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Uva e Olive · Vitigni bianchi

Pampanuto

Aggiornato il 09 maggio 20133 capitoli5 domande frequenti
castel del monte

Il vitigno

Il Pampanuto è un vitigno a bacca bianco pugliese che le recenti indagini hanno stabilito essere nient'altro che il Verdeca. Fino a poco tempo fa ne era sconosciuta l'origine anche se si sapeva coltivato nella regione da molto tempo. Ma non si avevano sospetti per quel che riguarda la sua vera genetica, tanto che il prof. Frojo nel 1875 lo descrisse ampiamente senza però avvertirne le similitudini con l'altra autoctona pugliese, così come il Ravasanda nel 1877 si limitò a ricalcare gli scritti del suo collega. Una cinquantina di anni dopo, nel 1934, fu la volta del Cavazza nel commettere lo stesso errore. Vero è che sarebbero state necessarie le indagini approfondite dell'Università di Bari, e le moderne tecnologie, per arrivare alla conclusione che il Pampanuto fosse il Verdeca, vista la poca somiglianza estetica tra i due vitigni. Solo le analisi del DNA e una comparazione multidisciplinare ha infatti potuto stabilire l'eguaglianza tra i due vitigni. La scoperta è talmente recente che non vi è ancora stato nessun aggiornamento dell'albo dei vigneti, e i due vitigni sono ancora distinti per la legge. Nessuna decisione è stata per altro presa, ma si può ormai dichiarare con certezza che il Pampanuto e il Verdeca sono lo stesso vitigno. Questo si presenta con una foglia orbicolare di media grandezza. Anche i grappoli hanno grandezze medie, e si presentano mediamente compatti con forme estetiche coniche o piramidali. Gli acini sono perfettamente sferici, di dimensioni medie e molta pruina a ricoprire le grosse bucce di colore giallo-verde. Il Pampanuto ha delle rese molto elevate, anche nel mosto e nella trasformazione in vino. Ha un'elevata vigoria e una ottima resistenza alle condizioni climatiche estreme. Come Pampanuto è allevato nelle Murge settentrionali a quote comprese tra i 200 e i 400 metri di altitudine, su colline argillose e calde. Sono interessati i comuni di Ruvo e Castel del Monte, ma alla luce delle recenti scoperte l'area di allevamento va estesa a tutto il Barese ed oltre.

I vini del Pampanuto

Il Pampanuto è un vitigno non molto apprezzato per la sua qualità, e viene sfruttato in genere per il taglio in particolare del Bombino Bianco. Solo nel comune e sotto la denominazione di Castel del Monte DOC viene vinificato in purezza in una sua menzione specifica. In questa menzione il Castel del Monte DOC è un vino leggero e dal gusto neutro, sostenuto da una buona acidità, la stessa sfruttata nei tagli. Il naso leggero offre profumazioni di frutta bianca molto semplici, con una ripetizione al palato. Il Pampanuto in purezza accompagna a tavola molti piatti altrettanto semplici, poco profumati. Va bene quindi per pesci al vapore o al cartoccio o verdure lessate. Si può accompagnare anche ai salumi e i formaggi freschi, dove aggiunge altrettanta freschezza. Viene vinificato anche come IGT nel Valle d'Itria, nel Puglia, nel Salento, nel Murgia e nel Tarantino. Ma se ci si riferisce alla nuova eguaglianza con il Verdeca allora i disciplinari coinvolti sono molto di più.

I produttori

Limitato alla sola zona del Castel del Monte DOC e difficilmente vinificato in purezza, è più semplice riferirsi al Pampanuto come Verdeca, essendo i due vitigni uguali anche nel risultato fornito ai vini. Sotto la menzione Pampanuto infatti vendono prodotti solo pochi e anonimi vini frizzanti e qualche vino fermo conosciuto solo localmente dalle aziende Maria Marmo, Terre Majore e Grifo. Con la menzione Verdeca invece lo si trova in tutto il Barese. Nel Locorotondo Vigneti in Talinajo DOC di Cantina del Locorotondo, il Verdeca rappresenta il 65% e il Bianco d'Alessano il 35%. Il vino ha un buon profumo di cedro, su un fondo marino e di erba medicinale. La bocca è fresca ed ampia, ben minerale e soffice. Un buon vino, da provare con le lumache di mare. Sempre dalla Cantina del Locorotondo e con lo stesso taglio si trova un altro Locorotondo DOC più fruttato e con forti accenti di agrumi. Il palato è sapido e ammandorlato. È ottimo con il formaggio fresco. Ancora la Cantina del Locorotondo vinifica il Verdeca in purezza nello Zéffiro, buon vino, dove al naso compaiono agrumi e fiori bianchi. Ancora sapido e fresco, il palato accompagna bene la frittura di moscardini. Ottimo taglio al 50% con lo Chardonnay invece nel Roccia Bianco, fruttato, floreale e minerale per accompagnamenti con la sogliola. L'azienda Cantine Petrelli vinifica il Verdeca in purezza per lo Stelline, un buon vino con una gamma olfattiva più complessa, con bei profumi dolci di pesca rinfrescati dalle nespole e dall'acacia, a cui si aggiungono tocchi minerali. La bocca è ben equilibrata con un finale alle mandorle da associare al pesce di acqua dolce. Ancora Petrelli vinifica il Verdeca con un taglio del 40% di Chardonnay. Il Vivovì è un vino dal naso complesso agli agrumi e pesca, con tocchi tropicali al mango e fondi di fiori bianchi. Bocca di bella sapidità e persistenza da provare con la sogliola.

Domande frequenti

  • Il Pampanuto è un vitigno diverso dal Verdeca?
    No, le recenti indagini genetiche condotte dall'Università di Bari hanno accertato che il Pampanuto e il Verdeca sono lo stesso identico vitigno. Sebbene fino a tempi recenti fossero considerati varietà distinte a causa della mancanza di somiglianze estetiche evidenti, l'analisi del DNA ha dimostrato la loro piena identità. Attualmente, nonostante la scoperta scientifica, la normativa vigente mantiene ancora separati i due nomi nell'albo dei vigneti, creando una situazione amministrativa peculiare dove due etichette diverse nascondono la stessa materia prima.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche del vino prodotto con questo vitigno?
    I vini ottenuti da questo vitigno sono generalmente leggeri, dal sapore neutro e caratterizzati da una buona acidità strutturale. Al naso predominano profumi semplici di frutta bianca, che si ripetono in bocca. La struttura è spesso fresca e minerale, talvolta con note floreali o agrumate quando il vitigno è valorizzato correttamente, ad esempio in purezza o in tagli specifici. Non è un vino complesso o potente, ma piuttosto immediato e dissetante, ideale per un consumo giovane.
  • In quali zone della Puglia si coltiva principalmente?
    Storicamente, il vitigno è allevato nelle Murge settentrionali, in particolare nei comuni di Ruvo di Puglia e nell'area di Castel del Monte, a quote comprese tra i 200 e i 400 metri su terreni argillosi e caldi. Tuttavia, poiché il vitigno è geneticamente uguale al Verdeca, la sua area di coltivazione reale si estende a tutta la provincia di Bari e oltre, includendo zone come il Locorotondo e il Salento, dove viene spesso commercializzato con il nome di Verdeca.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare questi vini?
    Grazie alla loro acidità e leggerezza, questi vini si abbinano perfettamente a piatti semplici e delicati. Sono ideali per pesci cotti al vapore, al cartoccio, verdure lesse, salumi freschi e formaggi morbidi. Nelle versioni più strutturate o fruttate, trovate spesso sotto la denominazione Verdeca, possono accompagnare anche fritturi di mare, lumache di mare, sogliola e pesce di acqua dolce, offrendo un contrasto piacevole e rinfrescante grazie alla loro sapidità.
  • Perché il Pampanuto è poco diffuso in purezza?
    Il vitigno è storicamente considerato di qualità mediocre e viene utilizzato prevalentemente come componente di taglio, specialmente insieme al Bombino Bianco, per aggiungere acidità e volume. La vinificazione in purezza è rara e limitata quasi esclusivamente alla menzione specifica del Castel del Monte DOC. Quando viene vinificato in purezza, spesso sotto il nome di Verdeca, mostra migliori prestazioni, ma la tradizione produttiva locale ha preferito mantenerlo come ingrediente secondario per decenni.

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