Il fiasco

La storia del fiasco

C’è chi intende il vino come una passione, come un prodotto meritevole di studio, approfondimento e meditazione, e chi attribuisce a questo prodotto un potere conciliante senza eguali. Di fronte ad un buon bicchiere di vino è più piacevole chiacchierare; di fronte ad un buon bicchiere di vino le cose possono cambiare ed assumere connotati nuovi e tutti da scoprire. C’è un oggetto in particolare che incarna in maniera inequivocabile il lato più godereccio e tradizionale del vino: è il fiasco. Si tratta del contenitore per il vino più antico, più amato e più caratteristico in assoluto. Il fiasco consiste in un recipiente di vetro ricoperto di paglia e contraddistinto da una forma panciuta. Il fiasco vede la luce in seguito ad un processo di soffiatura in vetro bianco, verde o verde chiaro, generalmente molto sottile ma capace di trovare protezione dal rivestimento in sala o paglia intrecciata. Questo oggetto vanta un collo allungato ed una base ad anello priva di piedi, capace di rimanere in piedi da solo ma anche di ripararsi dagli urti.
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L'antichità

mastroianniPer quanto concerne la storia di questo oggetto, basta fare mente locale alle pellicole cinematografiche oppure ai libri ambientati nel Medioevo o nell’Età moderna, per capire di avere a che fare con qualcosa di estremamente antico. I primi fiaschi furono prodotti proprio nel XIV secolo ed a quei tempi rappresentarono un enorme passo in avanti rispetto ad otri e brocche, che contenevano buone quantità di vino ma le custodivano senza la minima protezione. Alcuni lo chiamano addirittura “piccola damigiana”, enfatizzando la somiglianza, nella forma, al più grande contenitore dedicato al vini in attesa di fermentazione.

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Il fiasco

Lungi dal rappresentare un prodotto di facile realizzazione, in epoca antica il fiasco veniva prodotto da maestri vetrai che prelevavano il vetro dai forni e successivamente lo modellavano con arte servendosi dell’apposita canna. La copertura in sala o in paglia intrecciata era altresì un’opera riservata alle fiascaie, donne specializzate nella lavorazione di questi materiali. Una curiosità dedicata agli amanti della storia: nella prima metà del Novecento i fiaschi prodotti in Italia ma destinati all’esportazione venivano coperti non con una semplice banda di paglia intrecciata, ma piuttosto con tre strisce verticali: una rossa, una bianca e una verde, in omaggia alla Bandiera Tricolore. Chiudiamo soffermandoci sulle misure di un fiasco “tipo”: grazie al collo allungato arriva a 31 cm ed ha una capacità di 1,5 litri, ma oggi si trovano in commercio anche recipienti da mezzo litro, da uno e da due litri.




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