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Uva e Olive · Vitigni rossi

Lagrein

Aggiornato il 28 dicembre 20123 capitoli5 domande frequenti
Lagrein

Il vitigno

Il Lagrein è un vitigno a bacca rossa autoctono trentino, di cui inizialmente si ipotizzava un'origine della valle Lagarina come viene citato in alcuni documenti risalenti al XVII secolo del monastero dei Muri di Bolzano. Anche il nome suggerirebbe questa ipotesi, come descritto dal Marzotto nel 1925, ma recentemente si ipotizza con quasi certezza una sua origine molto più antica che risale all'epoca pre-romana quando i Greci colonizzatori del sud Italia fecero arrivare quest'uva fino al nord dalla città di Lagara, fondata sulla costa ionica e divenuta celebre grazie al suo vino Lagaritanos. Recenti analisi genetiche hanno confermato molte similitudini del Lagrein con le uve provenienti dalla Grecia. Il vitigno si distingue in due sottotipi differnti per la forma e la grandezza del grappolo. Il primo, il Lagrein a grappolo corto, e il secondo Lagrein a grappolo lungo. Questo sono le differenze estetiche, ma vi sono anche delle differenze organolettiche. In generale il vitigno presenta grappoli di dimensioni medie a forma piramidale, corto in un caso e lungo nell'altro, comunque entrambi alati e a densità compatta. Anche le bacche presentano dimensioni nella media, a forma ovoidale. Le bucce si presentano spesse e coriacee, con alte concentrazioni di pruina, mentre il colore è un classico blu-nerastro. Le rese sono molto alte e spesso devono essere tenute a bada, anche se la mancanza di regolarità nella produzione spesso viene in aiuto dei viticoltori. Il sistema di allevamento è quello classico della pergola trentina con potatura lunga. Il vitigno soffre molto l'attacco degli acari, e in misura nettamente minore la peronospora e l'oidio, mentre ha una forte resistenza al marciume. Soffre la colatura nelle primavere umide e per questo ha bisogno di buone esposizioni, mentre la maturazione è tardiva. Sono circa 300 gli ettari coltivati in Trentino Alto-Adige, situati in particolare in Bassa Atesina nell'Oltradige e nella Conca di Bolzano, dove trova i suoli alluvionali del fiume Talvera e del Gries, colmi di ghiaia che riscalda i vigneti. Si segnala qualche ettaro anche in Veneto e in Lombardia, a ridosso dei confini con la regione.

I vini del Lagrein

Il Lagrein viene vinificato per lo più in purezza, anche se non mancano preziosi assemblaggi con le altre uve presenti in Trentino. Sono due le tipologie in cui si vinifica questo buon vitigno, il rosso denominato Dunkel e il rosato, chiamato Kretzer. Per quel che riguarda la prima tipologia, il vino assume colorazioni rubino brillante, con una gamma olfattiva piuttosto complessa e intensa, dove fanno la loro comparsa i frutti rossi classici di more, lamponi e mirtilli, ma ben amalgamati con la floreale viola e un fondo ben presente di erbe aromatiche di montagna. Buono il comportamento anche in invecchiamento, con la comparsa di delicati aromi di prugna, mentre il fondo diventa speziato e le erbe si trasformano in un gradevole legno balsamico con delle sfumature di cioccolato. Il palato è vellutato, con tannini levigati e ben equilibrati, mentre il vino esprime una bella e lunga persistenza prima di chiudere. Bel corpo solido, strutturato, che si abbina ottimamente a selvaggina di montagna e carni alla brace. La versione rosata ha più o meno le stesse caratteristiche nella profumazione ma con un palato nettamente più fresco e vivace, che ne fa un vino ottimo per gli antipasti di montagna, con salumi e affettati freschi ma anche con formaggi non stagionati.

Le aziende

Naturalmente il Trentino Alto Adige è al centro della produzione di vini Lagrein, che hanno visto anche il riconoscimento internazionale. Si parla di vini di primissimo piano, come il Porphyr Riserva di Cantina Terlano, rubino carico, pieno di viola e frutti neri su fondi liquirizia e grafite e sfumature speziate piccanti. Il palato si gioca tutto tra la sapidità e il gusto forte del tartufo, da provare con i filetti. Di grande rilevanza anche l'AA Lagrein Taber Riserva della Cantina Bolzano, anche qui con viola e frutti neri, seguiti da una scurissima china rinfrescata dalla liquirizia e dalla vaniglia, con tocchi balsamici, tostati e di tabacco. Palato morbidissimo, con i tannini stemperati da una bella vena sapida. Con il cervo al ginepro. Un Lagrein più semplice viene vinificato da Casata Monfort nel Lagrein Affinato, di splendida pulizia e un carattere del tutto personale dove i lamponi e le more rincorrono l'humus e le viole. Tannico e morbido, per le carni strutturate alle confetture rosse. Di grandissimo impatto il Lagrein Abtei Muri Riserva di Muri-Gries, dal rubino profondo che prelude agli aromi penetranti delle bacche nere e della grafite. Un vino unico, dove le spezie e le viole ricompaiono anche al palato cioccolatoso e sapido, lungo, di struttura e chiusura infinita. Esige i migliori accompagnamenti, come il fagiano tartufato. Cesconi lo assembla con il Teroldego per ottenere un vino baciato dall'aristocrazia, dove compare il ribes e il pepe rosa, la felce e la viola fino a chiudere con la china. Il palato è sorprendentemente fresco, pieno di sensazioni di seta e vene sapide che chiamano le carni di maiale.

Domande frequenti

  • Quali sono le origini storiche del vitigno Lagrein?
    Le origini del Lagrein sono oggetto di dibattito storico. Tradizionalmente si attribuiva la sua nascita alla Valle Lagarina, come riportato in documenti del XVII secolo. Tuttavia, recenti analisi genetiche suggeriscono un'origine ancora più remota, probabilmente pre-romana. L'ipotesi più accreditata collega il vitigno ai coloni greci che portarono questa uva dal sud Italia, specificamente dalla città di Lagara, famosa per il suo vino 'Lagaritanos'. Questa tesi è supportata dalle forti similarità genetiche riscontrate tra il Lagrein e le uve greche, confermando una discendenza antica e mediterranea piuttosto che locale.
  • Come si distinguono le due varietà di Lagrein?
    Esistono due sottotipi principali di Lagrein, distinti principalmente dalla morfologia del grappolo. Il primo è il 'Lagrein a grappolo corto', mentre il secondo è il 'Lagrein a grappolo lungo'. Entrambi presentano grappoli di dimensione media, forma piramidale, alati e a densità compatta. Le bacche sono ovoidali, di colore blu-nerastro, con bucce spesse, coriacee e ricche di pruina. Oltre alle differenze estetiche, esistono variazioni organolettiche tra i due ceppi, sebbene il vitigno in generale mostri una certa irregolarità produttiva e una maturazione tardiva, richiedendo esposizioni soleggiate per evitare problemi legati alle piogge primaverili.
  • Quali sono le caratteristiche sensoriali del vino Lagrein Rosso (Dunkel)?
    Il Lagrein Rosso, noto come Dunkel, si presenta con un colore rubino brillante intenso. Al naso offre una gamma olfattiva complessa e intensa, dominata da frutti rossi come more, lamponi e mirtilli, armonizzati da note floreali di viola e un fondo erbaceo tipico della montagna. Con l'invecchiamento emergono aromi di prugna, spezie e legna balsamica, talvolta con sfumature di cioccolato. Al palato è un vino di bel corpo e struttura, con tannini levigati e ben equilibrati, che garantiscono una lunga persistenza gustativa, rendendolo ideale per abbinamenti robusti.
  • A quali piatti si abbina meglio il Lagrein Rosato (Kretzer)?
    Il Lagrein Rosato, chiamato Kretzer, condivide con il rosso le note fruttate e floreali al naso, ma si distingue per un palato nettamente più fresco e vivace. Questa caratteristica lo rende un partner eccellente per i pasti leggeri e tipici della tradizione montanara. È perfetto come accompagnamento per antipasti di montagna, salumi e affettati freschi, nonché per formaggi non stagionati. La sua acidità e freschezza tagliano efficacemente i grassi dei salumi e esaltano la delicatezza dei formaggi giovani, offrendo una bevuta immediata e rinfrescante.
  • Quali sono i migliori esempi di Lagrein in commercio?
    Tra i produttori più rinomati spiccano cantine come Terlano, Bolzano, Muri-Gries e Cesconi. Il Porphyr Riserva di Terlano è noto per la sua sapidità e note di tartufo, adatto a filetti. L'AA Lagrein Taber Riserva di Bolzano offre morbidezza e venature saline, ideale con il cervo. Muri-Gries propone un Abtei Muri Riserva complesso, con note di grafite e cioccolato, perfetto per il fagiano. Cesconi realizza invece un assemblaggio con Teroldego, fresco e strutturato, che si sposa bene con le carni di maiale. Questi vini rappresentano l'eccellenza del territorio, riconosciuti a livello internazionale.

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