Freisa

Il vitigno

Il Freisa è un vitigno a bacca nera autoctono piemontese, con una lunga storia, tanto che già 500 anni fa veniva utilizzato in pagamento per esempio per i pedaggi della cittadina di Pancalieri. Molte documentazioni ne attestano l'esistenza come uva da vino già nel Rinascimento e poi nei secoli successivi, come ad esempio nel Seicento quando il vitigno veniva indicato come una famiglia con il nome di fresie o freise. Nel Settecento invece fu classificata nell'enciclopedico lavoro del Conte Giuseppe Nuvolone Pergamo per l'Orto Sperimentale della Reale Società d'Agricoltura di Torino. Per il Conte la Freisa torna un unico vitigno, di grande qualità e tra i migliori del Piemonte. Il lavoro del Conte inoltre diede impulso a numerosi studi nel corso dell'Ottocento, molto validi, che analizzarono i vitigni e la Freisa ebbe la sua scheda ampelografica, tanto da esserne identificata l'origine precisa nella regione. Questa fu localizzata sulle colline tra Asti e Torino. Il vitigno, diffuso in tutto il Piemonte, veniva identificato principalmente come la Freisa di Chieri o Fresietta, ma anche in due diversi sottotipi diffusi in altre zone diverse da quelle d'origine. I due sottotipi definiti sono la freisa grossa e la freisa piccola. Alla fine dell'Ottocento era un vitigno molto considerato e se ne parlava come di un vitigno dal futuro radioso. La Freisa Piccola si presenta come la migliore dal punto di vista qualitativo, grazie a rese più basse e coltivazioni esclusivamente collinari. Ha quindi maggiori costi ed è meno diffusa rispetto alla varietà Grossa, di rese maggiori che però corrispondono ad una minore qualità del vino. La Freisa Grossa, molto più diffusa, trova anche dei sinonimi zonali, come Neretta Cuneese e Freisa di Nizza, quest'ultima coltivata nella zona di Pinerolo e nel Salluzzese. Oltre che in Piemonte viene impiegato negli assemblaggi di alcuni vini della Valle d'Aosta. Viene coltivata anche in Argentina anche se qui non è molto diffusa. Il vitigno presenta grappoli lunghi di forma cilindrico, con qualche pronuncia alata e densità a spargolo. Le bacche hanno dimensioni medie, o grandi nella varietà grossa, con forme ovali e buccia sottile ma coriacea. La presenza di pruina è molto concentrata, mentre le bacche sono di colore nero tendente a sfumature viola. Il vitigno gode di ottima vigoria anche se presenta una certa sensibilità alla peronospora. La maturazione cade tra settembre e ottobre.

Freisa

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I vini del Freisa

Il Freisa viene utilizzato sia in purezza che in assemblaggio, con due denominazioni monovitigno piemontesi, il Freisa d'Asti e il Freisa di Chieri. In assemblaggio invece fa parte di quasi tutte le denominazioni della regione, anche se non sempre viene utilizzato essendo comunque presente nel disciplinare. Lo si trova quindi nelle varie DOC Albugnano, Barbera d'Asti dove è previsto per un massimo del 15%, Barbera del Monferrato con la stessa percentuale, Canavese, Colli Tortonesi, Colline Torinesi, Gabiano, Grignolino d'Asti e Grignolino del Monferrato Casalese, Langhe, Malvasia di Casorzo d'Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato, Pinerolese e Rubino di Cantavenna. I vini del Freisa in purezza regalano colori rubino a volte scarichi a volte più intensi, con profumi particolarmente fruttati di bosco, spesso lamponi, e forti connotazioni floreali di viola.

La struttura al palato risulta comunque buona, sia nel corpo che nella trama tannica, ma essendo comunque leggera. Generalmente dai gusti secchi, il Freisa in purezza si abbina bene con carni abbastanza strutturate, come il pollame nobile o lessati, ma anche con carni bianche aromatiche.


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I produttori

FreisaTra i produttori un ottimo Freisa in purezza viene vinificato da Cascina Gilli, ne Freisa d'Asti Arvelé di 14% vol e colori rubino carico. Ottima gamma olfattiva, giocata negli aromi dell'amarena e della mora. Il palato è ben morbido, sostenuto nella struttura equilibrata con una trama tannica levigata. Un vino da provare sulle carni strutturate come la tagliata di manzo.

Sempre dalla stessa azienda anche il Freisa d'Asti Vigna del Forno, dove il colore si fa vivace e le profumazioni fruttate più fresche. Il palato invece risalta di freschezza e sapidità, con una chiusura mediamente lunga. Gli abbinamenti sono con il pollo fritto. Infine il Freisa d'Asti Vivace, ancora più fresco e scarico nei colori, dove i profumi sono quelli del ribes e delle note vegetali. Il brillante palato risuona di freschezza e potenza tannica, per abbinarsi con il cotechino e patate.

Buona la purezza del Freisa nel Monferrato Freisa La Bernardina di Accornero, un vino che risalta i profumi del mirtillo e della terra bagnata di bosco, con un palato ancora fruttato giocato sull'equilibrio tannico e fresco, mentre il finale chiude quasi subito ma con un accento amarognolo. Per questo vino un abbinamento azzardato, con il merluzzo al verde.




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