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Spumante · Prosecco

Prosecco di Conegliano

Aggiornato il 25 settembre 20264 capitoli5 domande frequenti
vigneti conegliano

Vigneti senza tempo e vino d'autore

Regole precise ed immutabili, frutto del lavoro e della passione di chi decenni fa è riuscito a fare dell’enologia qualcosa di più che una semplice attività commerciale, ma un vero e proprio stile di vita. Il Prosecco di Conegliano è uno dei vini italiani più famosi ed apprezzati nel mondo, una specialità a tutto pasto ma anche l’anima degli aperitivi. È un dato di fatto che con la diffusione del rito dell’happy hour all’estero, la domanda di Prosecco di Conegliano in città come Londra, New York e Tokyo è in fortissima crescita. Le ragioni di questo successo sono da ricondurre precisamente ad un prodotto capace di compendiare in un calice (non in una flute) tutto il meglio dell’enologia italiana. Il Prosecco è stato scelto come ambasciatore del gusto italiano nel mondo, per la sua capacità di abbinarsi a decine e decine di piatti differenti, ma anche perché può rappresentare l’anima delle feste e, in generale, per il suo gusto unico e inimitabile.

Prosecco: da Conegliano al mondo intero

Quando si parla della provincia di Treviso si fa riferimento ad una delle zone di produzione più ricche e sviluppate d’Italia, basata su 15 comuni tra cui Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene, roccaforti di un’enologia tutta da godere e di una viticoltura che non teme confronti. Non a caso, il Prosecco non viene prodotto soltanto da queste parti: ci sono numerose aziende, tra cui la Martini che, ammaliata dal fascino di questo Bianco, raccoglie le uve nella trevigiana e le lavora dando vita, ad esempio, al Prosecco Frizzante DOCG di Martini. Insomma, parlare di Prosecco vuol dire tirare in ballo una filosofia di vita, un territorio adibito alla coltivazione di uva fin dai secoli più remoti: da queste parti la natura è stata generosa e prodiga, e se a questo uniamo lo spirito imprenditoriale e lo slancio degli investitori che, a partire da metà del XX secolo, sono arrivati qui ed hanno creduto nelle potenzialità della terra, il risultato è presto trovato: un prodotto unico e inimitabile, il meglio che si possa scegliere se si intende acquistare una bottiglia evitando il rischio di fare brutte figure: Prosecco di Conegliano, e non ve ne pentirete.

Il processo di lavorazione

Se, in questa sede, affermiamo che il Prosecco di Conegliano è un vino unico e diverso da tutti gli altri, non lo facciamo di certo per ossequiare un modo di dire, ma soltanto perché è la pura verità. Per comprenderlo appieno, basta dare un’occhiata alla storia che ha portato alla luce questo vino. Il Prosecco nasce da una tradizione antichissima, che tuttavia si è arricchita, nel corso dei secoli, grazie alla diffusione del sapere e di nuove tecniche di produzione e coltivazione. Un nome fondamentale nella storia del Prosecco è quello di Antonio Carpenè, enologo che è riuscito, in collaborazione con la Scuola Enologica d’Italia, a mettere a punto un metodo di spumantizzazione su misura per le uve Prosecco, tale da rispettare le caratteristiche di queste ultime e consentirgli di dare il massimo in termini di gusto e di fragranza. Da 100 chilogrammi di uva si ottengono al massimo 70 litri di vino: è questo il compendio della prima fase di lavorazione: la pressatura. Avviene con macchine sofisticate che trattano gli acini con estrema delicatezza. In seguito, il mosto viene lasciato a decantare in vasche d’acciaio per 10-12 ore, prima dell’inizio della vinificazione, che avviene ad una temperatura media compresa tra i 10 e i 12 gradi centigradi. Dopo questa fase, ha inizio la spumantizzazione vera e propria: i vini a questo punto sono più limpidi e pronti per essere uniti in proporzioni precise. È di lì a poco che avviene “il miracolo del Prosecco di Conegliano”, che diventa spumante per mezzo del metodo Martinotti-Charmat, e protagonista di una presa di spuma armonica e godibile, nelle autoclavi. Qui avviene la rifermentazione, processo che dura 30 giorni e che rappresenta lo step conclusivo prima dell’imbottigliamento. A poco più di un mese dal confezionamento, il Prosecco di Conegliano è pronto per l’immissione sul mercato.

Gli abbinamenti

La scheda analitica del Prosecco di Conegliano non può che concludersi con gli abbinamenti possibili, che sono molteplici e tutti da scoprire: questo vino va bene per gli aperitivi come per secondi piatti a base di pesce, e per i desserts. Ci troviamo di fronte a un vino a tutto pasto, capace di accompagnare senza difficoltà i piatti della tradizione culinaria povera, ma anche le elaborazioni della cucina moderna: è per questo che lo vediamo fare capolino sempre più di frequente nei ristoranti che realizzano una haute cuisine. Se state pensando ad un vino capace di esaltare i sapori dell’orto, beh, l’avete trovato, perché sopra una bella insalata al radicchio o agli spinaci, ma anche sopra un minestrone e un risotto alle verdure e ai funghi porcini, il Prosecco di Conegliano può dare il meglio di sé. Ma se vi trovate in Veneto, magari nel cuore della “Strada del Vino Prosecco”, un prodotto che giocoforza vi capiterà di assaggiare in abbinamento ad un buon calice di Prosecco, è sicuramente la soppressa, salume tipicamente regionale, realizzato soprattutto da piccoli salumifici.

Domande frequenti

  • Qual è il metodo di produzione utilizzato per il Prosecco di Conegliano?
    Il Prosecco di Conegliano si distingue per l'utilizzo del metodo Martinotti-Charmat, noto anche come metodo Charmat. A differenza dello Champagne che utilizza la rifermentazione in bottiglia, qui la seconda fermentazione avviene in grandi autoclavi di acciaio. Questo processo, che dura circa 30 giorni, permette di preservare intatte le note fruttate e floreali tipiche dell'uva Glera, garantendo una schiuma fine, persistente e aromatica. La tecnica fu messa a punto storicamente da Antonio Carpenè per adattarsi alle specifiche caratteristiche delle uve locali, rendendo il vino fresco e immediato.
  • In quali zone geografiche viene prodotto ufficialmente il Prosecco di Conegliano?
    La denominazione di origine è strettamente legata alla provincia di Treviso, nel Veneto. L'area di produzione comprende 15 comuni specifici, tra cui spiccano le roccaforti storiche di Conegliano, Valdobbiadene e Vittorio Veneto. Questa zona collinare offre condizioni pedoclimatiche ideali, con terreni ricchi di marne e calcari, fondamentali per conferire al vino la sua struttura e mineralità. È importante notare che, sebbene il marchio sia legato a questo territorio, alcune grandi aziende possono acquisire uve da quest'area per produrre etichette commerciali, mantenendo però alta la qualità percepita del prodotto finale.
  • Come si presenta il colore e l'odore del Prosecco di Conegliano?
    All'occhio, il Prosecco di Conegliano si presenta con un colore giallo paglierino più o meno intenso, talvolta con lievi riflessi verdolini, accompagnato da un perlage fine e persistente. Al naso, il profumo è elegante e complesso, caratterizzato da note primarie di frutta bianca matura (come mela e pera), fiori di acacia e tiglio, spesso arricchite da sfumature minerali e speziate dovute al terroir locale. La freschezza è un tratto distintivo, che rende l'esperienza olfattiva immediata e invitante, perfetta per un aperitivo o per accompagnare pasti leggeri.
  • A quali piatti si abbina meglio il Prosecco di Conegliano?
    Grazie alla sua versatilità, il Prosecco di Conegliano è considerato un vino 'tutto pasto'. Si abbina eccellentemente con gli aperitivi, specialmente se servito puro o in cocktail come l'Aperol Spritz. In tavola, eccelle con i primi piatti di pesce, i crostacei e i molluschi, ma anche con le fritture. Non disdegna i formaggi freschi e teneri, le insalate (come quella al radicchio veneto) e i risotti ai funghi porcini. Per i dolci, è ideale con torte alla crema, meringhe o frutta fresca. Un abbinamento tipico locale è con la soppressa veneta, un salume saporito che contrasta piacevolmente con la freschezza del vino.
  • Qual è la resa massima di vino dalle uve durante la pressatura?
    Un parametro tecnico fondamentale per garantire la qualità del Prosecco di Conegliano è il limite di resa in vinificazione. Dalla pressatura delle uve, si ottiene al massimo 70 litri di vino ogni 100 chilogrammi di uva (un rapporto di 70%). Questo vincolo normativo serve a evitare estrazioni eccessive di componenti fenoliche amare o erbacee presenti nelle bucce e nei raspi. La pressatura avviene con macchine sofisticate che trattano gli acini con estrema delicatezza, preservando l'integrità del mosto e assicurando che il vino finale mantenga quelle caratteristiche di finesse e aromaticità che lo rendono unico.

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