olio biologico

Vendita olio

Vendita olio biologico

La vendita dell'olio biologico avviene via internet o nei normali negozi solo dopo aver ottenuto la certificazione di legge che ne attesta la coltura naturale.

di Redazione

13 febbraio 2015

L'olio biologico

La vendita di olio biologico sta prendendo sempre più piede nel nostro paese, con una richiesta sempre maggiore da parte dei consumatori che stanno cercando ora prodotti di maggiore qualità, da uliveti coltivati senza prodotti chimici. Naturalmente la Puglia è una delle regioni protagoniste, insieme alla Toscana e all'Umbria, di queste produzioni che sono vendute sia on line su internet che direttamente dai rivenditori. Si tratta di prodotti lavorati giornalmente con fatica ma anche anche con una coltivazione durante tutto l'anno, dalla fase vegetativa di riposo, lungo tutta quella di risveglio con fioritura e fruttificazione, sempre all'insegna del rispetto ambientale e naturale, evitando al massimo qualsiasi elemento chimico, sia nella concimazione che nella prevenzione delle malattie. Tra le cultivar più sfruttate in Puglia, vi è la Peranzana, ottima anche per la forte presenza di Carotene e Clofilla.

Acquistare l'olio

Quando acquistate dell'olio biologico, dovrete verificare che questo abbia rispettato tutte le certificazioni per essere considerato biologico. A questo proposito ci si riferisce alla regolamentazione approvata dalla Comunità Europea nel 2007 con la legge numero 834 e poi entrata in vigore il primo dell'anno 2009. Qui si ridefiniscono le regole sia di etichettatura che di produzione in sostituzione dell'obsoleto regolamento numero 2092 che venne legiferato nel 1991. Le aziende che vogliono produrre in biologico devono avere delle certificazioni che devono essere riconoscibili in modo che, quando andate ad acquistare il loro olio, possiate essere sicuri della veridicità dell'etichetta. Quindi vi deve essere il marchio della certificazione per poter verificare che l'olio sia realmente biologico. Anche il prezzo naturalmente può essere indicativo nell'acquisto. Anche se oramai l'agricoltura biologica, grazie alla sua diffusione e alla conversione dei terreni, sta abbassando i propri prezzi, vi è ancora una leggera differenza tra i prodotti di vecchio stile agricolo e questi. Certamente le aziende che operano da più tempo in questo campo sono avvantaggiate in quanto i loro terreni sono già convertiti, ovvero “disintossicati” dalla chimica.

Le certificazioni

Come detto le certificazioni delle produzioni biologiche possono essere applicate su richiesta di quegli agricoltori che ne fanno richiesta. Per ottenere le certificazioni e vendere sotto l'etichetta di olio biologico bisogna sottoporsi a dei controlli periodici e l'agricoltore deve aver iniziato l'attività biologica da almeno 12 mesi per fare domanda ma nel caso dell'ulivo, la certificazione arriva dopo 3 anni di agricoltura naturale. Quando andiamo a comprare dell'olio biologico quindi facciamo attenzione non solo al bollino di certificazione ma anche all'azienda produttrice. I prodotti sono acquistabili in tutti i negozi con prezzi variabili. Un produttore che vende da più tempo avrà sicuramente “disintossicato” di più la terra di coltura, e avviato già le sua piante verso una produzione ottimale che gli consente di ridurre i prezzi.

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Domande frequenti

  • Quali sono le normative europee che regolano la produzione e l'etichettatura dell'olio biologico?
    La produzione di olio biologico in Europa è disciplinata dal Regolamento CE n. 834/2007, entrato in vigore il 1° gennaio 2009, che ha sostituito il precedente regolamento n. 2092/91 del 1991. Questa normativa stabilisce regole rigorose sia per la produzione agricola che per l'etichettatura, garantendo che il prodotto rispetti standard ambientali specifici. È fondamentale verificare la presenza del bollino di certificazione sull'etichetta per assicurarsi che l'olio provenga da un'azienda autorizzata e controllata secondo queste precise direttive comunitarie.
  • Quanto tempo richiede la conversione di un oliveto alla coltivazione biologica?
    Il periodo di conversione varia a seconda della tipologia di pianta. Sebbene la domanda per la certificazione possa essere presentata dopo 12 mesi dall'avvio dell'attività biologica, per gli olivi il processo è più lungo. Sono necessari almeno tre anni di agricoltura naturale, senza l'uso di prodotti chimici sintetici, prima che il prodotto finale possa essere ufficialmente certificato come biologico. Questo periodo permette al terreno di disintossicarsi completamente e alle piante di adattarsi al nuovo metodo di coltivazione sostenibile.
  • Perché i produttori storici di olio biologico offrono spesso prezzi più competitivi?
    Le aziende che operano nel settore biologico da molti anni hanno già completato il lungo e costoso processo di conversione dei terreni. Essendo le loro terre ormai 'disintossicate' dalla chimica e le piante abituate a questa coltivazione, raggiungono una produttività ottimale più rapidamente rispetto ai nuovi arrivati. Questo vantaggio operativo consente di contenere i costi di gestione e, di conseguenza, di offrire oli biologici a prezzi più accessibili, avvicinandoli a quelli della tradizionale agricoltura convenzionale.
  • Quali sono le principali regioni italiane produttrici di olio biologico?
    L'Italia è leader nella produzione di olio extravergine d'oliva biologico, con regioni chiave come la Puglia, la Toscana e l'Umbria. Queste aree combinano condizioni climatiche ideali con una lunga tradizione olivicola. In particolare, la Puglia spicca per la coltivazione di cultivar specifiche come la Peranzana, nota per il suo alto contenuto di caroteni e clorofilla, elementi che conferiscono all'olio proprietà organolettiche uniche e benefici nutrizionali significativi, rispondendo alla crescente domanda di qualità e naturalità.
  • Cosa garantisce l'autenticità della certificazione biologica sull'etichetta?
    L'autenticità è garantita dal marchio di certificazione obbligatorio presente sull'etichetta, rilasciato da enti di controllo autorizzati. Per ottenerlo, l'agricoltore deve sottoporsi a controlli periodici rigorosi che verificano l'assenza di pesticidi e fertilizzanti chimici in ogni fase, dalla concimazione alla raccolta. Senza questo bollino ufficiale, il prodotto non può essere definito biologico. Il consumatore deve quindi verificare sempre la presenza di tale simbolo per assicurare la veridicità delle dichiarazioni del produttore e la genuinità del prodotto acquistato.

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