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Uva e Olive · Vitigni bianchi

Cortese

Aggiornato il 16 gennaio 20133 capitoli5 domande frequenti
Cortese

Il vitigno

Il Cortese è un vitigno a bacca bianca autoctono del Piemonte, coltivato già da molti secoli nella regione ma anche in Lombardia e in Veneto. Il vitigno entra a far parte dei trattati ampelografici nel 1870 grazie a Demaria e Leardi che ne indicano la coltivazione e l'origine nella provincia di Alessandria. Il vitigno è tra i più importanti bianchi della regione con produzioni di grande qualità nella zona del Gavi. Come molti vitigni venne messo in pericolo dalla crisi di filossera dell'Ottocento, per poi tornare in auge negli anni 50 del Novecento grazie a Mario Soldati. Viene molto sfruttato nell'Alto Monferrato e nelle Colline Tortonesi, dove però incontra problemi di maturazione non riscontrati nel Gavi. In questo caso i vini prodotti non riescono a raggiungere complessità, nonostante mantengano comunque una buona acidità comunque sempre fornita naturalmente dal vitigno. La sua diffusione si è comunque ridotta negli ultimi anni, forse addirittura di un quarto. Il vitigno presenta delle caratteristiche molto apprezzate dai viticoltori, come una buona resistenza e fecondità, una vigoria del tutto propria. Viene coltivato su colline ben esposte, per garantire suoli asciutti, ma non ha problemi di adattamento anche su terreni argillosi, pur preferendo il calcare. Bene anche il comportamento sul tufo. Ottima la resistenza al freddo, anche primaverile, mentre non si segnalano particolari problemi con le crittogame, mentre soffre l'oidio e il marciume. Non ha preferenze nelle forme di allevamento, ma i risultati migliori si ottengono con la potatura corta.

I vini del Cortese

Il Cortese è un vitigno da vinificare in purezza, anche se viene usato anche negli assemblaggi. Regala al vino forti concentrazioni zuccherine, un’alta acidità ma una bassa gradazione alcolica. In genere i vini del cortese hanno profumi leggeri, con palato lieve e morbido. Il migliore è senza dubbio quello prodotto nel Gavi, in Piemonte. Qui i vitigni vengono coltivati sulle colline attorno alla città, che ha dato, grazie a Soldati, inizio alla ripresa del vitigno e alla produzione di un grande vino che fu storicamente il secondo a conquistare la protezione DOCG. Dopo le sperimentazioni degli anni 50 in cui venne impiegata anche la criomacerazione e la barrique, il vino di Gavi viene attualmente vinificato con metodi classici, in cui garantisce risultati migliori. La botte infatti forniva risultati, che seppur buoni, identificavano troppo il vino con il legno, coprendo in questo modo le sue caratteristiche e rendendo il vino troppo simile ad altri di pregio, ben più famosi. Con la riscoperta della vinificazione classica invece, il vino ha trovato una sua identità propria, e non le velleità di imitazione che forniva una volta. Sempre in Piemonte il Cortese ha una sua tipologia monovitigno nell'Alto Monferrato e nel Piemonte Cortese, buoni vini seppur non di pregio come nel Gavi. In Lombardia il Cortese viene vinificato monovitigno nell'Oltrepo Pavese Cortese DOC, sia nelle tipologie fermo, che vivace e spumante. In Veneto invece viene vinificato il Garda Cortese che ha caratteristiche di leggerezza e freschezza. Il fulcro della coltivazione e della vinificazione è il Lago di Garda, il che comprende anche le province di Mantova e Brescia in Lombardia.

I produttori

Quando si parla di Cortese, il pensiero va subito al Gavi, e all'azienda La Scolca, erede di Mario Soldati, il rinnovatore di questo vitigno, usato quasi esclusivamente in tutta la sua produzione. Il vino più prestigioso della gamma è sicuramente il Gavi Soldati La Scolca Brut d'Antan Riserva, superbo spumante aristocratico, con colori venati d'oro e un finissimo perlage nobile. Il naso è pieno di frutta esotica e cedro candito, accompagnati dall'uvetta e dal ginepro finiti da nocciola tostata. Il palato è fresco, generoso e cremoso, di grandissima continuità. Solo con abbinamenti di rango, come i piatti al tartufo, anche se questo vino può reggere qualsiasi confronto. In Rosato il Gavi Soldati La Scolca Brut Rosé d'Antan Riserva ammette un 5% di Pinot Nero, per assumere i colori del rosa antico, con spuma cremosa e perlage fine. Il naso qui prende molto dal Pinot, con note di ribes e fragoline di bosco. Il palato si distingue per sapidità e persistenza, da provare con la prestigiosa aragosta alla catalana. In versione ferma La Scolca torna al Cortese in purezza, con un naso fresco di agrumi e mela verde. Il palato è ancora fresco e sapido, ma sempre da abbinare con i crostacei. Ottimo il Gavi dell'azienda Giustignana, il Montessori in purezza con un olfatto complesso e fine, con aromi di biancospino, glicine, pere e mele, con una chiusura alla mirabella. Il palato è il classico delineato dalla freschezza agrumata del vitigno, con la sua tradizionale vena sapida. Grande vino, in abbinamento con molti vini. Di spessore e nobiltà anche il Gavi di Bruno Broglia, raffinato e complesso con note di mela, pesca, cedro, ma anche miele e fiori gialli. Qui il palato trova un equilibrio minerale-sapido di ottima fattura, con una chiusura alla pera matura. Da provare con l'astice agli asparagi.

Domande frequenti

  • Perché il Gavi è considerato superiore agli altri vini fatti con il vitigno Cortese?
    La distinzione principale risiede nel terroir specifico dell'area di Gavi, nel Piemonte. Qui, i vigneti sono situati su colline ben esposte con suoli prevalentemente calcarei e asciutti, ideali per garantire una maturazione completa dell'uva. Al contrario, nelle zone come l'Alto Monferrato o le Colline Tortonesi, il Cortese affronta spesso problemi di maturazione meno favorevoli. Sebbene mantenga un'ottima acidità naturale, nei territori esterni a Gavi i vini faticano a sviluppare quella complessità strutturale e aromatica che rende il Gavi unico. Inoltre, la vinificazione classica adottata a Gavi, abbandonando l'uso eccessivo del legno, ha permesso al vitigno di esprimere la sua vera identità minerale e sapida, distinguendosi nettamente dalle produzioni più leggere e semplici delle altre aree.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Cortese?
    Il vino ottenuto dal vitigno Cortese si distingue per una combinazione unica di alta acidità e bassa gradazione alcolica, unita a forti concentrazioni zuccherine residue che non lo rendono necessariamente dolce, ma strutturato. Al naso, i profumi tendono a essere leggeri e delicati, mentre al palato offre una sensazione lieve e morbida, spesso accompagnata da una nota sapida e minerale tipica dei migliori esempi piemontesi. Le note aromatiche comuni includono agrumi, mela verde, pera e talvolta accenni floreali o di fiori bianchi. Questa struttura leggera ma fresca lo rende estremamente versatile, capace di accompagnare piatti sottili senza sopraffarli, mantenendo una pulizia gustativa che invita a un altro sorso.
  • Come si coltiva il vitigno Cortese e quali sono le sue resistenze?
    Il Cortese è un vitigno vigoroso, fecondo e resistente, particolarmente adatto a chi cerca affidabilità in cantina. Mostra ottima resistenza al freddo, comprese le gelate primaverili, e non presenta grandi problemi con le malattie crittogamiche, soffrendo invece principalmente di oidio e marciume. Per quanto riguarda il terreno, predilige i suoli calcarei e asciutti, garantendo i risultati migliori, ma si adatta bene anche ad argille e tufo. Nelle pratiche agronomiche, non ha preferenze rigide per le forme di allevamento, ma la potatura corta è generalmente consigliata per ottimizzare la qualità dell'uva. La sua diffusione è diminuita negli ultimi decenni, probabilmente a causa della concorrenza di vitigni internazionali, ma rimane fondamentale per l'identità enologica del Piemonte.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Gavi e il Cortese?
    Data la sua acidità vivace e la delicatezza aromatica, il Cortese eccelle nell'accompagnare piatti marini e antipasti sofisticati. I crostacei, come aragoste e astici (specialmente se preparati alla catalana o con asparagi), trovano nel Gavi il partner ideale grazie alla sapidità che bilancia la dolcezza del mare. Anche i piatti al tartufo, pur essendo intensi, possono essere sfidati da versioni di alto livello come gli spumanti riserva di La Scolca, che offrono la necessaria struttura. In generale, è perfetto per antipasti leggeri, pesce crudo, sushi e formaggi freschi a pasta molle. Evitare carni rosse pesanti o salse troppo ricche, poiché potrebbero coprire le sfumature sottili del vino.
  • In quali regioni italiane si coltiva il Cortese oltre al Piemonte?
    Sebbene il cuore pulsante del Cortese sia indubbiamente il Piemonte, in particolare l'area di Gavi e le Langhe, il vitigno ha una presenza significativa anche in Lombardia e Veneto. In Lombardia, viene coltivato principalmente nell'Oltrepò Pavese, dove dà vita al Cortese DOC, disponibile nelle versioni fermo, vivace e spumante. Nel Veneto, il fulcro della produzione è il Lago di Garda, con il Garda Cortese DOC, che produce vini caratterizzati da estrema leggerezza e freschezza, influenzati dal microclima lacustre. Queste aree dimostrano la adattabilità del vitigno, sebbene la qualità e la complessità raggiungano il loro apogeo solo nelle condizioni pedoclimatiche specifiche del Piemonte occidentale.

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