Gaglioppo

Il vitigno

Il Gaglioppo è un vitigno a bacca rossa autoctono della Calabria, che come molte uve meridionali deve probabilmente la sua introduzione in Italia in epoca pre-Romana, quando i Greci colonizzarono il sud della Penisola verso il VII-VIII secolo Avanti Cristo. Anche le sue caratteristiche di uva amante del caldo e del clima secco avvalorano questa ipotesi. In queste condizioni il Gaglioppo fornisce elevate concentrazioni zuccherine, che si riversano poi nel vino. È l'uva nera della Calabria, ma viene coltivato sporadicamente anche nelle marche, in Umbria e in Abruzzo.

La sua coltivazione è particolarmente intensa nelle province di Cosenza e Catanzaro, mentre lo si trova anche nella dirimpettaia Messina e in qualche misura anche in Campania. Al di fuori della Calabria però viene chiamato prevalentemente con dei sinonimi, alcuni simili al nome, altri molto diversi, come Magliocco, Maghioccu nero, Mantonico nero, Aglianico di Cassano, Arvino e molti altri. Il totale vitato del Gaglioppo dovrebbe attestarsi intorno ai 7.000 ettari. Molti trovano delle analogie tra questo vitigno e il Frappato siciliano. Il Gaglioppo si presenta con grappoli di dimensioni medio-grandi, con forme coniche o piramidali, lungo e a volte alato. La densità del grappolo è compatta. I chicchi sono di dimensioni medie, sferici e a volte ovali a causa dell'alta densità che li schiaccia gli uni contro gli altri. Le bucce sono mediamente spesse, con abbondante pruina e colore nero tendente al rosso.

Il Gaglioppo si segnala per le buone rese regolari, e viene allevato con sistemi ad espansione potatura corti. Il Gaglioppo è inoltre resistente sia alle gelate primaverili che alla scarsità idrica, fattori essenziali nell'aspra Calabria, anche se segnala una certa sensibilità all'oidio e alla peronospora. Viene coltivata infatti in colline a ridosso del mare, schiacciate all'interno dalla Sila. Questo fattore determina forti escursione termiche tra notte e giorno, che il vitigno non soffre e che consentono una maturazione lenta e costante.

gaglioppo

Il gaglioppo e i suoi fratelli. I vitigni autoctoni calabresi

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I vini del Gaglioppo

Il Gaglioppo fornisce la materia per una delle poche denominazioni di origine controllate calabresi, il Cirò Rosso, che viene delimitato nella produzione sulle colline di Cirò Marina, sulla costa sita a Punta Alice.

Il disciplinare del Cirò Rosso prevede l'impiego di almento il 95% di Gaglioppo, a cui si possono assemblare il Trebbiano Toscano o Greco Bianco, o in alternativa entrambi per tagli non superiori al 5%. Il disciplinare prevede anche un invecchiamento minimo di 8 mesi prima della commercializzazione ad una gradazione di almeno 12,5°. Nella zona più specifica di Cirò e Cirò Marina i produttori possono menzionare in etichetta l'indicazione Classico, mentre tutta l'area delimitata può utilizzare quella Superiore quando il vino raggiunge la gradazione di 13,5°, e quella Riserva con invecchiamenti di due anni. Ne viene vinificata anche una versione Rosata, dove i colori del vino sono aranciati più che rosati. Questa versione è abbastanza elegante, con bei profumi di fragole e tocchi minerali.

Nella vinificazione rossa invece il vino assume colori rubino granato, mentre gli aromi si fanno più penetranti, con sensazioni di idrocarburi, tocchi floreali di rose e finiture alla liquirizia che si ripetono al palato con buone trame tanniche e corpi pieni. La concentrazione zuccherina naturale delle uve fornisce un ottimo apporto alcolico.

La potente struttura del vino rosso lo rende abbinabile con le carni elaborate e farcite come il capretto, con gli arrosti di agnello, i filetti e le carni alla brace ma anche con formaggi stagionati. Per il rosato invece si preferiscono carni bianche e formaggi a media stagionatura.

Un'altra buona espressione del Gaglioppo si trova nel Bivongi DOC, sempre in Calabria, con produzioni sia in Rosato che in rosso di qualità però meno interessante del Cirò.


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I produttori

gaglioppo rosato Il migliore Cirò Rosso è probabilmente il Classico Ronco dei Quattroventi di Fattoria San Francesco, uno splendido vino in purezza di pregevole fattura con un bellissimo colore rubino. Grande eleganza e complessità al naso, dove si distinguono i fiori secchi, i frutti di bosco, aromi terziari e spezie dolci che terminano con profumi balsamici rigeneranti.

Naturalmente il palato è molto strutturato ma in splendido equilibrio grazie ai morbidi tannini e il lunghissimo finale. Va degustato con il pecorino di Crotone.

Ottimo Cirò Rosso Classico Superiore Piana delle Fate Riserva anche da Enotria, con il suo bel granato brillante nel bicchiere. Anche qui la gamma olfattiva è complessa, con tocchi balsamici a giocare con la frutta rossa sotto spirito. Bel palato secco e fresco, dotato di tannini morbidi, per le carni brasate.

Tra i Rosati si segnala il Grayasusi Etichetta Grigia IGT di Ceraudo, ancora di ottima fattura, con un colore cristallino di chiaretto. Bella complessità al naso pieno di rose, fragole e caramelle dolci. Il palato è molto fine ed elegante, con un equilibrio fresco-sapido perfetto. Ottimo con la zuppa di pesce crotonese.




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