Mionetto a Valdobbiadene
Ci sono regioni, in Italia, dove l’enologia è molto di più che una semplice attività commerciale. Ci sono regioni in cui la terra parla più della gente e racconta a gran voce la propria storia, servendosi di prodotti più unici che rari. Sono prodotti fedeli, dati alla luce dalle viscere di una terra baciata dalla fortuna e nei confronti della quale la natura è stata prodiga di promesse e regali. Una di queste aree è senza dubbio da collegare alle terre del Prosecco: Conegliano, Vittorio Veneto e soprattutto, Valdobbiadene, paesi piccoli nella storia generale, grandissimi dal punto di vista enogastronomico. Da queste parti vede la luce il vino spumante italiano più amato nel mondo e, probabilmente, più buono in assoluto: il Prosecco. Se queste bottiglie fanno capolino sui banchi dei bar e dei ristoranti di Roma, Firenze, Milano, Londra, New York e Tokyo, il merito è senza dubbio delle uve che danno al mondo il Prosecco, ma anche delle famiglie di imprenditori che per primi hanno creduto nelle potenzialità di queste ultime, e in esse hanno deciso di investire i propri capitali. Uno dei nomi più rispettabili in quanto ad enologia in Italia è, senza ombra di dubbio, quello della famiglia Mionetto. A chi non è mai capitato di imbattersi nelle bottiglie di spumante di vetro scuro e prive di etichetta, ma guarnite semplicemente con il nome proprio “Sergio”? Ebbene, questo è il design della casa vinicola di Valdobbiadene, fondata nel 1887 e da allora giunta a scalare la graduatoria delle aziende più importanti d’Italia. Mionetto vuol dire spumante da generazioni, ma vuol dire soprattutto amore per la terra e passione per un ambito, quello enologico, che se coltivato al massimo delle proprie possibilità, può solamente dare soddisfazioni.
La storia
Fin dall’ultimo ventennio del XIX secolo, l’azienda Mionetto, fondata da Francesco, si contraddistinse per la grande attenzione all’innovazione e la spinta verso il miglioramento. Da sempre, la casa vinicola di Valdobbiadene è alla ricerca delle tecniche enologiche più vantaggiose e di nuovi sistemi di lavorazione, capaci di migliorare la qualità del prodotto finito, ma al contempo di ottimizzare le risorse fisiche e temporali. In questo senso, nel 1982, i vertici della Mionetto decisero di adottare il metodo Martinotti-Charmat, quello della rifermentazione in autoclave, che meglio si sposa con le caratteristiche delle uve Prosecco. I vigneti di proprietà dell’azienda vinicola Mionetto si trovano nel cuore della DOCG relativa al Prosecco, a cavallo tra 15 comuni, i più importanti dei quali sono i summenzionati Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene. Nel dettaglio, gli agricoltori aziendali curano una superficie che si estende su 107 ettari di terreno, tutti adibiti a vigneti e da cui vedono la luce alcune tra le bottiglie di Prosecco più apprezzate d’Italia. Tra Saccol e le colline di Santo Stefano e San Pietro Barbozza: è qui che nascono le bottiglie di Prosecco targate Mionetto, è qui che si compie uno dei più grandi miracoli dell’enologia italiana.
Gli altri marchi
Contrariamente a quanto si possa pensare, quando si parla dell’Azienda Vinicola Mionetto non si fa riferimento soltanto a cantine specializzate nella produzione di spumante e prosecco. Mionetto vuol dire tutto questo e tanto altro ancora: vuol dire un vero e proprio piccolo mondo in ambito enologico, perché dal marchio principale, negli anni, ne sono nati tanti altri, che diffondono il culto del buon bere mediante la produzione di vini rossi, bianchi e rosati, ma anche di passiti, grappe e distillati di alta qualità. Se siete in cerca di vini di carattere, potete puntare su due marchi in particolare: La Pieve e Pisani. Troverete sicuramente qualcosa in grado di soddisfare le vostre esigenze: dai vini fermi a quelli frizzanti, passando per ottime bottiglie di Prosecco ed altri vini frizzanti, e rimarrete colpiti da una molteplicità di scelte tipica delle grandi aziende. Orodimosto è solo uno dei prodotti firmati Giuseppe Romano Brotto, ma rappresenta in maniera chiara la forte vocazione verso una distillazione d’autore, che da sempre caratterizza questo marchio. Brotto entrò a far parte del gruppo Mionetto nel 2002, arricchendo ulteriormente il ventaglio di proposte, con distillati che non temono confronti. Acquaviti, Grappe e Liquori finissimi: il meglio che può offrire il catalogo di questa azienda veneta.
Qualità ed eleganza
Se il Prosecco è arrivato a rappresentare molto più che un semplice vino, ma uno stile di vita e l’anima degli aperitivi di mezza Europa, il merito è in gran parte di imprenditori come quelli che hanno fatto la fortuna dell’Azienda Vinicola Mionetto. Se vi trovate a scegliere una bottiglia di Prosecco per una grande occasione, una di quelle che non si possono mancare per nessuna ragione, cercate il vetro scuro e spesso, e la scritta in minuscolo “sergio”: vi sembrerà poco, ma è tantissimo. Mionetto: sinonimo di qualità.
Domande frequenti
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Qual è la differenza tra il Prosecco Mionetto classico e la linea 'Sergio'?La linea 'Sergio' di Mionetto rappresenta l'eccellenza della cantina, distinguendosi per un packaging iconico caratterizzato da una bottiglia in vetro scuro e spesso, priva di etichette complesse, con il nome scritto in minuscolo. Questa selezione premium riflette una cura artigianale superiore rispetto ai Prosecco standard, garantendo una maggiore eleganza e persistenza olfattiva. Mentre il Prosecco base offre una freschezza immediata e versatile, ideale per l'aperitivo quotidiano, la gamma Sergio è concepita per occasioni speciali, offrendo profili aromatici più strutturati e complessi, tipici dei vigneti selezionati nelle zone collinari di Valdobbiadene.
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Come viene prodotto lo spumante Mionetto e qual è il metodo utilizzato?Mionetto utilizza principalmente il metodo Martinotti-Charmat, noto anche come metodo italiano. Questo processo prevede una seconda fermentazione alcolica in autoclave (grandi recipienti in acciaio) piuttosto che in bottiglia. Il Charmat è particolarmente adatto per le uve Prosecco (Glera) poiché preserva intatti gli aromi primari floreali e fruttati, evitando l'ossidazione che potrebbe verificarsi con metodi più lunghi. L'azienda ha adottato questa tecnica innovativa già dagli anni '80 per ottimizzare la qualità e le risorse, ottenendo spumanti giovani, profumati e dal perlage fine e persistente, ideali per essere consumati freschi.
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Dove si trovano i vigneti di proprietà di Mionetto?I vigneti aziendali di Mionetto sono situati nel cuore della zona DOCG Prosecco, specificamente nell'area collinare di Valdobbiadene. L'azienda gestisce circa 107 ettari di terreno distribuiti tra diverse località prestigiose, tra cui Saccol, Santo Stefano e San Pietro Barbozza. Queste zone, che si estendono a cavallo di ben 15 comuni tra Conegliano e Vittorio Veneto, offrono microclimi e terreni calcarei ideali per la viticoltura. La vicinanza al centro storico di Valdobbiadene permette un controllo rigoroso della filiera, dalla vite alla bottiglia, assicurando autenticità e rispetto del territorio.
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Oltre al Prosecco, quali altri prodotti offre il gruppo Mionetto?Il gruppo Mionetto è un polo enogastronomico completo che va oltre lo spumante. Attraverso marchi secondari come La Pieve e Pisani, produce vini fermi (rossi, bianchi e rosati), vini dolci passiti e vini frizzanti di qualità. Inoltre, grazie all'acquisizione del marchio Giuseppe Romano Brotto nel 2002, l'azienda offre una vasta gamma di distillati d'autore, tra cui acquaviti, grappe pregiate e liquori fini. Questa diversificazione permette di accompagnare ogni fase del pasto, dalla degustazione di un antipasto con un prosecco fino alla digestione con una grappa invecchiata, coprendo tutte le esigenze del consumatore sofisticato.
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A che temperatura va servito il Prosecco Mionetto?Per apprezzare appieno le caratteristiche aromatiche e la freschezza del Prosecco Mionetto, specialmente nelle linee superiori come Sergio, è fondamentale servirlo alla corretta temperatura. Si consiglia una temperatura di servizio compresa tra i 6 e i 8 gradi Celsius. Un raffreddamento eccessivo potrebbe mascherare i delicati profumi floreali e fruttati tipici della varietà Glera, mentre una temperatura troppo alta accentuerebbe l'alcolicità e ridurrebbe la percezione della bollicina. Utilizzare un calice a tulipano o flute aiuta a concentrare gli aromi e mantenere il perlage vivo fino all'ultima goccia.



