nero davola

Vitigni rossi

Nero d'Avola

Il Nero d'Avola è tra i vitigni più importanti del meridione, e della Sicilia, con vinificazioni di altissimo livello che oramai hanno superato i confini nazionali.

di Redazione

07 febbraio 2013

Il vitigno

Il Nero d'Avola è un vitigno a bacca rossa, la cui origine è contesa tra la Sicilia, la tesi più riconosciuta, e la Calabria, tesi debole e sorretta solo dal sinonimo di Calabrese che viene dato al vitigno in alcune aree. Ma in quella regione gode di scarsa considerazione, mentre in Sicilia è presente da secoli, con una reputazione e una tradizione che ne fa di questo vitigno uno dei più importanti e famosi vini del meridione, qualitativamente superiori. È più probabile che siano stati i Fenici ad introdurre tre millenni fa il vitigno sull'isola siciliana assieme agli ulivi, e successivamente i Greci a svilupparne le potenzialità. Questo pone un grande interrogativo sull'originale provenienza del vitigno, comunque oramai da considerarsi un autoctono italiano. Sempre riferendoci al nome questo potrebbe risultare una distorsione dal dialetto siciliano calaurisi, termine composto da calea che significa uva, eaulisi, nome dialettale della cittadina di Avola in provincia di Siracusa. Questo riporterebbe in Sicilia il vitigno originario. Per il termine Calabrese invece è presumibile che questo sinonimo derivi dai traffici commerciali con il continente, in particolare con la Francia, dove in passato i vini della Calabria godevano di ottima reputazione. Forse il sinonimo del vitigno fu scelto solo per mere strategie commerciali più che per definirne l'origine. Successivamente, a partire dai primi del novecento, questo vitigno fu riconosciuto di qualita dagli stessi francesi, anche se proveniente dalla Sicilia, e i suoi vini divennero oggetto di numerose importazioni specialmente dall'area di Pachino, in provincia di Siracusa. I cugini d'oltralpe lo utilizzavano per tagliare i loro deboli vini, grazie alle caratteristiche coloranti e aromatiche del vitigno. Comunque il Nero d'Avola fu utilizzato soprattutto in assemblaggi per questi scopi, anche in Sicilia, prima che negli anni 70 del Novecento i produttori ne intuissero le grandissime potenzialità in purezza. Da quel momento in poi per il vitigno cominciò un'altra storia, che oggi lo vede come tra i più ricercati per personalità e carattere, tanto da essere stato adottato in tutta la regione uscendo dai suoi luoghi d'origine, Eloro, Pachino e Noto, nel Siracusano, che comunque ne coltivano ancora le superfici più estese. Oggi è l'uva rossa più coltivata dell'isola, con 12 mila ettari.

I vini del Nero d'Avola

I vini del Nero d'Avola, quando vinificati in purezza, differiscono notevolmente a seconda della macro-area di coltivazione, con due grandi zone divise tra l'Occidente e l'Oriente dell'isola, dove nell'ovest siciliano i vini sono più spigolosi, austeri, pungenti, mentre all'est si fanno più fini, evoluti e complessi. Viene ancora usato anche in assemblaggio per arricchire i vini del Merlot e del Sauvignon. In purezza, nelle sue migliori espressioni, il Nero d'Avola ha corpo pieno, una struttura robusta, con grandi aromi e un'ottima alcolicità. Grazie alle nuove vinificazioni e soprattutto alle nuove coltivazioni che ne esaltano l'acidità per contenerne gli zuccheri naturali, i vini del Nero d'Avola oggi sono tra i piu pregiati del Meridione. Potente e caldo il vino è di un rubino profondo e lucente, con toni violacei che divengono granata nell'invecchiamento in legno. La gamma olfattiva è complessa, con soffici toni floreali alla viola, con speziature di chiodi di garofano e liquirizia. Il tutto annega in un intensa gamma fruttata molto lunga dove si contano la mora, la ciliegia, la prugna secca, il lampone, e il ribes nero. Finisce sempre con un bel fondo di cuoio e cioccolato. Il Nero d'Avola viene incluso in numerosissimi disciplinari delle denominazione d'origine isolane, come il classico Eloro, il Bivongi, il Contea di Sclafani, il Marsala, il Cerasuolo di Vittoria, lo Sciacca, il S. Margherita di Belice, il Delia Nivonelli, l'Alcamo, il Sambuca di Sicilia e il Contessa Entellina. Nutrita anche la presenza nelle IGT isolane. Molti gli abbinamenti di prestigio con questi vini, dalle grandi carni a primi sostanziosi.

I produttori

Naturalmente nutrita la schiera dei produttori di alta qualità che producono vini con Nero d'Avola in purezza di livello internazionale. Fantastico il Duca Enrico IGT di Duca di Salaparuta, 14% vol di pura poesia, con profumi fruttati ma anche grafite e liquirizia. Palato imperiale, equilibrato tra acidità e tannini, secco e lunghissimo. Con la lepre in civet. Maestoso il Don Antonio di Morgante, ancora in IGT, rubino, dall'elegante gamma olfattiva con note balsamiche, viola e lavanda, le erbe aromatiche, la mora, la china e l'amarena. Il palato è ricchissimo, con un bilanciamento sapido-tannico chiuso da una lunga persistenza fruttata e balsamica con un tocco di liquirizia. Ottimo con i piacentini di Enna. Ottimo lo Zahir di Abazia Santa Anastasia, con grafite e liquirizia in primo piano a fondersi con le confetture di frutta rossa e more, con toni animali alla fine. Palato decisamente maturo ed equilibrato, con un tocco finale di rabarbaro. Ottimo con l'agnello alla brace.

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Domande frequenti

  • Qual è l'origine geografica certa del vitigno Nero d'Avola?
    Sebbene esistano teorie minoritarie che lo collegano alla Calabria, la comunità scientifica e vitivinicola riconosce unanimemente la Sicilia come terra d'origine del Nero d'Avola. Si ritiene che i Fenici abbiano introdotto il vitigno sull'isola circa tremila anni fa, insieme agli ulivi, e che i Greci successivi ne abbiano sviluppato le potenzialità. Il nome stesso deriva probabilmente dal dialetto siciliano 'calaurisi', legato alla città di Avola in provincia di Siracusa. L'appellativo 'Calabrese' usato talvolta come sinonimo nasce da antiche pratiche commerciali verso la Francia, dove i vini siciliani venivano usati per tagliare quelli locali, e non indica una reale origine calabrese.
  • Come cambiano le caratteristiche del vino in base alla zona di produzione in Sicilia?
    Le differenze territoriali influenzano profondamente lo stile del Nero d'Avola, dividendo l'isola in due macro-aree principali. A Ovest, i vini tendono ad essere più spigolosi, austeri e pungenti, con una struttura più ruvida. A Est, invece, le produzioni risultano generalmente più fini, evolute e complesse, mostrando una maggiore eleganza. Questa diversità permette al consumatore di trovare espressioni molto diverse dello stesso vitigno, adattandosi a diversi gusti. Indipendentemente dalla zona, le migliori vinificazioni in purezza offrono un corpo pieno e una struttura robusta, con un'alta alcolicità naturale ben gestita grazie alle moderne tecniche colturali.
  • Quali sono i profili aromatici e gustativi tipici di un Nero d'Avola in purezza?
    Un Nero d'Avola di qualità presenta un colore rubino profondo e lucente, che tende al granata con l'invecchiamento. Al naso offre una gamma olfattiva complessa: iniziano i toni floreali di viola, seguiti da speziate note di chiodi di garofano e liquirizia. La componente fruttata è intensa e persistente, dominata da mora, ciliegia, prugna secca, lampone e ribes nero. Sul palato si chiude con sentori di cuoio e cioccolato. La struttura è potente e calda, ma nei vini moderni l'equilibrio è garantito da una buona acidità che contrasta la maturità degli zuccheri, creando una bevibilità superiore rispetto al passato.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Nero d'Avola?
    Grazie alla sua struttura robusta, ai tannini presenti e alla notevole alcolicità, il Nero d'Avola richiede abbinamenti di grande prestigio e consistenza. È ideale con carni rosse cotte lentamente, selvaggina e formaggi stagionati. Specificamente, si abbina magnificamente a preparazioni come la lepre in civet, i piacentini di Enna (un tipico piatto di pasta locale) o l'agnello alla brace. La sapidità e la potenza del vino riescono a sostenere e valorizzare i sapori intensi di questi secondi piatti, mentre i sentori di spezie e frutti di bosco creano un contrasto armonioso con le cotture lunghe e i conduri ricchi.
  • In quali Denominazioni di Origine Siciliane si trova il Nero d'Avola?
    Il Nero d'Avola è ingrediente fondamentale di numerosi disciplinari siciliani. Oltre a essere prodotto in IGT, compare in DOC classiche come l'Eloro, il Marsala, il Cerasuolo di Vittoria (spesso in blend con Frappato), lo Sciacca, il Sant'Angelo di Muxaro, il Delia Nivardeli, l'Alcamo, il Sambuca di Sicilia e il Contessa Entellina. La sua versatilità lo rende adatto sia a vini monovitigno che ad assemblaggi. Storicamente, era usato dai francesi per dare colore e aroma ai vini deboli; oggi, invece, è celebrato per la sua capacità di esprimere terroir unici e di competere a livello internazionale come vitigno protagonista assoluto.

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