale al 1877 quando il Rovasenda lo identificava con le Murge Martinesi in provincia di Taranto dove a quell'epoca era presente. Il Rovasenda si riferiva alle vigne del Barone Antonio in Favara, a Mendola, ma il Barone aveva classificato il Bianco d'Alessano come un'uva siciliana da lui inserita nella sua collezione. Entrambi elogiavano la qualità del mosto più che del vino, che infatti indicavano e suggerivano per la produzione di Vermuth. Le sue qualità nel vino infatti risultano scarse e il Bianco d'Alessano viene sempre tagliato con l'altra uva bianca autoctona delle Puglie, il Verdeca, anch'esso comunque non di eccelsa qualità e spesso utilizzato comunque per i Vermuth. Queste caratteristiche negative hanno fatto si che il vitigno perdesse molti vigneti durante il Novecento, secolo in cui si è affermata la viticoltura e l'enologia industriale e in particolare nella seconda metà, quando i consumatori hanno indirizzato le loro preferenze verso uve di qualità. Il vitigno, mai apprezzato realmente, sopravvive comunque in alcune produzioni locali che ne fanno un vino di pronta beva, molto neutro e dai prezzi bassi. Ma ad esempio nell'area di Martina Franca, dove una volta godeva di popolarità, è quasi del tutto scomparso. Solo il colore molto neutro del suo vino lo rende ancora apprezzato per i vermuth e alcune piccole produzioni che lo vogliono in purezza. Anche nelle Puglie comunque il vitigno è poco utilizzato, a ragione, e viene sostituito da uve migliori o utilizzato solo per i tagli di vini minori. Nella regione viene chiamato anche Acchiappapalmento, Bianco di Lessano e Verdurino. Lo si trova quasi esclusivamente sulle Murge a ridosso dei confini provinciali tra Brindisi e Taranto, con sconfinamenti nel comune di Locorotondo, famoso per le sue produzioni enologiche. Il vitigno si presenta con foglie grandi e orbicolari, mentre i grappoli hanno dimensioni medio-grandi a forma conico-cilindrica. Di densità compatta i grappoli possono raramente presentarsi con una sola ala. Gli acini sono medi, perfettamente tondi e pruinosi. Le bucce spesse sono gialle. Tra i pochissimi vantaggi del vitigno vi è l'adattabilità a tutte le condizioni pedoclimatiche, anche se ha risultati migliori su terreni a medio impasto concimati profondamente. Il sistema di allevamento è quello a media espansione e potature frequenti. Visto il suo impiego prevalentemente per il taglio e per la produzione di Vermuth, le rese sono state aumentate di molto, e questo ha permesso la sua sopravvivenza. Inoltre non patisce le malattie, specialmente le crittogamiche, la peronospora e lo oidio. I suoi problemi derivano dalle acinellature a causa delle gelate, per altro rarissime in una regione calda ed assolata come la Puglia. Inoltre germoglia tardi, fattore questo che lo pone al riparo da eventuali freddi inaspettati. Matura tra i mesi di settembre e ottobre. Incredibilemnte invece il vitigno sembra avere successo in Australia dove ha anche ricevuto qualche premio al concorso Australian Alternative Varieties Wine Show del 2010.

I vini del Bianco d'Alessano

Il Bianco d'Alessano è utilizzato quasi esclusivamente per il taglio con il Verdeca che gli dona il colore verdognolo. Lo si trova nelle denominazioni del Martina Franca DOC, del Locorotondo DOC, del Gravina DOC, del Lizzano DOC e dell'Ostuni DOC, mai in purezza, e negli IGT Salento, Murgia, Valle d'Itria, Puglia, Tarantino e Daunia dove vi è qualche raro vino puro di Bianco d'Alessano. È talmente neutro che anche quando vinificato puro non si riesce a costruirne una scheda di degustazione precisa. In assemblaggio poi prende tutte le caratteristiche del vino tagliato, spesso di quel Verdeca leggermente fruttato e floreale. Alcune volte possono sentirsi profumi di erbe. Gli abbinamenti quindi sono quelli dell'auva tagliata e non del Bianco d'Alessano. Classici sono i piatti di pesce o verdure.

I produttori

Le produzioni sono tutte incentrate nei tagli con altre uve dove il Bianco d'Alessano svolge ruoli marginali. È il caso di Albea e del suo Locorotondo Il Selva che vede l'unione del 55% di Verdeca,il 40% di Bianco d'Alessano e il 5% di Fiano. Colore paglierino molto chiaro, il vino si profuma di pesca e fiori di ginestra. Chiudono le mandorle amare e un fragrante profumo di crosta di pane. In risulta molto fresco ma evanescente. Si serve con le fritture di pesce. Migliore è il Locorotondo Vigneti in Talinajo della Cantina del Locorotondo, dove l'assemblaggio risulta essere 65% di Verdeca, 30% di Alessano e 5% Fiano. Profumato al cedro, la gamma olfattiva si estende sui fior di limoni, per terminare con delle buone erbe officinali e tocchi salmastri marini. In bocca esprime molta freschezza e mineralità con un corpo ben morbido. È perfetto per le lumache.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del vino prodotto dal vitigno Bianco d'Alessano?
    Il vino ottenuto dal Bianco d'Alessano è noto per la sua estrema neutralità e semplicità. Presenta un colore giallo paglierino molto chiaro e un profilo aromatico lieve, spesso privo di note distintive quando vinificato in purezza. In bocca risulta fresco ma tendenzialmente evanescente, senza grande struttura o persistenza. Per queste ragioni, non è considerato un vino di alta qualità né adatto a un affinamento in bottiglia. Viene generalmente consumato giovane, come vino di pronta beva, ideale per accompagnare piatti leggeri grazie alla sua delicatezza e al basso tenore alcolico percepito.
  • Con quali altri vitigni viene solitamente abbinato il Bianco d'Alessano?
    Il Bianco d'Alessano trova il suo impiego principale nel taglio con il Verdeca, un’altra varietà autoctona pugliese. Questa combinazione è frequente nelle DOC locali come Martina Franca, Locorotondo, Gravina, Lizzano e Ostuni. Il Verdeca apporta al vino finale note floreali, fruttate e una certa struttura, compensando la neutralità del Bianco d'Alessano. In alcuni casi, piccoli percentuali di Fiano vengono aggiunti agli assemblaggi per aggiungere complessità aromatica, creando vini equilibrati, freschi e adatti all'abbinamento con antipasti di mare e verdure.
  • Perché il Bianco d'Alessano è particolarmente indicato per la produzione di Vermouth?
    La scelta del Bianco d'Alessano per il Vermouth deriva dalla sua scarsa personalità aromatica e gustativa nel vino da tavola. Essendo un mosto dal sapore neutro, non interferisce con le complesse infusioni di erbe, spezie e radici tipiche del Vermouth. Questo permette ai botanici e agli aromatizzanti di emergere chiaramente senza competizione. Storicamente, già nel XIX secolo gli esperti notarono che la qualità del mosto era superiore a quella del vino fermo, suggerendone l'uso proprio per le produzioni di vino aromatizzato piuttosto che per vini da pasto strutturati.
  • Dove si coltiva principalmente il vitigno Bianco d'Alessano?
    La coltivazione del Bianco d'Alessano è quasi esclusivamente limitata alla Puglia, in particolare sulle Murge, nelle aree prossime ai confini tra le province di Brindisi e Taranto. Si trovano vigneti anche nello sconfinamento verso il comune di Locorotondo. Sebbene un tempo fosse più diffuso, oggi la sua presenza è diminuita drasticamente a favore di varietà più redditizie. Curiosamente, nonostante il declino in Italia, il vitigno ha trovato una certa fortuna in Australia, dove ha persino vinto premi in concorsi internazionali dedicati a vitigni alternativi, dimostrando adattabilità anche fuori dal suo areale tradizionale.
  • Quali sono i punti di forza e di debolezza agronomica del Bianco d'Alessano?
    Dal punto di vista agronomico, il Bianco d'Alessano offre vantaggi significativi: è estremamente resistente alle malattie crittogamiche come peronospora e oidio, e la sua germogliazione tardiva lo protegge dalle gelate primaverili. Inoltre, si adatta bene a diversi tipi di suolo, pur preferendo quelli medi e profondamente lavorati. Tuttavia, soffre di acinellature causate dal freddo, sebbene raro in Puglia. La sua debolezza principale è enologica: produce vini poveri di carattere, il che ha portato i viticoltori a ridurre i vigneti a favore di uve più qualitative, mantenendolo solo per tagli economici o usi specifici come il Vermouth.

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