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Gli spumanti naturali

Aggiornato il 26 settembre 20265 capitoli6 domande frequenti
flute

Distinzioni fondamentali

C’è chi si è avvicinato al mondo dell’enologia assaporando un vino speciale, chi è rimasto ammaliato dal profumo del mosto, chi ha avuto la fortuna di prendere parte alla vendemmia e si è innamorato del periodo più intenso dell’anno in ambito enologico. Chi ha letto libri, riviste, siti internet, o partecipato a corsi di formazione per imparare tutto ciò che c’è da sapere sul vino. E poi c’è chi si è innamorato di questo mondo dopo aver provato le bollicine, quello dello spumante, relativo ad un ambito estremamente affascinante del mondo vinicolo. Quando si parla di spumante, infatti, si allude ad una specialità che riesce a smuovere i sentimenti e generare la voglia di saperne sempre di più. Così come quando si parla di vini è necessario distinguere le varie tipologie, quando si arriva nel campo dello spumante bisogna fare la stessa cosa, perché sebbene in tanti siano convinti che le bollicine e l’effervescenza bastino a fare una buona bottiglia, non è affatto così, e c’è da distinguere varie tipologie di spumante.

Metodi ed uve utilizzate

Si distinguono gli spumanti in base al metodo di lavorazione, che può essere classico oppure Martinotti-Charmat. Nel primo caso si fa riferimento al sistema più antico e classico, mentre il secondo prevede la rifermentazione non in bottiglia, bensì nelle autoclavi. C’è poi da distinguere gli spumanti in base alla dolcezza e al grado zuccherino, alla qualità delle uve utilizzate e alle annate di riferimento. Parliamo di spumante millesimato quando ci si serve delle uve di una singola annata, particolarmente fortunata; si parla di blanc des noirs quando lo spumante chiaro viene ottenuto da uve nere vinificate in bianco, di crémant quando si ha di fronte la specialità più delicata in assoluto, e così via. Insomma, in ambito profano soprattutto, non c'è errore più comune che considerare che ci sia un solo tipo di spumante, e che le bollicine bastino a fare un buon prodotto. Non è affatto così, lo ribadiamo con insistenza: non cadete nell'inganno che tutti gli spumanti siano uguali, perché vi fareste del male. In queste righe, il nostro compito sarà quello di spiegare le differenze e le varianti disponibili, ed insegnarvi a distinguere le varie tipologie.

Gli spumanti naturali

Una delle distinzioni più importanti e necessarie da compiere è quella relativa alla naturalezza dello spumante. Non tutti gli spumanti sono uguali, per tanti motivi, ma soprattutto perché ce ne sono di naturali e gassificati. Nel primo caso, si ha a che fare con un prodotto autentico e privo dell’aggiunta di sostanze esterne. La presenza di anidride carbonica è ciò che rende tale lo spumante, lo fa vivace e gradevole: nello spumante naturale l’anidride carbonica vede la luce mediante la rifermentazione del vino base. Al vino bianco si aggiungono dei lieviti, che in fase di seconda rifermentazione si trasformano in anidride carbonica. La seconda fermentazione può avvenire in bottiglia, nel caso del metodo classico o champenois, e in grossi contenitori nel caso del Metodo Martinotti-Charmat.

Gli spumanti gassificati

Gli spumanti gassificati prevedono l’aggiunta al vino di anidride carbonica, come se fossero dei veri vini gassati. C’è da dire che, fortunatamente, questi prodotti sono sempre più rari in ambito commerciale, ma quando li si trova, ci si accorge subito che sono contraddistinti da un prezzo che può sembrare decisamente invitante rispetto agli spumanti naturali di qualità. Naturalmente, il confronto non ha neppure motivo di esistere. Per accorgersene, basta dare subito un’occhiata al perlage e alle bollicine, che non sono mai particolarmente invitanti. Quando ci si trova davanti una flute di spumante e la si deve valutare, prima ancora dell’esame gustativo, quello che fa la differenza è l’esame visivo, in cui ci si deve preoccupare principalmente delle bollicine. Più sono piccole, abbondanti, vive e numerose, migliore è la qualità dello spumante.

Le ragioni dell'eccellenza

Gli spumanti naturali sono quelli migliori in ogni senso: sia per quanto riguarda la scelta delle uve, sia per le caratteristiche del perlage e della spuma. Questi si classificano a loro volta in due categorie differenti e interessanti, in base soprattutto alla tipologia delle uve di cui ci si serve per produrli. Si parla di spumante naturale con uve di sapore semplice quando si utilizzano vitigni quali il Pinot, il Riesling e lo Chardonnay, mentre lo spumante naturale ottenuto da uve aromatiche vede la luce da vitigni come il Moscato, la Malvasia e altre varietà considerate "semi-aromatiche" come il Müller Thurgau e il Traminer aromatico. Una ulteriore distinzione nel campo degli spumanti naturali è quella praticabile tra i vari metodi di produzione: il Metodo Classico e il Metodo Martinotti-Charmat. Speriamo di aver reso l'idea in maniera esauriente e completa; l'unica cosa che ci interessa è far capire che non sempre, quando si parla di spumanti, si parla di prodotti di qualità. Questa è una merce rara, in questo come in ogni ambito, ma nella viticoltura lo è a maggior ragione, statene pur certi.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra uno spumante naturale e uno gassificato?
    La distinzione fondamentale risiede nell'origine delle bollicine. Negli spumanti naturali, l'anidride carbonica si genera esclusivamente attraverso una seconda fermentazione del vino base, grazie all'azione dei lieviti aggiunti durante il processo enologico. Questo avviene sia in bottiglia (Metodo Classico) che in grandi contenitori (Metodo Martinotti-Charmat). Al contrario, negli spumanti gassificati, l'effervescenza è ottenuta aggiungendo artificialmente anidride carbonica esterna al vino già pronto, rendendolo tecnicamente un vino frizzante o gassato piuttosto che un vero spumante fermentato.
  • Come riconoscere la qualità di uno spumante osservandolo nel calice?
    L'esame visivo è il primo indicatore affidabile prima ancora del gusto. Uno spumante di qualità presenta un perlage fine, ovvero bollicine piccole, numerose, persistenti e vivaci che salgono dal fondo verso la superficie creando una schiuma densa e stabile. Al contrario, gli spumanti gassificati o di bassa qualità mostrano bollicine più grandi, irregolari e meno durature. Un'analisi attenta del perlage permette di distinguere immediatamente un prodotto artigianale e complesso da una bevanda semplicemente frizzante ottenuta per aggiunta di gas.
  • Cosa significa 'spumante Millesimato' e quali sono i suoi vantaggi?
    Uno spumante è definito Millesimato quando viene prodotto utilizzando esclusivamente uve raccolte in un singolo anno di vendemmia considerato eccezionale. A differenza degli spumanti non millesimati, dove si mescolano vini di diverse annate per garantire una linea costante e bilanciata, il Millesimato riflette il carattere specifico e unico di quell'annata particolare. Questo conferisce al vino una maggiore complessità aromatica e strutturale, rendendolo spesso più adatto all'invecchiamento e apprezzato dagli intenditori che cercano l'espressione pura del territorio e del clima di quel preciso anno.
  • In che modo si differenziano gli spumanti naturali in base alle uve utilizzate?
    Gli spumanti naturali si classificano principalmente in base al profilo aromatico delle uve impiegate. Esistono quelli realizzati con vitigni a bacca bianca dal sapore semplice e neutro, come Chardonnay, Pinot Nero e Riesling, ideali per esaltare la struttura e la mineralità. Dall'altra parte, troviamo gli spumanti ottenuti da uve aromatiche o semi-aromatiche, come Moscato, Malvasia, Müller-Thurgau e Traminer Aromatico. Questi ultimi offrono profili olfattivi intensi, floreali e fruttati, distinguendosi nettamente dai precedenti per la loro espressività aromatica immediata e marcata.
  • Cos'è il Blanc de Noirs e come si produce?
    Il termine francese 'Blanc de Noirs' significa letteralmente 'bianco da neri'. Questa denominazione indica uno spumante dal colore giallo paglierino chiaro, quasi limpido, ottenuto però dalla vinificazione in bianco di uve a bacca nera. Il processo prevede che le uve rosse vengano pressate delicatamente senza lasciare macerare le bucce col mosto, evitando così l'estrazione del colore. Il risultato è un vino elegante, fresco e minerale, che mantiene la struttura tipica delle uve nere ma con l'aspetto e la leggerezza di un vino bianco, tipico di alcune produzioni classiche.
  • Perché gli spumanti naturali sono considerati superiori a quelli gassificati?
    Gli spumanti naturali rappresentano l'eccellenza enologica perché derivano da processi fermentativi autentici che preservano l'integrità del vino base e sviluppano aromi complessi secondari. L'assenza di additivi esterni garantisce una maggiore autenticità del gusto e una persistenza olfattiva superiore. Inoltre, la selezione rigorosa delle uve e i metodi tradizionali di rifermentazione contribuiscono a una struttura più armoniosa. Al contrario, i prodotti gassificati, spesso più economici, risultano piatti e privi di carattere, limitandosi a offrire una sensazione di freschezza artificiale priva della profondità tipica della vera fermentazione.

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