cipressino

Olivo

Olivo cipressino

Il Cipressino è una cultivar relativamente recente che però ha saputo conquistare molti produttori grazie alla sua qualità e quantità.

di Redazione

20 marzo 2013

Il Cipressino

Il Cipressino è una delle tante cultivar italiane della grande famiglia dell'olivo, coltivato in prevalenza in Puglia e in Sardegna. Questa coltivar è relativamente recente, e inizialmente il suo utilizzo era come albero frangivento, scopo per cui è stato soprannominato anche frangivento. Quasi del tutto assente fino agli anni 60 del secolo scorso, il Cipressina si è diffuso molto rapidamente dalla sua area originale, la pugliese Pietrafitta di Palagiano, che ha fornito l'altro sinonimo di Olivo di Pietrafitta. Dalla Puglia si è quindi diffusa in Sardegna, dove ha iniziato ad essere sfruttata anche per la produzione di olio, diminuendo così la sua importanza come frangivento.

La pianta

Il Cipressino si presenta con una chioma compatta e folta, detta a portamento assurgente, ovvero con le ramificazioni crescenti verso l'alto in modo molto accentuato. In questa cultivar questa crescita verso l'alto è talmente evidente da ricordare appunto un cipresso, da cui il nome di olivo cipressino. Inoltre la chioma cresce rapidamente e con impianti ben serrati, tanto che inizialmente assumeva la funzione di siepe. Queste particolarità lo rendono particolarmente adatto alla raccolta meccanica. La germogliazione invece si sviluppa verso il basso. L'infiorescenza è nella media della famiglia dell'olivo, ma soffre di una percentuale tra il 50 e il 60% di aborto. I frutti maturano a cavallo tra novembre e dicembre. Il Cipressino è autosterile ma può essere impollinato dalle più diffuse varietà presenti in Italia. Pianta ben vigorosa, soffre la mosca dell'olivo ma sopporta benissimo condizioni salmastre. La sua autosterilità consente una resa dei frutti abbastanza buona, ma soprattutto regolare, caratteristica per cui è abbastanza apprezzato. La resa in olio si attesta attorno al 15%.

L'olio

Le olive del cipressino sono medie e rotonde, dal peso di circa 2,5 grammi, con colori che vanno dal verde al nero fino al classico rosso-violetto delle olive particolarmente amaricanti. Nella lavorazione in olio, questo assume colori dorati, con sfumature verdi. Al gusto si presenta ben fruttato con una forte componente sapida e un finale speziato e piccante. Le olive trasmettono all'olio alti contenuti di sali e grassi vegetali, rendendolo particolarmente ricco. Viene quindi sconsigliato per quelle persone che seguono diete o hanno problemi di ipertensione. Ottima la vendita anche del frutto fresco, di buon gusto anche se in questo caso deve essere anticipata la raccolta. In conclusione il Cipressino è riuscito a conquistarsi una fetta di mercato, e alcuni produttori oggi lo ritengono insostituibile, grazie ai pregiati gusti del suo olio e all'alta produzione.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali dell'olio extravergine ottenuto dal Cipressino?
    L'olio estratto dalle olive Cipressino si distingue per un colore dorato con riflessi verdi e un profilo sensoriale intenso. Al palato si presenta come un fruttato medio-forte, caratterizzato da note spiccate di sapidità, speziate e piccanti. Questa combinazione di gusti deriva dall'alta concentrazione di sali e grassi vegetali nelle olive, che conferisce al prodotto una ricchezza particolare. È considerato un olio di alta qualità, capace di conquistare i produttori grazie al suo sapore marcato e alla sua versatilità in cucina, pur richiedendo attenzione per chi segue diete povere di sodio.
  • Perché l'olivo Cipressino è adatto alla raccolta meccanizzata?
    La struttura fisica della pianta rende il Cipressino ideale per la meccanizzazione agricola. Presenta un portamento assurgente, ovvero le ramificazioni crescono verticalmente verso l'alto in modo accentuato, ricordando la forma del cipresso da cui prende il nome. La chioma è compatta, fitta e si sviluppa rapidamente, assumendo spesso la conformazione di una sieve quando gli impianti sono serrati. Questa architettura vegetativa permette un passaggio agevole alle macchine raccoglitrici, facilitando notevolmente le operazioni di raccolta rispetto ad altre cultivar dal portamento più espanso o irregolare.
  • Dove viene coltivata principalmente la cultivar Cipressino?
    Sebbene sia originaria della zona di Pietrafitta, nel comune di Palagiano in Puglia, dove è nata come albero frangivento, la cultivar si è diffusa capillarmente in tutta Italia. Oggi è coltivata prevalentemente in Puglia e in Sardegna, regioni dove ha trovato le condizioni ideali per trasformarsi da semplice barriera antivento a importante fonte di produzione oleicola. La sua adattabilità ha permesso di superare i confini della sua area di origine, diventando una varietà significativa nel panorama olivicolo nazionale, mantenendo comunque un forte legame con le tradizioni del Sud Italia.
  • Quanto è produttiva la pianta di Cipressino e qual è la resa in olio?
    Il Cipressino è una pianta vigorosa nota per la sua regolarità produttiva, dovuta alla sua natura autosterile che favorisce una fecondazione incrociata costante con altre varietà presenti nell'ambiente. Nonostante soffra di un alto tasso di aborto floreale (tra il 50% e il 60%), la resa finale rimane soddisfacente e stabile anno dopo anno. La resa in olio si attesta mediamente intorno al 15%, un valore considerevole che contribuisce all'apprezzamento commerciale della cultivar. Questa combinazione di abbondanza e costanza rende il Cipressino una scelta economica e affidabile per gli olivicoltori.
  • Esistono controindicazioni specifiche per il consumo dell'olio di Cipressino?
    Sì, data l'elevata concentrazione di sali minerali e grassi vegetali trasmessa dalle olive al prodotto finale, l'olio di Cipressino non è consigliato a soggetti che devono seguire diete iposodiche o che soffrono di ipertensione arteriosa. La componente sapida intensa, pur essendo un pregio organlettico per il pubblico generale, rappresenta un fattore di rischio per chi ha bisogno di limitare l'apporto di sale. Per il resto, è un ottimo condimento crudo, specialmente se abbinato a piatti che beneficiano di note speziate e piccanti, e le olive possono essere consumate fresche se raccolte anticipatamente.

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