vinificazione in bianco

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Vinificazione in bianco

. La vinificazione in bianco è il procedimento attraverso cui si perviene alla creazione di ottimi vini bianchi per l’appunto. Questo procedimento comprende una serie di fasi, alcune delle quali sono presenti anche nella vinificazione in rosso.

di Redazione

13 dicembre 2011

Vinificazione: differenza tra bianco e rosso

I vini bianchi sono dei vini estremamente apprezzati. Anche se fino a poco tempo fa l’unico vino veramente considerato come tale era quello color rubino, oggi la situazione è cambiata e il vino bianco ha acquistato il valore e i riconoscimenti che merita. Si tratta di una tipologia di vino molto delicata, di una colorazione che va dal paglierino al dorato, va servito freddo e si abbina soprattutto ai piatti di pesce e di carni bianche. Ogni vino però ha delle proprietà particolari per cui gli accostamenti culinari saranno estremamente specifici. La vinificazione in bianco è il procedimento attraverso cui si perviene alla creazione di ottimi vini bianchi per l’appunto. Questo procedimento comprende una serie di fasi, alcune delle quali sono presenti anche nella vinificazione in rosso. In effetti, la differenza fondamentale tra i due procedimenti di vinificazione sta nel fatto che per la produzione del vino bianco manca una fase, quella della macerazione.

Fermentazione senza vinacce

La fermentazione avviene, in assenza delle bucce e ciò influisce sul colore del vino. è proprio durante la permanenza delle bucce nel mosto che tutte le proprietà coloranti vengono sprigionate nel vino, l’assenza di questa fase genera, per l’appunto, una diversa pigmentazione del vino che va nel senso dei paglierino e dei dorati. Ciò significa che non è la natura delle uve a generare il colore, o meglio non totalmente. Un vino bianco, infatti , può nascere anche da uvaggi a bacca rossa, l’importante è che la buccia, ovvero la parte in cui vi sono più proprietà coloranti, non entri in contatto con il mosto. La macerazione, dunque, nella vinificazione in bianco è saltata, in alcuni casi però ve ne è una forma, ed è chiamata criomacerazione e consiste nel lasciare il mosto a contatto con le bucce per un massimo di 36 ore ad una temperatura molto bassa, intorno ai 7 gradi C. In questo modo vengono sprigionate importanti sostanze come i tannini e i polifenoli, gli aromi e il sapore senza che il vino inizi a prendere anche una colorazione più intensa.

Le prime fasi

La prima fase che incontriamo nel processi di vinificazione in bianco è la pigiatura. Durante il periodo della vendemmia le uve sono giunte a maturazione per cui si provvede a raccoglierle per poter essere trasportante nelle aziende agricole dove poter essere lavorate. Prima di iniziare la vinificazione, però esse vengono selezionate in modo da utilizzate soltanto quelle uve che rispettano i parametri di selezione estetici. Successivamente, prima di passare alla fase della sgrondatura, il mosto viene lasciato in infusione con le vinacce per far si che tutte le proprietà in esse contenute possano essere rilasciate in quello è che ancora un “semplice” succo d’uva. È molto importante che in questa fase venga inibito il processo di fermentazione, altrimenti la vinificazione in bianco verrebbe compromessa. Per fare ciò è opportuno mantenere una temperatura relativamente basse in modo da non creare le condizioni adatte perché essa avvenga e correggere il mosto con delle sostanze inibitorie che ritardano temporaneamente la trasformazione del mosto in vino. Questa sorta di macerazione non ha la funzione di “colorare” il vino ma di rilasciare gli aromi e far emergere tutte le caratteristiche delle uve. In seguito a questa fase, si può procedere con la sgrondatura, ovvero la separazione del mosto dalle vinacce. Prima di passare alla fermentazione senza vinaccia che è la peculiarità della produzione del vino bianco si deve passare per alcune operazioni che hanno come scopo quello della purificazione del mosto e del suo “illimpidimento”. Queste operazioni sono l’ illimpidimento, per l’appunto, la decantazione, la filtrazione e la centrifugazione.

Fermentazione in bianco

A questo punto il mosto è privo di sedimenti e particelle che potrebbero turbarne la purezza e viene travasato con degli opportuni tubi in contenitori d’acciaio dove può avere inizio la fase più importante della vinificazione, ovvero la fermentazione. Durante questo processo l’azione dei lieviti, naturalmente presenti nel mosto a cui vengono aggiunti anche dei lieviti esterni, attivano una serie di reazioni biochimiche in cui gli zuccheri vengono trasformati in alcol e anidride carbonica, consentendo al mosto di mutare in vino. la fermentazione ha un tempo variabile che è condizionato da vari fattori sia esterni che interni sarà il produttore a stabilire la durata precisa del processo. È importante che questo processo avvenga in contenitore d’acciaio in quanto durante il processo vi è un’abbondante produzione di calore che potrebbe innalzare la temperatura interna provocando una dispersione degli aromi. Essa deve essere controllata attraverso un sistema di refrigerazione. Una volta che la fase più importante della vinificazione in bianco è terminata, quello che ormai è divenuto vino deve essere travasato per far si che i residui che inevitabilmente sono ancora presenti vengano eliminati completamente. Il vino così, viene messo ad affinare per un periodo meno lungo rispetto a quelli rossi, imbottigliato e conservato fino al consumo.

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Domande frequenti

  • È possibile produrre vino bianco utilizzando uve a bacca rossa?
    Sì, è assolutamente possibile e tecnicamente corretto. Il colore del vino non dipende esclusivamente dalla varietà dell'uva, ma dal contatto tra il mosto (il succo) e le vinacce (bucce, semi e eventuale peduncolo). Poiché le sostanze coloranti (antociani) si trovano principalmente nella buccia, se si spremono immediatamente le uve rosse separando subito il succo dalle bucce, il liquido ottenuto sarà chiaro. Questa tecnica permette di ottenere vini bianchi anche da vitigni come lo Chardonnay nero o il Pinot Noir, mantenendo intatti gli aromi fruttati tipici della varietà senza introdurre i tannini e il colore rosso tipici della macerazione.
  • Cos'è la criomacerazione e quando viene applicata?
    La criomacerazione è una tecnica avanzata utilizzata in alcuni casi della vinificazione in bianco per esaltare l'aromaticità del vino senza alterarne il colore. Consiste nel mantenere il mosto a contatto con le bucce a temperature molto basse, solitamente intorno ai 7°C, per un periodo limitato (massimo 36 ore). A queste temperature, le reazioni chimiche che causerebbero l'estrazione del colore sono bloccate, mentre vengono liberati composti aromatici complessi, tannini e polifenoli. Il risultato è un vino bianco più strutturato, profumato e sapido, che mantiene comunque la sua tipica colorazione paglierina o dorata, arricchendosi di carattere senza diventare scuro.
  • Perché la fermentazione del vino bianco deve avvenire a temperature controllate?
    La fermentazione alcolica è un processo esotermico, cioè produce calore. Se la temperatura sale troppo rapidamente durante la fermentazione del vino bianco, si rischia di disperdere i composti volatili responsabili degli aromi primari, spesso delicati e floreali. Inoltre, temperature eccessive possono stressare i lieviti, generando sapori indesiderati o 'sbiaditi'. Per preservare la freschezza e l'intensità aromatica tipiche dei vini bianchi, la fermentazione avviene solitamente in acciaio inox dotati di sistemi di refrigerazione che mantengono la temperatura entro range specifici (spesso tra i 15°C e i 20°C), garantendo una trasformazione graduale degli zuccheri in alcol.
  • Qual è la differenza principale tra vinificazione in bianco e in rosso riguardo alle vinacce?
    La differenza fondamentale risiede nella fase di macerazione. Nella vinificazione in rosso, il mosto rimane a contatto con le bucce (vinacce) per diversi giorni o settimane durante la fermentazione; questo contatto prolungato estrae colore, tannini e struttura, conferendo al vino il tipico colore rosso e una maggiore capacità di invecchiamento. Nella vinificazione in bianco, invece, la macerazione è assente o molto breve (come nella criomacerazione). Le vinacce vengono separate dal mosto quasi immediatamente dopo la pigiatura, evitando così l'estrazione dei colori e dei tannini robusti, ottenendo così un vino più leggero, fresco e dal colore giallo paglierino.
  • A cosa servono le operazioni di illimpidimento e chiarifica nel vino bianco?
    Dopo la pigiatura e la sgrondatura, il mosto contiene ancora particelle sospese come residui di bucce, polpa e cellule di lieviti. Le operazioni di illimpidimento, che includono decantazione, filtrazione e centrifugazione, hanno lo scopo di rimuovere questi solidi per rendere il mosto limpido e stabile. Questo passaggio è cruciale per evitare che il vino diventi torbido o sviluppi difetti ossidativi o microbiologici durante la conservazione. Un mosto ben chiarificato garantisce inoltre una fermentazione più pulita e controllata, permettendo ai produttori di esprimere al meglio le caratteristiche organolettiche pure dell'uva senza interferenze da parte di sedimenti indesiderati.

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