Prosecco spumante: un vino per mille occasioni
È sinonimo di buon bere, ma anche di enogastronomia di autore, di enoturismo tutto da scoprire, e il massimo rappresentante del Veneto vinicolo. Stiamo parlando del Prosecco, ovvero delle bollicine più amate del Nord Est e forse dell’intera penisola. Quando si parla del Prosecco si fa riferimento ad un vero e proprio emblema delle tavole italiane, ma anche ad un punto di riferimento per gli amanti del buon bere e degli aperitivi in compagnia. Questo vino fa capolino sulle tavole dei ristoranti veneti e italiani, ma anche sui banchi dei bar all’ora dell’happy hour. Insomma, è sempre tempo per un buon calice di Prosecco. Qualcuno di voi a questo punto si sarà chiesto: “Ma come, uno spumante che va bevuto nei calici ampi come quelli del vino rosso, piuttosto che nelle flutes?”. Ebbene sì, il Prosecco va consumato in calici ampi se si vuole godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche. Frizzante, brioso, fresco, ma soprattutto contraddistinto da un sapore e da un profumo eccezionali, provate a versarlo in un buon calice e vi renderete conto delle note fruttate ed affascinanti che lo rendono unico e inimitabile.
Una zona di produzione estesa e affascinante
Ma facciamo un passo indietro, chiedendoci dove nasce una specialità di questo tipo, e soprattutto come fa a diventare così unica e senza paragoni. La zona di produzione del Prosecco è situata a 50 chilometri da Venezia, in una cornice climatica (oltre che paesaggistica) di rara peculiarità. È molto interessante notare come le colline che ospitano questi vigneti siano ubicate a uguale distanza dalle Dolomiti e dal Mare Adriatico. È un altro fattore che contribuisce a fare di questo prodotto qualcosa di unico e inimitabile. Si tratta di un’area di produzione che si estende a cavallo tra 15 comuni diversi e in una superficie che consta complessivamente di 20.000 ettari vitati. I viticoltori, con il lavoro e con la passione, sono riusciti a conquistare e a tesorizzare al massimo le risorse della terra, rendendole un luogo da sfruttare per ottenere un vino unico, ma anche da amare e da rispettare, per la sua bellezza e la sua peculiarità. Dal 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Altrettanto interessante è constatare che non tutta l’area del Prosecco è adibita alla coltivazione dell’uva. Soltanto i colli più soleggiati, e compresi tra i 50 e i 500 metri di altitudine, sono vitati, mentre gli altri, più alti ed esposti prevalentemente a Nord, sono interamente coperti dai boschi.
Dal Veneto a New York e Tokyo
Tuttavia, di motivi per considerare il prosecco spumante un prodotto diverso da tutti gli altri, ce ne sono numerosi, e non tutti fanno riferimento all’ubicazione dei suoi vigneti e alla bellezza del paesaggio in cui nasce. Se quello di cui stiamo parlando è uno dei vini spumanti più amati d’Italia, il merito è infatti anche della sua lieve alcolicità e della sua versatilità. Il Prosecco va sempre bene: sia che si abbia intenzione di fare un bell’aperitivo in compagnia, sia che si debba preparare una cena elegante e raffinata, oppure che si sia in cerca di un vino da dessert capace di esaltare la dolcezza tipica del fine pasto. Un calice di Prosecco, insomma, può dare soltanto soddisfazioni. Una domanda ricorrente è quella relativa agli abbinamenti: quali sono i piatti più consigliabili per godere appieno delle caratteristiche tipiche di questo vino spumante? La gamma è estremamente ampia, e comprende, oltre a piatti tipici della tradizione contadina veneta, anche piatti di carne prodotti soprattutto in altre regioni d’Italia, e specialità internazionali. Non a caso, negli ultimi anni, nei bar, nei ristoranti e nei sushi-bar di New York, Tokyo, Berlino, Londra, Amsterdam e Milano, le bottiglie più gettonate sono quelle di Prosecco. Fresche, effervescenti, frizzanti, affascinanti e tutte da scoprire.
Abbinamenti consigliati
Se state pensando ad una cena a base di risotto con le verdure, ed in particolare avete in mente di utilizzare del buon radicchio di Treviso, oppure asparagi ed altri frutti dell’orto, difficilmente potrete scegliere un vino migliore del Prosecco. Lo stesso discorso vale anche per le carni bianche: del buon pollo alla griglia, oppure una padellata di coniglio con contorno di verdure grigliate, va innaffiato per forza di cose con una buona bottiglia di Prosecco. E cosa dire dei funghi porcini, dei tartufi e dei frutti del sottobosco? Vi piacciono con la pasta, con le pappardelle, oppure in accompagnamento a dei buoni piatti di carne leggera? Basta un calice di Prosecco di Valdobbiadene per rendere il tutto più fruibile ed indimenticabile. La selvaggina è una delle migliori compagne del Prosecco, che va d’accordissimo anche con i formaggi più tipicamente veneti, quali il Bastardo, il Morlacco e l’Inbriago, che oltre ad essere consumati con piacere da soli, danno luogo a loro volta ad altri abbinamenti tutti da scoprire, ed esaltabili grazie ad un buon calice di Prosecco. Insomma: un vino per tutte le occasioni e quanto di meglio possa offrire la gastronomia italiana.
Domande frequenti
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In quale calice è preferibile servire il Prosecco per apprezzarne al meglio le caratteristiche?Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Prosecco non deve essere necessariamente servito nel classico flute stretto. Per godersi appieno il suo profilo organolettico, specialmente nelle versioni di qualità superiore come quelle DOCG, è consigliato utilizzare un calice ampio, simile a quelli per il vino bianco o rosso. Questa scelta permette alle bollicine fini e persistenti di svilupparsi liberamente, favorendo il rilascio completo delle note aromatiche fruttate e floreali. Il calice ampio facilita inoltre l'ossigenazione iniziale del vino, migliorando la percezione olfattiva e rendendo l'esperienza di degustazione più completa e soddisfacente rispetto all'uso esclusivo del flute.
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Quali sono gli abbinamenti culinari ideali per il Prosecco?La versatilità del Prosecco lo rende eccellente con una vasta gamma di piatti. È perfetto come aperitivo, ma si sposa magnificamente con antipasti leggeri, crostini e stuzzichini. In tavola, eccelle con i primi piatti vegetali, come i risotti agli asparagi o al radicchio di Treviso, e con le carni bianche cotte alla griglia o in padella, come pollo e coniglio. Trova grande armonia anche con i funghi porcini, i tartufi e i piatti a base di pasta con ragù leggeri. Inoltre, accompagna egregiamente la selvaggina e i formaggi stagionati veneti, dimostrando di essere un compagno ideale per molte portate della cucina italiana.
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Dove si trova geograficamente la zona di produzione del Prosecco?La zona di produzione principale del Prosecco si estende nell'Italia nord-orientale, specificamente in Veneto, a circa 50 chilometri da Venezia. L'area comprende 15 comuni e copre una superficie vitata di circa 20.000 ettari. Una caratteristica geografica distintiva è la posizione equidistante tra le Dolomiti e il Mar Adriatico, un mix climatico unico che favorisce la maturazione ottimale dell'uva Glera. Le colline vitate si trovano tra i 50 e i 500 metri di altitudine, mentre le zone più elevate e esposte a nord sono lasciate a bosco, preservando l'ecosistema naturale dell'ambiente circostante.
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Il territorio del Prosecco è candidato a diventare Patrimonio UNESCO?Sì, la bellezza paesaggistica e culturale delle colline del Prosecco ha portato l'UNESCO a valutare l'inserimento di questa area tra i Patrimoni dell'Umanità. La candidatura prende in considerazione non solo la produzione vinicola, ma l'intero sistema territoriale, che include vigneti terrazzati, borghi storici e una forte identità culturale legata alla viticoltura. Il fatto che solo i pendii soleggiati siano coltivati, lasciando i versanti più ripidi e a nord coperti da foreste, evidenzia un equilibrio sostenibile tra attività agricola e conservazione ambientale, elemento chiave per il riconoscimento internazionale del valore universale eccezionale di questo paesaggio.
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Perché il Prosecco è diventato popolare a livello internazionale?La popolarità globale del Prosecco, riscontrata anche in metropoli come New York, Tokyo, Londra e Berlino, deriva principalmente dalla sua accessibilità e versatilità. Essendo un vino generalmente meno alcolico e più fresco rispetto ad altri spumanti, risulta gradevole e facile da bere per un pubblico vasto. La sua natura briosa e frizzante lo rende perfetto per l'aperitivo sociale, ma sufficientemente elegante da accompagnare cene raffinate. Questa doppia anima, unita a un prezzo spesso competitivo e a un'immagine moderna e dinamica, ha permesso al Prosecco di conquistare rapidamente mercati internazionali, diventando un simbolo di stile di vita italiano all'estero.



