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Trebbiano di Soave

Aggiornato il 14 maggio 20133 capitoli5 domande frequenti
trebbiano di soave

Il vitigno

Il Trebbiano di Soave è vitigno a bacca bianca facente parte della grande famiglia dei Trebbiani. È autoctono del Veneto, dove viene chiamato anche con i sinonimi di Trebbiano di Lugana, di Verona, Terbiana e Turbiana. La sua coltivazione si sviluppa in particolare attorno al lago di Garda, sia in provincia di Verona che in quella di Brescia. Molti ritenevano che esso fosse nelle Marche nient'altro che il Verdicchio, e gli ultimi test del DNA hanno dato ragione a questa ipotesi. Questa eguaglianza tra Verdicchio, Trebbiano di Soave e di Lugana ha portato gli storici a ricomporre le introduzioni del vitigno nelle varie zona, arrivando a porre l'attenzione al 400, quando l'odierno Veneto fu particolarmente colpito da una serie di epidemie pestilenziali che portarono parte della popolazione a migrare verso sud, importando il vitigno nella Marche dove poi si sarebbe adattato come Verdicchio, che oggi si è perfettamente adattato ad un'area geografica particolarmente favorevole tanto da garantire risultati di eccellenza e mantenere la differenziazione con le altre uve. Tra il Trebbiano di Soave e il Verdicchio vi sono differenze aromatiche e qualitative evidenti. Il Trebbiano di Soave oggi occupa 2.000 ettari di terreno a cavallo tra Lombardia e Veneto. Il vitigno ha grandi grappoli di forma piramidale allungata, con piccole ali e di densità compatta. Anche gli acini sono grandi, di forma perfettamente rotonda e di colore verdino, con spesse bucce. Il Trebbiano di Soave matura tardi, dopo la prima quindicina di ottobre. Presenta come tutti i Trebbiani, alte produzioni regolari e una vigoria elevata. Viene coltivato su aree collinari ben esposte per sopperire alla sua sofferenza alle muffe e alla peronospora.

I vini del Trebbiano di Soave

Il Trebbiano di Soave viene impiegato in purezza nell'area di Jesi, mentre si utilizza generalmente nel taglio nelle altre aree. Il suo vitigno d'assemblaggio prediletto è il Garganega, mentre il vino piu famoso dove è impiegato è il Reciotto di Soave, vino dolce del Veneto che si è affacciato anche a livello nazionale negli ultimi anni. Viene incluso in quasi tutti i disciplinari veneti, e anche nel Capriano del Colle DOC lombardo, dove ha anche un sua menzione monovarietale, e nel Garda Colli Mantovani, dove viene vinificato esclusivamente in assemblaggio. In Veneto fa parte del Soave DOC, del Lessini Durello, del Gambellara e del Colli Berici. La sua adattabilità alle varie vinificazioni ne rendono impossibile una valutazione organolettica univoca.

I produttori

Sono moltissimi i produttori che impiegano il Trebbiano di Soave, specialmente nella produzione di vini dolci come il Reciotto. Tra i tanti spicca il Tre Filer di Ca' dei Frati tagliato con il 20% di Chardonnay e il 20% di Sauvignon. Il vino è colorato d'oro brillante, e al naso presenta eleganti aromi di frutta esotica, albicocca sciroppata e ananas, ma anche un fondo mielato e di zafferano. Viene vinificato anche spumante nel Lugana Brut Cuvée dei Frati.

Domande frequenti

  • Qual è la relazione genetica tra Trebbiano di Soave, Verdicchio e Turbiana?
    Le analisi del DNA hanno confermato che il Trebbiano di Soave, il Verdicchio marchigiano e il Turbiana (o Terbiana) del Lago di Garda sono lo stesso identico vitigno. Si tratta di una varietà a bacca bianca autoctona del Veneto, coltivata principalmente nelle zone collinari intorno al Garda. La diffusione nelle Marche avvenne probabilmente nel Quattrocento, quando migrazioni dovute a epidemie portarono agricoltori dal nord verso sud, introducendo qui il vitigno che si adattò perfettamente al territorio locale assumendo la denominazione di Verdicchio. Nonostante siano geneticamente uguali, le differenze climatiche e pedologiche creano profili aromatici e qualitativi distinti tra le due versioni.
  • Come si presenta fisicamente il grappolo e l'acino del Trebbiano di Soave?
    Il Trebbiano di Soave produce grappoli di grandi dimensioni, dalla caratteristica forma piramidale allungata, dotati di piccole ali e con una densità compatta. Gli acini sono di grosse dimensioni, perfettamente rotondi e presentano un colore verdino. Una delle caratteristiche morfologiche più rilevanti è la presenza di bucce spesse. Queste peculiarità strutturali contribuiscono alla resistenza della pianta e influenzano le caratteristiche finali del vino, pur richiedendo cure specifiche in vigna per gestire la vigoria vegetativa e prevenire problemi fitosanitari tipici della varietà.
  • In quali Denominazioni di Origine Controllata (DOC) viene utilizzato il Trebbiano di Soave?
    Il vitigno è ampiamente diffuso in Veneto e Lombardia, partecipando a numerose DOC. In Veneto è componente fondamentale del Soave DOC, del Gambellara, dei Colli Berici e del Lessini Durello. Spesso entra in assemblaggio con il Garganega, il suo partner storico. In Lombardia, trova spazio nel Garda Colli Mantovani DOC, dove può essere vinificato solo in taglio, e nel Capriano del Colle DOC, dove gode invece di una menzione monovarietale. Questa versatilità permette al vitigno di adattarsi a diversi stili enologici, dai bianchi secchi ai passiti, mantenendo alta la sua presenza nei disciplinari ufficiali.
  • Quali sono le principali sfide colturali e la fenologia del Trebbiano di Soave?
    Il Trebbiano di Soave è caratterizzato da una vigoria vegetativa elevata e da alte produzioni regolari, fattori che richiedono una gestione accurata del vigneto. Matura tardivamente, solitamente dopo la prima quindicina di ottobre. A causa di questa maturazione tarda e della natura stessa della varietà, la pianta soffre particolarmente di malattie crittogamiche come la peronospora e le muffe. Per mitigare questi rischi, la coltivazione avviene preferibilmente su aree collinari ben esposte, dove la ventilazione e l'insolazione favoriscono l'asciugatura degli acini e riducono l'umidità stagnante, proteggendo così la qualità dell'uva fino alla vendemmia.
  • Che ruolo gioca il Trebbiano di Soave nella produzione del Reciotto di Soave?
    Il Trebbiano di Soave svolge un ruolo cruciale nella produzione del Reciotto di Soave, un vino dolce da uve appassite molto prestigioso. Sebbene il Garganega sia spesso il vitigno principale in queste zone, il Trebbiano viene frequentemente integrato nel taglio per apportare struttura e caratteristiche specifiche al mosto. La sua capacità di concentrare zuccheri e aromi durante la fase di appassimento contribuisce all'eleganza finale del vino. Oltre al Reciotto, il vitigno viene impiegato anche per la produzione di spumanti metodo classico, come dimostrato dalle cuvées Brut prodotte da alcune cantine storiche, confermando la sua adattabilità a diverse tecniche di vinificazione.

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