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Piculit Nero

Aggiornato il 19 febbraio 20133 capitoli4 domande frequenti
Piculit Nero

Il vitigno

Il Piculìt Neri è un vitigno a bacca rossa autoctono del Friuli dove è coltivato fin dai tempi più antichi, anche se oggi non ha nessuna fama e la sua conoscenza da parte del pubblico è praticamente inesistente. Chiamato oggi Piculit Nero, resiste ancora sulle colline di Valeriano, Castelnuovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento, mentre è quasi scomparso in tutta la regione, deve nei secoli passati invece godeva di una estensione sufficiente. Il vitigno è stato soppiantato dalle numerose uve nobili francesi e da altre autoctone di qualità migliore, anche perché necessita di geologie particolari per poter fornire il suo meglio. Necessita infatti dei terreni della zona dove l'argilla è molto presente e i vigneti sono comunque sia riscaldati dalla grande presenza di sassi di tipo ciottoloso e non. Il vitigno inoltre desidera un allevamento a cordone speronato. Il suo nome deriva dal dialettale che indica le piccole dimensioni dei grappoli, altra caratteristica che lo rende poco appetibile. Questi sono comunque sempre a forma cilindrica e a volte alati, con densità compatta. Anche i chicchi sono generalmente piccoli, anche se non mancano annate dove riescono a raggiungere dimensioni medie. Sono sempre ben sferici, con bucce spesse e pruinose, di un bel blu intenso. Deve essere vendemmiato a mano agli inizi del mese di ottobre. Solo grazie agli agricoltori della zona il Picolit è tornato a farsi sentire, almeno a livello locale, come vitigno da vino. Tra tutti si segnala Emilio Bulfon, che con la sua azienda cerca di mantenere vive le tradizioni della sua terra, vinificando oltre al Piculit anche la Forgiarin e l'Ucelut. A questi viticoltori si debbono anche le informazioni oggi disponibili, tra cui quella che questo vitigno sarebbe da collegare al gruppo dei Refosco.

I vini del Piculit

Anche le informazioni disponibili sulla vinificazione del Piculit Neri provengono tutte dai pochi produttori che hanno deciso di puntare su questo vitigno. I produttori ci informano che il Piculit viene vinificato nella grande maggioranza in purezza utilizzando l'acciaio in cui i chicchi vengono macerati per un decina di giorni a 27° C prima di essere conservati in botti per un periodo relativamente breve prima dell'imbottigliamento. Ne risultano in questo modo vini che sono di colore profondo, rubino, con una gamma olfattiva fruttata, dove i frutti di bosco aprono il naso seguiti dalla marasca e dalle prugna cotte. Il sottobosco è altrettanto presente così come le spezie. Al palato il vino risulta asciutto e morbido, di buona beva e buon corpo, anche dotato della necessaria acidità che ne consente la conservazione per alcuni anni. Gli abbinamenti che ne risultano sono con carni anche elaborate, grazie ad un gradazione alcolica abbastanza sostenuta. I piatti più indicati sono quelli di selvaggina e maiale, ma il vino può essere accostato a tutte le carni rosse, specie se cucinate come arrosti. La temperatura migliore per servirlo è di 18° C.

I produttori

I produttori che sfruttano il Piculit sono quasi tutti con aziende di piccole dimensioni che operano a livello locale. Per degustare questo vino, la cosa migliore da fare è la classica gita enologica in zona, magari andando a trovare Emilio Bulfon nella sua azienda.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del vino prodotto dal vitigno Piculit Neri?
    Il Piculit Neri produce vini rossi di colore rubino profondo, ottenuti prevalentemente in purezza. La vinificazione prevede una macerazione delle bucce per circa dieci giorni a 27°C, seguita da un affinamento breve in botti. Al naso, il profilo olfattivo è dominato da note fruttate di frutti di bosco, marasca e prugne cotte, arricchite da sentori di sottobosco e spezie. In bocca si presenta asciutto, morbido e di buon corpo, con una struttura equilibrata dall'acidità che garantisce una discreta capacità di invecchiamento. È un vino di buona beva, adatto a chi cerca profili eleganti ma non eccessivamente strutturati.
  • Dove si coltiva attualmente il vitigno Piculit Neri e quali sono le condizioni ideali?
    Questa varietà autoctona friulana è oggi confinata in aree molto ristrette, principalmente nelle colline di Valeriano, Castelnuovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Il Piculit Neri richiede specifiche condizioni pedoclimatiche per esprimere il suo potenziale: predilige terreni ricchi di argilla, integrati da una significativa componente ciottolosa che favorisce il riscaldamento delle radici. L'allevamento standard consigliato è a cordone speronato. La sua scarsa diffusione globale è dovuta alla sostituzione con vitigni internazionali e autoctoni più produttivi, rendendo questa zona una nicchia preziosa per la biodiversità viticola.
  • Come si abbina il vino Piculit Neri ai piatti tipici?
    Grazie alla sua gradazione alcolica sostenuta e alla struttura corporea, il Piculit Neri si abbina eccellentemente a carni rosse, specialmente se preparate con metodi elaborati o cotture lunghe. I piatti di selvaggina e maiale rappresentano gli abbinamenti classici e più armoniosi, ideali per esaltare le note speziate e fruttate del vino. Funziona particolarmente bene con arrosti e tagli di carne robusti. Si consiglia di servirlo alla temperatura ideale di 18°C per permettere la piena espressione aromatica e bilanciare la sapidità dei cibi con l'acidità del vino.
  • Perché il Piculit Neri è considerato un vitigno raro e poco conosciuto?
    La rarità del Piculit Neri deriva da una combinazione di fattori storici e agronomici. Sebbene antico, è stato progressivamente soppiantato da vitigni nobili francesi e altre autoctone considerate di maggiore valore commerciale. Inoltre, i suoi grappoli sono piccoli (da qui il nome dialettale 'piculit', piccolo) e densi, il che riduce la resa per ettaro e rende la vendemmia più laboriosa, spesso richiedendo raccolta manuale. La necessità di terreni specifici e la limitata fama hanno confinato la produzione a pochi produttori locali, mantenendolo fuori dai circuiti commerciali nazionali.

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