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Uva e Olive · Vitigni rossi

Canaiolo

Aggiornato il 26 marzo 20133 capitoli5 domande frequenti
canaiolo

Il vitigno

Il Canaiolo è un vitigno a bacca rossa toscano molto antico, con le prime documentazioni scritte che risalgono al 1300 quando fu descritto da Pier de Crescenzi nel Trattato dell’Agricoltura sotto il nome di Canajuola come vitigno da invecchiamento. Poi viene descritto come vitigno da assemblaggio nelle epoche successive, tanto da essere menzionato nel taglio del Chianti con il Sangiovese, la Malvasia e il Trebbiano, secondo il taglio del Barone Ricasoli. Molte ricostruzioni fanno risalire le sue origini all’antica Etruria, introdotto da terre leggendarie. Il nome Canaiolo sarebbe di derivazione latina dalla parola dies caniculares, in quanto nei giorni della canicola, come indicavano i Romani a cavallo tra luglio e gli inizi di settembre, i chicchi cambiano colore. Un'altra origine del nome viene indicata da alcuni tracciando la linea dei sinonimi Canina, Cagnina, Uva dei Cani per cui viene indicata la caratteristica profumazione della rosa o dell'erba canina che contraddistingue il gusto amarognolo del vino. Altri sinonimi utilizzati per il vitigno sono Uva Donna, Uva Merla, Uva Fosca, Caccione, Tindilore e Tindilloro. La sua coltivazione si sviluppa generalmente in Toscana, regione che nei secoli scorsi la classificava tra i classici con il Sangiovese, specialmente nell'area del Chianti, anche se è diffuso in tutta la regione in piccole estensioni anche in alcune regioni confinanti come la Liguria, le Marche, l'Abruzzo e il Lazio. Il vitigno si presenta con grappoli di dimensioni medie a forma piramidale, con densità medie a spargolo, alati. I chicchi sono sempre di dimensioni medie, sferici e regolari con bucce coriacee blu a sfumature violacee. La spessa bucce è ricoperta di abbondante pruina. Matura a cavallo tra settembre e ottobre, con rese altalenanti e irregolari.

I vini del Canaiolo

Il Canaiolo può essere vinificato in purezza per dare luogo a vini rubino carico, con corpi molto robusti, un elevato grado alcolico e gusti amarognoli. Ottima la complessità della gamma olfattiva, con belle profumazioni di frutta rossa, in particolare amarena matura, e tocchi erbacei. Spesso presente anche la marasca e alcune delicate note alla vaniglia. Quando assemblato con il Sangiovese questa profumazione viene amplificata dal taglio, per vini che acquistano complessità grazie al vitigno. Il palato si fregia di sensazioni vellutate, con gusti morbidi e molto persistenti, presenti e ben delineati. Oltre alla vinificazione in purezza, il Canaiolo è un'ottima uva da taglio e quindi viene inclusa in molti disciplinari DOC e DOCG toscani come nel DOCG Chianti, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Torgiano Rosso Riserva. È ben presente anche nelle altre DOC al di fuori della regione storica dei Supertuscans come nel Montecarlo DOC, nel Carmignano, nel Colli del'Etruria Centrale e nel San Gimignano. Fa parte anche del Rosso di Montepulciano DOC. I vini del Camaiolo si segnalano negli abbinamenti con le carni rosse e i funghi, con selvaggina e cacciagione, in particolare con il cinghiale, ma spesso viene abbinato anche con i grandi brasati.

I produttori

Il Canaiolo in IGT condivide al 50% l'uvaggio con il Sangiovese nel Terrine di Castello della Panaretta, un ottimo ed elegante vino rubino dai bei profumi di viola, lampone, cuoio e tabacco di sigaro, che in bocca però risulta fresco e sapido, con un lungo finale affumicato. Ottimo per la coda in umido. Al 70% con la Malvasia concorre invece per la stessa azienda a vinificare il Vin Santo del Chianti Classico in bianco, di un bel colore oro e ricchi profumi di fichi secchi, caffè, miele e nocciola con un finale mentolato. Palato chiaramente dolce e caldo, ma con tocchi freschi nel finale, per essere abbinato a pasticcini alle mandorle. Al 15% invece concorre con il Sangiovese nell'ottimo Chianti Terre di Corzano per l'azienda Fattoria Corzano e Paterno, di un bel rubino chiaro e una briosa gamma olfattiva, con mora selvatica e lampone, maggiorana, rabarbaro e carcadè. Sapidità e balsamicità contraddistinguono il palato elegante, ottimo per le bistecche di maiale al finocchio. Piccola ma significativa partecipazione nel Chianti Classico Riserva di Capannelle, un vino dal colore concentrato e la profumazione complessa. In evidenza la carruba e il succo di mirtilli, con una nota floreale di viole che lascia il posto al tartufo e al sottobosco. Il palato è morbido e dai tannini levigati, con belle sensazioni fruttate e un finale amarognolo. Ottimo con carni elaborate. Assemblato anche con il Prugnolo Gentile nel De Ferrari di Boscarelli, con ottimi profumi fruttati di rosso e tocchi vegetali prima di chiudere con tabacco e note balsamiche. Corpo consistente ed equilibrato, da provare con le paste al pomodoro. Aggiunge tocchi di classe al Chianti Classico di Badia a Coltibuono, dal colore ben espresso e i profumi di viola e marasca seguiti dalle erbe e dalle bacche. Palato molto fresco e persistente, da provare con il cappone.

Domande frequenti

  • Qual è il ruolo principale del Canaiolo nella produzione del Chianti?
    Il Canaiolo svolge un ruolo fondamentale come vitigno da assemblaggio, storicamente inserito nel taglio classico del Chianti insieme a Sangiovese, Malvasia e Trebbiano. Sebbene possa essere vinificato in purezza, il suo vero valore emerge quando viene miscelato con il Sangiovese: in questa combinazione, il Canaiolo amplifica la profumazione del vino, aggiungendo complessità aromatica e sensazioni vellutate al palato. Contribuisce a rendere i vini più morbidi, persistenti e strutturati, bilanciando talvolta l'austerità del Sangiovese e conferendo eleganza ai blend toscani.
  • Come si presentano i vini di Canaiolo in purezza?
    I vini ottenuti dal solo Canaiolo si distinguono per un colore rubino carico e un corpo molto robusto, caratterizzato da un elevato grado alcolico. Al naso offrono una gamma olfattiva complessa con note di frutta rossa matura, in particolare amarena e marasca, accompagnate da tocchi erbacei e talvolta delicati accenni di vaniglia. Al palato si rivelano vellutati, con gusti morbidi ma caratterizzati da una lieve amarognolatezza e una buona persistenza, rendendoli vini strutturati e sapidi.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Canaiolo?
    Data la sua struttura robusta e i sentori erbacei/fruttati, il Canaiolo si abbina eccellentemente ai piatti della tradizione toscana più impegnativi. È ideale con carni rosse cotte lentamente, brasati elaborati e cacciagione, in particolare il cinghiale. Si accompagna perfettamente anche ai funghi e ai formaggi stagionati. Per i vini in purezza o con maggiore struttura, sono consigliati i tagli di carne alla brace o i primi piatti conditi con ragù di cinghiale, mentre le versioni più leggere possono accompagnare carni suine cotte in umido.
  • Da dove deriva il nome 'Canaiolo'?
    L'etimologia del nome ha due principali teorie consolidate. La prima lo collega al latino 'dies caniculares', ovvero i giorni della canicola (tra luglio e settembre), periodo in cui i chicchi dell'uva cambiano colore. Una seconda teoria suggerisce un legame con termini come 'Cagnina' o 'Uva dei Cani', riferendosi alla caratteristica profumazione di rosa o erba canina che contraddistingue il gusto amarognolo del vino. Sinonimi storici includono Uva Donna, Uva Merla e Caccione.
  • In quali altre denominazioni oltre al Chianti si trova il Canaiolo?
    Oltre ad essere componente chiave del Chianti e Chianti Classico, il Canaiolo è presente in numerosi altri disciplinari toscani e non solo. Si ritrova nel Vino Nobile di Montepulciano, nel Torgiano Rosso Riserva, nel Montecarlo, nel Carmignano, nel Colli dell'Etruria Centrale e nel San Gimignano. Viene utilizzato anche nel Rosso di Montepulciano e in molte IGT toscane, spesso in combinazione con Sangiovese, Malvasia o Prugnolo Gentile, dimostrando la sua versatilità nell'enologia regionale.

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