Olivo ascolano

L'olivo ascolano

L'olivo ascolano è una cultivar di chiara origine marchigiana nella provincia di Ascoli Piceno, diffusa quasi esclusivamente in questa provincia anche se la si trova, raramente, anche nel resto della regione. Si presenta come un albero di media vigoria, una chioma folta e densa, e un portamento assurgente.

olivo ascolano

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Esigenze

La pianta è poco coltivata perché ha esigenze particolari, e deve essere coltivato in terreni freschi e ben calcarei. In compenso offre rese regolari e molto alte in frutti, mentre in olio la sua resa è medio-alta, tra il 16 e il 18%. Questo in quanto i frutti hanno dimensioni grandi e fuori dal comune, con un peso che può arrivare ai 10 g. Qui l'87% del frutto è composto da polpa. La cultivar offre altri vantaggi come la sua alta resistenza al freddo e alla rogna, mentre soffre la mosca. Si presenta precoce in maturazione e come pianta autosterile. L'alta produttività si realizza però solo quando vi sono le condizioni ottimali. Se la maturazione è precoce la fioritura invece è tardiva e presenta molti aborti.

L'autosterilità si supera con l'impollinazione da parte delle cultivar Morchiaio, Giarraffa, S. Caterina, Itrana e Rosciola.


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Olivo ascolano: Condizioni di allevamento

Questa cultivar preferisce comunque esposizioni buone, soleggiate e riparate dal freddo classiche del clima mediterraneo. Come detto i terreni devono essere calcarei, con tendenze argillose in modo da drenare bene le piogge abbondanti della regione. Buon comportamento anche con la ghiaia. Il terreno deve essere lavorato con letame in profondità prima della messa a dimora, aiutato con una buona dose di fertilizzante minerale. Con l'arrivo della buona stagione poi deve essere concimato e nutrito di minerali. Per aumentarne la produttività viene irrigato con tecniche di micropioggia, mantenendo comunque l'apporto idrico basso e sempre un ottimo drenaggio.

Le potature devono essere leggere e rare, in quanto mal sopportate dalla cultivar. In genere si cerca solo di diradare i rami e nelle piante destinate al consumo da tavola solo i frutti in modo da aumentare il peso dell'oliva. Poi si effettuano potature da ricostituzione, ovvero si eliminano vecchi rami per favorire la crescita di quelli giovani. Giunge alla fruttificazione in pochi anni la raccolta avviene secondo la classica tecnica dello scuotimento.

Grande attenzione viene riservata alla difesa dalla cocciniglia grande, che si nutre della sua linfa succhiando dalle foglie e creando formazioni zuccherine. La mosca invece danneggia direttamente i frutti. Ne sono stati sviluppati dei cloni sempre per l'utilizzo nel consumo da tavola.


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