cabernet sauvignon

Uva

Uve francesi

Le uve francesi sono ancora le più rinomate e importanti al mondo, anche se incalzate ormai da quelle italiane, rinate grazie alle denominazioni di origine controllata.

di Redazione

13 marzo 2013

La Francia vinicola

La Francia è con l'Italia, il paese vinicolo per eccellenza, e a lungo ha avuto il primato indiscusso per qualità, mentre l'Italia si è dovuta accontentare di un secondo posto, non avendo, fino agli anni 60 del Novecento, protetto i suoi prodotti con una legislazione apposita come avevano già provveduto a fare i cugini d'oltralpe. Ma oggi il nostro paese è pronto a scalzare questo primato, approfittando anche di un momento di debolezza ai vertici dell'INAO, l'associazione che determina le scelte in fatto di denominazioni di origine in Francia. E se la Francia deve molto ai Romani per la sua storia viticola, l'Italia deve molto ai francesi per la sua rinata competenza in fatto di vini. Furono i Romani infatti a coltivare le prime vigne in quella che allora si chiamava Gallia Transalpina, e furono i coloni romani, anche dopo la caduta dell'Impero, a insegnare l'arte del vino ai nostri cugini, che poi continuarono la tradizione nelle numerosissime abazie dei Franchi, primo popolo barbaro a convertirsi al cattolicesimo romano. Durante il Medioevo i francesi avrebbero sviluppato la loro arte vinicola, che sarebbe poi divenuta la più importante al mondo con il Rinascimento, fino ai giorni nostri, grazie a due fatti concomitanti: la riduzione dell'importanza dei prodotti italiani nel mondo, e il mercantilismo inglese, alla ricerca costante di vini, con quelli francesi a portata di “traversata di Manica”. I Francesi poi furono bravissimi nel difendere i loro prodotti con delle legislazioni ad hoc già a partire dall'Ottocento, insieme ad un'attenta strategia pubblicitaria e commerciale, mentre noi italiani avremmo ritardato di un secolo questa scelta fondamentale.

Le uve francesi in passato

Le uve francesi nell'antichità erano poco considerate, avendo il mondo come centro vinicolo il bacino del Mediterraneo e la grande tradizione greca e romana. Le uve con cui fare vini corposi e pieni di sapore erano italiane e greche, mentre quelle francesi, specie provenienti dal nord, erano scialbe e poco saporite, tanto che venivano importati vini dalla Calabria e dalla Sicilia per irrobustire il vino d'Oltralpe. Ma pian piano, affinando le tecniche, i Francesi seppero sfruttare meglio le loro uve, a partire dalle grandi nobili di Borgogna, lo Chardonnay e il Pinot Noir, per iniziare a produrre vini di qualità. A questo si aggiunsero rinnovati e più delicati desideri da parte degli amanti del vino, che trovarono nell'assemblaggio dello Champagne e dei grandi Borgognoni, i vini ideali per le loro tavole, meno cariche di sapori rispetto al passato, a cui si aggiunsero ben presto i Bordeaux.

Le uve francesi oggi

Oggi le uve francesi sono le più rinomate e coltivate al mondo, capaci di realizzare autentici capolavori. Basti pensare ai già citati Chardonnay e Pinot Noir, ma anche ai Cabernet Sauvignon, ai Merlot, a tutta la famiglia del Pinot e a molte altre uve non molto conosciute che fanno della Francia un'eccellenza vinicola. L'uva francese è sinonimo di qualità, e ha ormai conquistato, a differenza di quella italiana, tutto il mondo, con vitigni piantati nei quattro angoli del mondo, dal Cile all'Australia, dal Sud Africa agli Stati Uniti. Ma non sono solo i vitigni ad essere esportati, ma anche enologi e cantinieri francesi, che con ottimi stipendi vengono invitati a collaborare in quei paesi per portare la loro esperienza e conoscenza.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni francesi più famosi e diffusi a livello globale?
    I vitigni francesi più rinomati e coltivati al mondo includono lo Chardonnay e il Pinot Noir, originari della Borgogna, fondamentali per la produzione di champagne e grandi rossi. Alla famiglia del Pinot si aggiungono i celebri Cabernet Sauvignon e Merlot, tipici dei Bordeaux. Questi vitigni hanno conquistato ogni angolo del pianeta, dal Cile all'Australia, dagli Stati Uniti al Sudafrica, diventando sinonimo internazionale di qualità enologica. La loro versatilità e capacità di esprimere il terroir li rendono pilastri della viticoltura moderna.
  • Perché la Francia ha storicamente dominato il mercato vinicolo mondiale?
    Il predominio francese nasce da una combinazione di fattori storici e strategici. Dopo aver ereditato l'arte viticola dai Romani e sviluppata durante il Medioevo, la Francia seppe proteggere i propri prodotti con leggi specifiche fin dall'Ottocento, anticipando l'Italia di un secolo. Inoltre, una forte spinta mercantilistica inglese cercava vini vicini geograficamente, favorendo l'esportazione transmanica. Una attenta strategia pubblicitaria e commerciale consolidò il marchio 'Made in France', rendendolo riferimento globale per qualità e prestigio, nonostante le origini antiche fossero mediterranee.
  • Come sono cambiate le caratteristiche dei vini francesi nel tempo?
    In epoca antica, i vini del nord Francia erano spesso considerati scialbi e poco saporiti, tanto da richiedere aggiunte di vini caldi siciliani o calabresi per irrobustirli. Con l'affinarsi delle tecniche e la selezione delle varietà autoctone come Chardonnay e Pinot Noir, i produttori francesi riuscirono a creare vini strutturati e complessi. Parallelamente, i gusti dei consumatori evolvono verso profili più delicati e raffinati, trovando nell'assemblaggio dello Champagne e nella finezza dei grandi borgognoni la risposta ideale, segnando un passaggio da vini rustici a capolavori di eleganza.
  • Cosa intende il testo quando parla della 'rinascita' del vino italiano rispetto a quello francese?
    La 'rinascita' italiana si riferisce alla capacità del Made in Italy di competere con il primato storico francese grazie all'introduzione di normative sulla Denominazione di Origine Controllata (DOC), assenti fino agli anni '60. Mentre la Francia aveva già codificato e tutelato i propri vini nel XIX secolo, l'Italia ha recuperato terreno sfruttando la propria biodiversità e qualità intrinseca. Il testo suggerisce che, approfittando di eventuali momenti di debolezza gestionale in Francia (come presso l'INAO), l'Italia sta gradualmente scalzando il dominio francese, offrendo alternative di altissimo livello riconosciute globalmente.
  • L'influenza francese si limita alla sola vendita di vino o include anche il sapere tecnico?
    No, l'influenza francese va ben oltre l'esportazione fisica del vino. È un fenomeno culturale e tecnico che vede enologi e cantinieri francesi richiesti e ben retribuiti in tutto il mondo. Paesi come Cile, Australia, Sudafrica e USA li invitano attivamente per trasferire la loro esperienza millenaria, le tecniche di vinificazione e la filosofia di gestione della vigna. Questa diffusione del know-how garantisce che gli standard qualitativi e le metodologie produttive francesi rimangano il punto di riferimento internazionale, influenzando direttamente la qualità dei vini prodotti fuori dalla Francia stessa.

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