Le piante frangivento
Le piante Frangivento sono costituite generalmente da alcuni tipi di alberi, e raramente arbusti, che vengono coltivati ed allevati secondo una struttura geometrica ben definita in modo che protegga altre piante più preziose da venti particolarmente dannosi. Si delinea quindi una distribuzione “a filare” generalmente densa e fitta per riparare le altre piante in una specie di perimetro delineato. Infatti viene chiamata anche “cintura di riparo arborea”. Si predispone quindi una sorta di muraglia che riesce a ridurre notevolmente la velocità del vento per proteggere le piante disposte dietro per una distanza che viene in genere calcolata come 10 volte maggiore a quella dell'altezza degli alberi protettori. Il frangivento può essere quindi considerata una vera e propria tecnica utilizzata già in antichità, e oggi, come ieri, alcune aree dispongono filari lunghi anche diversi chilometri in aree particolarmente ventose per recintare grandi appezzamenti di terreno. Si utilizzano piante sia vive che morte, in quanto generalmente non sono coltivate a scopo produttivo e fruttifero, che vengono spesso rafforzate con pannelli e/o strutture sia metalliche che legnose. Naturalmente la barriera arborea deve essere trasversale alla direzione del vento, ed anche semi-impermeabile. In aiuto delle barriere costruite da alberi frangivento vengono anche le integrazioni con la piantumazione di arbusti.
Le piante
Anche se vengono utilizzate anche piante morte, in genere si preferisce la coltivazione di piante sempreverdi vive, molto resistenti ai venti e in particolare alla salsedine, in quanto spesso queste aree molto ventose si trovano appunto sulle coste. Le altre caratteristiche necessarie per l'utilizzo dell'albero come frangivento sono una forte rusticità, una crescita rapida e vigorosa e radici forti e ben radicate nel terreno. Tra le piante più utilizzate al mondo vi sono l'eucalipto, il pioppo, il cipresso dell'Arizona, la Cryptomeria del Giappone e in Italia l'ulivo cipressino, che per questa sua predisposizione viene chiamato anche frangivento, diffuso in particolare in Sardegna. Questo può anche produrre frutti da sfruttare.
L'olivo cipressino
Il Cipressino è una cultivar italiana detta anche frangivento, che si trova in Sardegna e anche in Puglia, la patria dell'olio d'oliva. Oggi viene sempre meno sfruttato come frangivento per avviarlo alla produzione di olio. Come cultivar è molto recente e compare solo a partire dal 1960 dalla zona di origine individuata in Pietrafitta di Palagiano, in Puglia, per cui viene chiamato anche ulivo di Pietrafitta. L'inizio dello sfruttamento come pianta da olio è iniziato poi in Sardegna.
Domande frequenti
-
Cos'è un olivo frangivento e quali sono le sue caratteristiche principali?L'olivo frangivento, tecnicamente noto come cultivar 'Cipressino', è una varietà di olivo selezionata per la sua capacità di formare barriere vegetali dense e alte. Originaria della Puglia, in particolare dall'area di Pietrafitta a Palagiano, questa pianta si distingue per una crescita rapida, vigorosa e una forma colonnare simile al cipresso. Queste caratteristiche morfologiche le permettono di creare una 'cintura di riparo' efficace contro i venti forti, riducendone la velocità fino a dieci volte l'altezza della siepe. Sebbene storicamente utilizzato principalmente come protezione per altri raccolti, soprattutto nelle zone costiere ventose come la Sardegna, la sua natura rustica e resistente alla salsedine lo rende ideale per queste funzioni ambientali.
-
Da dove proviene l'olivo frangivento e dove viene coltivato oggi?La cultivar Olivo Cipressino ha origini pugliesi precise: fu identificata negli anni Sessanta nella zona di Pietrafitta, comune di Palagiano, in provincia di Taranto. Per questo motivo è talvolta chiamata anche 'ulivo di Pietrafitta'. Sebbene nata in Puglia, la sua diffusione principale come pianta da frutto e da ombra si è verificata successivamente in Sardegna, dove è stata ampiamente impiegata come frangivento grazie alle condizioni climatiche locali. Oggi, mentre la sua funzione tradizionale di barriera anti-vento sta diminuendo, la coltivazione si sta spostando verso un uso prettamente oleicolo, mantenendo però un legame storico con entrambe le regioni italiane menzionate.
-
Quali sono i vantaggi ecologici e agricoli di utilizzare olivi come frangivento?Utilizzare olivi, specialmente la varietà Cipressino, come frangivento offre numerosi benefici agronomici. La struttura densa e trasversale rispetto al vento riduce drasticamente la velocità delle correnti aeree, proteggendo le colture sottostanti da stress idrico, danni meccanici e perdita di calore. Inoltre, questi alberi contribuiscono a stabilizzare il suolo grazie a un apparato radicale robusto e ben sviluppato. A differenza di altre specie usate per le fasce tampone, l'olivo frangivento non richiede interventi chimici intensivi per la sua resistenza naturale e, a differenza dei muri o delle reti sintetiche, fornisce un habitat biologico vivo, migliorando la biodiversità dell'azienda agricola senza occupare suolo produttivo aggiuntivo.
-
L'olivo frangivento produce olio? Qual è il suo valore commerciale attuale?Sì, l'olivo frangivento (Cipressino) produce frutti commestibili e da cui si estrae olio, sebbene la sua fama iniziale derivasse esclusivamente dalla funzione ornamentale e protettiva. Attualmente, c'è un recupero di interesse verso il suo utilizzo per la produzione oleicola. La pianta, pur essendo stata allevata per secoli come barriera viva, è geneticamente un olivo da frutto. La tendenza moderna vede un passaggio graduale dalla semplice coltivazione a scopo di riparo ambientale a una gestione orientata alla qualità dell'olio extravergine, valorizzando così la doppia attitudine della pianta: ecologica e produttiva, offrendo ai produttori una risorsa economica aggiuntiva oltre al beneficio paesaggistico.


