ucelut

Vitigni bianchi

Ucelut

L'Ucelut è un antico e sconosciuto vitigno del Friuli, che deve la sua attuale presenza come vino regionale alla determinazione del produttore Emilio Bulfon.

di Redazione

08 aprile 2013

Il vitigno

L'Ucelùt è un vitigno bianco autoctono del Friuli, poco diffuso e conosciuto. È un vitigno più che altro locale, di cui si hanno poche e confuse notizie, per lo più narrate dalla tradizione popolare, anche se alcune sono molto antiche, come quella che lo vede servito al clero durante il famoso Concilio di Trento del Cinquecento. Non vi è nessuna certezza su questa informazione, come non ve ne è su quella che lo vede coltivato in Piemonte in un passato molto lontano. Si ritiene comunque autoctono friulano anche stando alle uniche documentazioni certe e scritte che lo riguardano, in particolare della fine dell'Ottocento quando un vino prodotto con lo stesso nome veniva presentato all'Esposizione di Udine del 1863. Successivamente l'attuale area del comune di Castelnovo veniva indicata come quella dell'Ucelut a partire dal 1921. Ancora oggi il vitigno è coltivato praticamente solo in questo comune e in quello di Pinzano, entrambi in provincia di Pordenone. Sulle colline di questi due comuni i risultati venivano indicati come nettamente migliori rispetto a quelli ottenuti in pianura. Il vitigno fa parte di quelle che vengono chiamate uve uccelline, con cui si indicano delle varietà di vite che crescono anche allo stato selvatico ai margini dei boschi e di cui si nutrono appunto gli uccelli. Oggi l'Ucelut resta un vitigno sconosciuto e poco apprezzato, coltivato su terreni ricchi di argilla e di sassi nei due comuni menzionati. L'allevamento utilizzato è quello a cordone speronato. Matura tardi, a cavallo tra settembre e ottobre con raccolte esclusivamente manuali.

I vini dall'Ucelut

I risultati dell'Ucelut sembrano non essere apprezzati per la vinificazione in purezza, e il vitigno viene utilizzato quasi esclusivamente per il taglio degli IGT Friuli. Quando vinificato come monovarietale, l'Ucelut dà luogo a vini secchi e asciutti, paglierino pallido, generalmente floreali e dal corpo sufficientemente strutturato. Il naso viene generalmente profumato dal miele di tiglio e dai fiori d'acacia, con qualche accento di frutta bianca. I prodotti migliori esprimono anche aromi di nido d'api e ancora tocchi floreali di fiori di campo. In bocca risulta sempre di un buon equilibrio fresco-sapido. Le uve vengono anche raccolte tardivamente per la produzione di vini dolci. In o tipo di vinificazione accompagna bene la pasticceria secca e i formaggi erborinati, ma ha anche il pregio di poter essere proposto in aperitivo, servito molto freddo, o in meditazione, a temperature più alte. Nella tipologia secco accompagna molti piatti leggeri, dagli antipasti alle verdure, ai primi con condimenti bianchi al pesce. Un altro abbinamento comune è con le frittate alle erbe. Bene anche con formaggi a pasta media e relativamente affinati. Si comporta bene anche per il passaggio in legno, essendo dotato di una buona dose di zuccheri naturali.

I produttori

Il vitigno inizia oggi a farsi conoscere grazie alla volontà del produttore Emilio Bulfon, l'unico che attualmente si segnala per una produzione di qualità.

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Domande frequenti

  • Dove si coltiva principalmente l'uva Ucelut e quali sono le zone ideali?
    L'Ucelut è un vitigno autoctono del Friuli, specificamente limitato geograficamente ai comuni di Castelnovo e Pinzano, entrambi in provincia di Pordenone. La coltivazione è quasi esclusiva di queste aree, dove i risultati qualitativi sono nettamente superiori rispetto alle zone pianeggianti. Per ottenere vini di migliore struttura e complessità, il vitigno predilige i terreni collinari ricchi di argilla e sassi. Questa ristretta area di produzione contribuisce alla sua natura di vitigno locale e poco diffuso, mantenendo viva una tradizione enologica specifica del territorio pordenonese.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Ucelut?
    Vinificato in purezza, l'Ucelut produce vini secchi e asciutti dal colore paglierino pallido. Al naso predominano note floreali, come miele di tiglio e fiori d'acacia, talvolta accompagnate da frutta bianca, nido d'api e fiori di campo. In bocca si distingue per un ottimo equilibrio tra freschezza e sapidità, garantendo una struttura sufficiente. Sebbene sia spesso utilizzato per tagli negli IGT Friuli, la versione monovarietale offre profili aromatici eleganti e delicati, adatti a chi cerca vini non eccessivamente intensi ma ben definiti nel profilo gustativo.
  • Come si abbina il vino Ucelut in tavola?
    Grazie al suo profilo fresco e sapido, l'Ucelut secco accompagna perfettamente piatti leggeri: antipasti, contorni vegetali, primi con condimenti bianchi o al pesce, e frittate alle erbe. Si sposa bene anche con formaggi a pasta media e relativamente affinati. Nelle versioni dolci, prodotte da uve vendemmiate tardivamente, diventa ideale per la meditazione, abbinandosi a pasticceria secca o formaggi erborinati. Inoltre, può essere servito molto freddo come aperitivo, sfruttando la sua vivacità acidica per rinfrescare il palato prima del pasto.
  • Chi è il principale produttore che sta valorizzando il vitigno Ucelut?
    Attualmente, il produttore che maggiormente si distingue nella valorizzazione e produzione di qualità dell'Ucelut è Emilio Bulfon. La sua determinazione è fondamentale per portare alla luce un vitigno storico ma quasi dimenticato, garantendogli una presenza concreta nel mercato enologico moderno. Bulfon rappresenta un punto di riferimento per chi desidera assaggiare un'espressione autentica di questa varietà autoctona friulana, contribuendo a riscoprire le potenzialità di un'uva che, nonostante la scarsa diffusione, offre caratteristiche uniche e tipiche del territorio di Castelnovo e Pinzano.
  • Cosa significa che l'Ucelut è un'"uva uccellina" e quando si raccoglie?
    L'Ucelut appartiene alla categoria delle "uve uccelline", termine che indica varietà di vite capaci di crescere anche allo stato selvatico ai margini dei boschi, dove sono spesso predilette dagli uccelli. Riguardo alla raccolta, si tratta di un vitigno a maturazione tarda, che avviene solitamente a cavallo tra settembre e ottobre. La vendemmia viene effettuata esclusivamente manualmente, una pratica necessaria per selezionare accuratamente i grappoli e preservarne l'integrità, specialmente considerando la delicatezza delle bacche e la necessità di gestire al meglio la fase di vinificazione per esaltarne le note floreali e mielose.

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