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Uva e Olive · Vitigni rossi

Pallagrello Rosso

Aggiornato il 23 gennaio 20133 capitoli5 domande frequenti
Il pallagrello di terre del Principe

Il vitigno

Il Pallagrello Rosso è un vitigno rosso, coltivato in provincia di Caserta di cui è originario, Viene conosciuto anche con il sinonimo di Pallarello, un termine dialettale che indica la forma perfettamente sferica e le piccole dimensioni delle bacche, che possono essere anche bianche, quando non indicato con il secondo termine di rosso che segue il nome. L'origine precisa viene identificata con le Colline Caiatine dove veniva coltivato fin dall'antichita con ottimi risultati, tanto che non solo i Romani ne apprezzavano il vino, ma tutti i popoli fino all'ottocento, quando il suo vino pregiato Piedimonte rosso entrò in crisi a causa delle epidemie di oidio e fillossera che flagellarono il vitigno nei primi anni del ventesimo secolo. La mancanza di investimenti fece il resto, posticipando il reimpianto e limitandone la produzione al solo assemblaggio e al consumo locale. Fu sono a partire dal 1990 che i viticoltori della regione riuscirono a farlo risorgere con dedizione e qualità. E proprio a Caiazzo, e nei limitrofi Castel Campagnano e Castel di Sasso, che il Pallagrello è riuscito a superare i margini della tradizionale zona di Piedimonte per trovare nuovi estimatori. Il Pallagrello trova il suo ambiente ideale sui 300 metri di altitudine, nel Matese o ai piedi argillosi del Taburno, grazie ad un'ottima resistenza al marciume.

I vini del Pallagrello

Il Pallagrello Rosso è un vitigno che può essere vinificato sia in assemblaggio che in purezza, ed è proprio nella versione monovitigno che garantisce i migliori risultati, con vini strutturati e potenti, pieni di colori e aromi. La gamma olfattiva si pregia di profonde profumazioni di frutti di bosco, erbe aromatiche, speziature semi-dolci e cioccolata. Queste al palato si tramutano in morbidezza, tocchi finemente cesellati da un velluto alle more e una chiusura profondamente aromatica. Viene vinificato nelle denominazioni IGT Terre del Volturno. In assemblaggio realizza profonde strutture, apportando grande qualità ai vini.

I produttori

Tra i grandi interpreti del Pallagrello Rosso, due aziende in particolare sembrano contendersi il trono: la Tenuta Castello di Campagnano e Terre del Principe. Tenuta Castello di Campagnano vinifica due ottimi IGT di Pallagrello Rosso. Il Mariné Riserva è di un bel colore carico, con profumi intensi di pepe nero e amarena, liquirizia e tabacco adagiati sulle intense note di cacao e i richiami balsamici dell'eucalipto. Ottimo palato, da provare con la polenta al sugo di uccelli. Il Nigrisco completa la gamma con sentori di prugna ricamati dai fiori di campo e dall'humus, con tocchi di felce. Corpo ben equilibrato per l'abbinamento con gli involtini al sugo. Ancora più ampia la gamma di Terre del Principe, con il Vigna Piancastelli IGT tagliato con il 30% di Casavecchia protagonista in un vino denso e maturo, con frutti rossi, liquirizia, terra umida e cuoio. Potente e deciso, per i brasati.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Pallagrello Rosso?
    Il Pallagrello Rosso offre un profilo sensoriale complesso e affascinante. Al naso spiccano note profonde di frutti di bosco, erbe aromatiche, speziate semi-dolci e cioccolato. In bocca si trasforma in un'esperienza di morbidezza, con una struttura vellutata simile a quella delle more e una chiusura profondamente aromatica. I vini ottenuti da questa uva sono generalmente strutturati, potenti e ricchi di colore, garantendo ottime prestazioni soprattutto quando vinificati in purezza piuttosto che in assemblaggio.
  • Dove si coltiva principalmente il vitigno Pallagrello Rosso?
    L'area di origine e coltivazione principale del Pallagrello Rosso è la provincia di Caserta, in Campania. Le zone storiche includono le Colline Caiatine, come Piedimonte, Caiazzo, Castel Campagnano e Castel di Sasso. Tuttavia, il vitigno ha trovato un ambiente ideale anche in altre aree limitrofe, come il Matese e i piedi argillosi del Taburno, preferibilmente intorno ai 300 metri di altitudine, dove dimostra ottima resistenza al marciume grazie al clima e al terreno specifici.
  • Perché il Pallagrello Rosso era stato dimenticato e come è tornato sulla scena?
    Il declino del Pallagrello Rosso iniziò nell'Ottocento con le epidemie di oidio e fillossera che colpirono gravemente i vigneti nei primi decenni del Novecento. La mancanza di investimenti successivi portò a un reimpianto lento, limitando la produzione all'assemblaggio e al consumo locale. La rinascita è avvenuta grazie alla passione dei viticoltori casertani dagli anni Novanta in poi, che hanno investito nella qualità, riportando il vitigno agli antichi fastori borbonici e conquistando nuovi estimatori oltre i confini tradizionali.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Pallagrello Rosso?
    La versatilità del Pallagrello Rosso permette abbinamenti solidi con piatti dalla cucina robusta. Grazie alla sua struttura e morbidezza, si abbina egregiamente a carni rosse cotte lentamente, come i brasati. È eccellente anche con la polenta al sugo di uccelli, grazie alle note di pepe nero e amarena, e con involtini al sugo, dove i suoi sentori di prugna e humus creano un equilibrio perfetto. La presenza di tannini vellutati lo rende un compagno ideale per formaggi stagionati e piatti a base di selvaggina.
  • Chi sono i produttori più importanti di Pallagrello Rosso?
    Due aziende emergono come punti di riferimento assoluti per questo vitigno: Tenuta Castello di Campagnano e Terre del Principe. La prima propone il 'Mariné Riserva', intenso con note di cacao ed eucalipto, e il 'Nigrisco', elegante con sentori di prugna e felce. Terre del Principe offre invece il 'Vigna Piancastelli', un taglio con il 30% di Casavecchia che risulta denso, maturo e potente, caratterizzato da frutti rossi, liquirizia e terra umida, adatto a chi cerca vini decisi.

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