Olioevino.org · guide e consigli pratici
Uva e Olive · Vitigni rossi

Pelaverga Piccolo

Aggiornato il 23 febbraio 20133 capitoli5 domande frequenti
pelaverga

Il vitigno

Il Pelaverga Piccolo è un vitigno a bacca rossa autoctono del Piemonte, la cui presenza sul territorio è accertata fin dai tempi più remoti, con una diffusione nel passato molto vasta, in particolare sulle colline Saluzzesi, nel Cuneese. La più antica testimonianza storica appartiene ai frati di San Colombano e risale al VIII secolo dopo Cristo. Il Pelaverga Piccola ricompare nei documenti nel 1511, in Vaticano, come regali per il Papa Giulio II da parte della moglie di Ludovico II di Saluzzo, Margherita Foix. Due secoli dopo, nel 1798, il conte Nuvolone nei sui resoconti botanici per il giardino di Torino lo collocava su tutta l'area collinare di Pagno della Valle Bronda, mentre successivamente nel 1835 veniva segnalato come coltivato con il Nebbiolo. Precedentemente i vini di Salluzzo ottenuti dal Pelaverga venivano esportati dal porto di Savona in Europa, secondo i resoconti di Andrea Bacci del Cinquecento. Per secoli il Pelaverga fu vinificato in purezza, sulle Prealpi, prima della crisi fillosserica della metà dell'Ottocento, che mise questo vitigno nel cassetto dei ricordi, riscoperto solo negli ultimi trentanni da viticoltori attenti che lo hanno voluto riproporre. Un'altra causa della sua caduta di popolarità fu lo spopolamento del dopoguerra delle campagne verso le città, fattore che causò anche la perdita di conoscenze agricole fondamentali. Le coltivazioni delle uve furono soppiantate da quelle della frutta. La botanica moderna offre delle differenze tra due ottotipi: il Pelaverga di Saluzzo e quello Piccolo, di limitata diffusione, ristretta a piccole estensioni a Verduno, Roddi e La Morra, nelle Langhe, anche se il vitigno è propbabilmente originario di Salluzzo. Il Pelaverga Piccolo ha dei grappoli medio-grandi, a forma piramidale con due ali. I chicchi sono piccoli, come è facile intuire dal nome, di forma sferica con abbondante pruina sulle bucce. Le rese sono molto alte ma del tutto irregolari, e il vitigno necessita di terreni asciutti e ben esposti.

I vini del Pelaverga Piccolo

Dal Pelaverga Piccolo si ottengono vini leggeri, con colori lievi. Questi vini vanno bevuti giovani, e solo il Nebbiolo riesce a dargli la necessaria struttura e colorazione, con qualche possibilità di invecchiamento. La denominazione che più lo utilizza è il Piemonte DOC, mentre può usufruire anche della menzione monovitigno nella denominazione Verduno Pelaverga, dove può essere tagliato fino al 15 per cento con altre uve rosse regionali. I vini del Verduno Palaverga sono leggeri e freschi, con una buona acidità. I profumi predominanti sono di ciliegia e violette, con qualche rifinitura di spezie, in particolare il pepe bianco e verde.

I produttori

Con la riscoperta di questo vitigno stanno aumentando i produttori che si interessano alla sua vinificazione. Tra di essi i Fratelli Alessandria con il loro Verduno Pelaverga in purezza e Burlotto, sempre in purezza.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Pelaverga Piccolo?
    Il Pelaverga Piccolo produce vini notevolmente leggeri e dal colore tenue, tipici di una viticoltura di precisione piuttosto che di potenza strutturale. Al naso spiccano aromi primari di ciliegia matura e fiori di violetta, arricchiti da note speziate distintive, in particolare pepe bianco e verde. In bocca si presenta fresco, con una buona acidità che ne garantisce la vivacità. Essendo un vino fragile e sensibile all'ossidazione, non possiede la struttura tannica del Nebbiolo; pertanto, la sua espressione migliore si raggiunge in giovane età, quando i frutti e le spezie sono ancora vibranti e integri.
  • Dove viene prodotto principalmente il Verduno Pelaverga e qual è la sua normativa?
    La zona di produzione più prestigiosa e specifica per questo vitigno è quella del Verduno Pelaverga, una menzione geografica aggiuntiva della Denominazione di Origine Controllata piemontese. Le vigne si trovano principalmente nelle Langhe, in comuni come Verduno, Roddi e La Morra, aree storicamente legate alla riscoperta moderna del vitigno. Secondo il disciplinare, il vino può essere vinificato in purezza al 100%, oppure contenere fino al 15% di altre uve a bacca rossa tipiche della zona piemontese. Questa flessibilità permette ai produttori di adattare il profilo del vino alle annate, mantenendo però l'identità varietale del Pelaverga come protagonista assoluto.
  • Perché il Pelaverga Piccolo era quasi scomparso e come è stato recuperato?
    La quasi scomparsa del vitigno è dovuta a una combinazione di fattori storici devastanti. La fillossera, parassita della vite arrivato nell'Ottocento, decimò molti vigneti storici, relegando il Pelaverga in secondo piano rispetto a varietà più resistenti o produttive. Successivamente, lo spopolamento rurale nel dopoguerra portò all'abbandono delle terre collinari e alla perdita di saperi agricoli tradizionali. Solo negli ultimi trent'anni, grazie alla tenacia di viticoltori pionieri come i Fratelli Alessandria e Burlotto, il vitigno è stato recuperato. Questi produttori hanno creduto nel potenziale unico del Pelaverga, riportandolo alla luce e dimostrando che, se gestito correttamente, può produrre vini di grande carattere e personalità.
  • Come si presenta fisicamente il grappolo e l'uva del Pelaverga Piccolo?
    L'aspetto del vitigno è molto suggestivo e aiuta facilmente il riconoscimento in vigna. Il grappolo è di medie dimensioni, caratterizzato da una forma piramidale distinta e spesso dotato di due ali laterali, che gli conferiscono un aspetto elegante. I chicchi, come suggerisce il nome 'Piccolo', sono di ridotte dimensioni, sferici e presentano una buccia sottile ricoperta da una ricca pruina biancastra, che protegge il frutto e contribuisce alle caratteristiche del vino. Le rese sono tendenzialmente alte ma estremamente irregolari di anno in anno, il che richiede una gestione accurata della vegetazione e un'attenta selezione dei grappoli per garantire la qualità finale del mosto.
  • Quali abbinamenti gastronomici sono consigliati per il Pelaverga Piccolo?
    Data la sua leggerezza, la fresca acidità e le note speziate di pepe, il Pelaverga Piccolo si abbina magnificamente a piatti che non coprano il suo aroma delicato. È eccellente con antipasti freddi a base di salumi piemontesi, formaggi erborinati o caprini freschi. In cucina, trova perfetta armonia con la cucina tradizionale locale, come il bagna càuda, i tajarin al ragù leggero o piatti a base di selvaggina leggera cotta in umido. Evitare carni rosse troppo robuste o salse pesanti, poiché potrebbero sopraffare la delicatezza strutturale del vino. Anche alcuni piatti a base di funghi porcini o tartufi neri possono valorizzare le sue note terrose e speziate.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche