Berlucchi

Berlucchi: storia di un nome divenuto sinonimo di qualità

Ci sono nomi, in ambito enologico ma non solo, che con il passare del tempo sono arrivati a rappresentare solamente l’eccellenza. Sono nomi di cui ci si serve quasi esclusivamente per esemplificare l’eccellenza in un ambito: e questo accade solamente dopo anni e anni di duro lavoro e il perseguimento di obiettivi che non sono alla portata di tutti. Quando si parla di vini spumanti, uno dei nomi più facilmente abbinabili ad un settore di eccellenza, se non addirittura alla rappresentanza dell’Italia a livello internazionale, è quello dell’Azienda Vinicola Berlucchi, uno dei tanti vanti dell’enologia italiana e il fiore all’occhiello di un ambito, quello degli spumanti, che trova nella parte settentrionale della penisola le proprie roccaforti più inespugnabili. Probabilmente, la più importante (ma non unica) zona italiana dove si producono spumanti di elevata qualità è la Franciacorta, dove vedono la luce un ottimo vino spumante, ma anche un rosso e un bianco di qualità. Tornando al novero dei nomi eccellenti della viticoltura italiana, tra questi è impossibile non includere quello dell’Azienda Vinicola Berlucchi, nata nel 1950 da un piccolo progetto uni personale ed arrivata a livelli inimmaginabili fino a qualche decennio fa. Dando un’occhiata alla storia di questa azienda, si scopre che l’idea principe venne alla mente di Guido Berlucchi: questi era un gentiluomo di campagna che amava l’agricoltura e in particolare la viticoltura. Questi produceva un vino bianco conosciuto come Pinot del Castello, perché prodotto esclusivamente con le uve del castello di proprietà Berlucchi. Il prodotto non era male, ma c’era un problema: la scarsa stabilità delle colture. Per ovviare all’inconveniente, Berlucchi chiede consiglio a Franco Ziliani, giovane ed ambizioso enologo albese, il quale risolve il problema e dà a Guido Berlucchi la possibilità di realizzare un sogno: produrre in Franciacorta un vino spumante capace di reggere il confronto con lo champagne francese. Fu questo il primissimo passo verso il successo, ma quelli che seguirono di lì a poco furono ancora più grandi, perché già nella prima metà degli anni ’50 la società si allargò e la produzione toccò quota 3000 bottiglie. Pochissimi furono i fortunati che riuscirono ad assaggiare i Pinot di Franciacorta prodotti dalla Guido Berlucchi & C. A proposito, fu proprio grazie a questa azienda vinicola che le etichette con la denominazione Franciacorta apparvero per la prima volta su una bottiglia di vino…
azienda

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Pasteggiare a Berlucchi...

bottiglia Ma i primati, per l’Azienda Berlucchi, non finirono certo lì, perché oltre ad assistere ad una fortunata moltiplicazione della produzione, con il passare del tempo i vertici aziendali riuscirono a dare vita ad ottime bottiglie di Max Rosé: si trattava del primo spumante rosato mai prodotto in Italia: qualcosa di assolutamente eccezionale. Il metodo classico praticato dalla casa vinicola con sede a Borgonato compì passi da gigante nel giro di pochi anni, arrivando, oltre che a battere primati insospettabili, anche a rappresentare l’Italia a livello internazionale. A partire dagli anni 80, il nome Berlucchi è collegato ad un rapporto qualità prezzo tra i migliori d’Europa, e ad una filosofia che ha nel proprio DNA l’importanza di abbinare ad un vino buono, un abbinamento culinario di qualità. Festeggiare e pasteggiare con Berlucchi è attualmente uno dei riti del vero Made in Italy, anche perché gran parte delle bottiglie di Berlucchi contiene spumanti che fanno la gioia di tanti piatti.

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Gli imperdibili

Uno degli spumanti più classici è senza dubbio il Cuvée Imperiale Brut, prodotto mediante l’utilizzo di uve Chardonnay e Pinot nero e contraddistinto da un perlage elegante e raffinato. Da non perdere, per gli amanti del genere, è senza dubbio il Max Rosé, rosato delicato e tutto da scoprire. Tra le più eccellenti bottiglie prodotte dall’Azienda Vinicola Berlucchi ci sono senza dubbio quelle arricchite dalla denominazione Cellarius: il Franciacorta Cellarius Brut è, per esempio, uno spumante disponibile unicamente in bottiglia da 75 cl, contraddistinto da una spuma abbondante e cremosa e da un perlage continuo e vivace. Vanta un bouquet molto intenso, arricchito da sentori di frutta bianca, mentre in bocca è delicato, gradevole, corposo e fruttato. Per quanto concerne gli abbinamenti, è da considerare come un vino a tutto pasto, ma è perfetto per gli antipasti delicati, risotti, i primi e i secondi piatti a base di pesce. Provatelo ad una temperatura compresa tra i sei e gli otto gradi centigradi, e non ve ne pentirete. Poi il Franciacorta ’61 Rosé, il Franciacorta ’61 Saten e tanti altri ancora, per un bagaglio di spumanti da fare invidia alle più grandi aziende del mondo. Per chi non lo sapesse, tuttavia, Berlucchi non vuol dire soltanto spumante, ma anche vino rosso: da segnalare, tra i prodotti dell’azienda vinicola di Borgonato, due vini rossi di Bolgheri, terra toscana tra le migliori in quanto a vini rossi. Si tratta del Ruit Hora Bolgheri DOC e del Levia Gravia Bolgheri DOC Superiore.




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