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Uva Prosecco

Aggiornato il 26 febbraio 20133 capitoli5 domande frequenti
Uva Prosecco

L'uva Prosecco

Il vitigno Prosecco, oggi chiamato Glera dalla nuova normativa per distinguerlo dal famoso vino spumante, è una vita a maturazione tardiva la cui origine è ancora incerta, anche se posizionata nell'Italia del nord-est, dove è ampiamente sfruttata per la produzione di uno degli spumanti più conosciuti della nostra penisola, il Prosecco appunto. Senza la spumantizzazione però questo vitigno fornisce un vino anonimo e scialbo, senza un gran valore se non per il consumo da tavola. È naturalmente e leggermente frizzante, anche se esistono delle versioni ferme. Il gusto è leggermente astringente. Ne esistono in qualche piccola estensione anche superfici vitate in Argentina. La densità maggiore di coltivazione però è concentrata tutta nella zona di Conegliano e Valdobbiadene, dove invece si produce il prezioso spumante, che con il tempo ha saputo imporsi come lo Champagne italiano per gli aperitivi e le celebrazioni. C'è chi vede un origine addirittura triestina nel vitigno, che prenderebbe il nome dalla città di Prosecco, ma è molto più probabile che sia autoctona della zona o della provincia di Vicenza, in cui sarebbe conosciuta appunto come Glera.

I sottotipi

Il vitigno si differenzia in vari sottotipi, o sottovarieta, che vengono utilizzati per la produzione di vari vini. I due più importanti, molto simili se non per la conformazione dei chicchi, sono il Prosecco Tondo ed il Prosecco Lungo. Questi vengono largamente impiegati per la produzione degli spumanti, mentre altri tre, presenti sul territorio, presentano delle sofferenze che ne limitano l'impiego. Il Prosecco Balbi ha problemi di acinellatura, mentre degli altri due, il Prosecco Peccol Rosso e il Prosecco Rosa, si segnalano solo pochi ettari in Dalmazia. Il Prosecco ha lunghi e grandi grappoli piramidali, con due ali e densità a spargolo. Gli acini, medi, sono sferici, pruinosi, con bucce spesse e coriacee giallo-oro, macchiate di marrone. Il vitigno viene coltivato prevalentemente sulle colline venete, dove le umidità sono abbastanza presenti e non compromettono il raccolto in quanto il Prosecco segnala una certa sensibilità alla siccità. Quest'uva segnala però problemi anche con le muffe, la peronospora e l'oidio. È molto variabile in qualità a seconda delle annate e degli attacchi delle cicaline, degli acari e della tignola.

I vini del Prosecco

Con l'uva ormai chiamata Glera dalla legge, si ottengono i vini spumante di Conegliano e Valdobbiadene. Sono vini freschi, dall'ottimo perlage fine e dai delicati profumi di frutta bianca e fiori d'acacia. Spesso molto minerali, forniscono anche aromi di glicine e frutta tropicale, con consistenza cremosa e vivace, che possono essere abbinati sia ai crostacei e ai grandi piatti di pesce che consumati nei festeggiamenti.

Domande frequenti

  • Perché l'uva usata per il Prosecco si chiama ora Glera?
    La normativa europea e italiana ha imposto il cambio di denominazione per tutelare l'Indicazione Geografica Protetta (IGP) e l'Origine Controllata (DOCG). Chiamando il vitigno semplicemente 'Prosecco', si creava confusione tra la materia prima e il prodotto finito, specialmente quello di alta qualità delle zone di Conegliano e Valdobbiadene. Rinominandolo Glera, si distingue chiaramente la varietà ampelografica dallo spumante, permettendo una migliore protezione commerciale e qualitativa del celebre vino italiano contro imitazioni o utilizzi generici del nome.
  • Quali sono le caratteristiche principali del vino ottenuto da questa uva?
    Il vino derivato dal vitigno Glera, se non spumantizzato, risulta spesso anonimo, scialbo e leggermente astringente, adatto principalmente al consumo quotidiano da tavola. Presenta una naturale e leggera frizzanza, sebbene esistano versioni ferme. Al contrario, quando trasformato in spumante nelle zone DOCG, offre un profilo completamente diverso: fresco, con perlage fine, aromi di frutta bianca, fiori d'acacia, glicine e talvolta note tropicali e minerali. La consistenza diventa cremosa e vivace, rendendolo ideale per l'aperitivo e l'accostamento con crostacei e piatti di pesce.
  • Dove si coltiva principalmente il vitigno Glera e qual è il suo clima preferito?
    La concentrazione massima della coltivazione si trova nel Nord-Est Italia, specificamente nelle colline venete tra Conegliano e Valdobbiadene. Sebbene esistano piccole estensioni in paesi come l'Argentina e resti storici in Dalmazia, l'Italia rimane il cuore produttivo. Il vitigno predilige le aree collinari con umidità presente, poiché mostra una certa sensibilità alla siccità. Tuttavia, queste stesse condizioni richiedono attenzione, dato che l'umidità può favorire l'insorgere di malattie fungine come peronospora e oidio, oltre a rendere la pianta vulnerabile agli attacchi di insetti come cicaline e acari.
  • Esistono diverse varianti del vitigno Glera? Quali sono le più importanti?
    Sì, il vitigno si differenzia in diversi sottotipi o sottovarietà, utilizzati per adattare la produzione alle esigenze enologiche. Le due varianti principali e più diffuse sono il Glera Tondo e il Glera Lungo, quasi identici ma distinti dalla forma degli acini; entrambi sono fondamentali per la produzione degli spumanti di qualità. Altre varianti, come il Glera Balbi, soffrono di problemi di acinellatura (grappoli poco compatti), mentre il Glera Peccol Rosso e il Glera Rosa sono estremamente rari, con presenze minime e localizzate, limitandone fortemente l'impiego commerciale.
  • Quali sono i principali rischi agronomici per la coltivazione del Glera?
    La coltivazione del Glera richiede cure costanti a causa della sua variabilità qualitativa legata alle annate climatiche e biologiche. I principali nemici sono le patologie fungine: la pianta è sensibile alla peronospora e all'oidio, problemi che possono essere aggravati dalle elevate umidità tipiche delle zone di coltivazione preferite. Inoltre, subisce danni significativi dagli attacchi di parassiti animali, in particolare cicaline, acari e la tignola dell'uva. La siccità rappresenta un altro stress ambientale importante. Una gestione attenta del vigneto è quindi essenziale per preservare la salute della vite e la qualità finale dell'uva.

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