Vini della Franciacorta

Franciacorta: quando la Lombardia vuol dire vino d'autore

Quando si accostano le parole Lombardia e Vino, i primi nomi che vengono alla mente sono probabilmente quelli di vini prodotti nella parte meridionale della regione e nell’Oltrepò Pavese. Bonarda, San Colombano al Lambro, ed Oltrepò Pavese, per l’appunto. Ma siamo sicuri che l’enologia lombarda, al pari di altre regioni italiane, non sia capace di offrire tesori paesaggistici legati alla produzione vinicola? Decisamente no: basti pensare alla bergamasca, terra senza tempo e patria di vini rossi eccezionali, quali il Valcalepio e il Moscato di Scanzo. Oppure, si può parlare degli splendidi prodotti che vedono la luce presso la Riviera del Garda Bresciano. Vini rossi, bianchi e rosati doc da leccarsi i baffi. E, dulcis in fundo, ci si può soffermare sulla ricchezza di quella che a detta di molti è l’unica terra italiana a poter competere, per la qualità dei vini che vi si producono, con l’area di produzione dello Champagne francese. Stiamo parlando, naturalmente, della Franciacorta, ovvero di quell’area collinare estesa tra la provincia di Brescia e la sponda meridionale del Lago d’Iseo, culla di paesaggi naturali mozzafiato, architetture risalenti ad epoche remote, e soprattutto, vigneti rigogliosi da cui vedono la luce vini spumanti di pregevole fattura. La Franciacorta è tutto questo e tanto altro ancora.
paesaggio

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Una terra dalle tante attrazioni

vini franciacorta Chi ha la fortuna di trovarsi in Lombardia e visitare i tesori di questo lembo d’Italia, difficilmente non rimarrà incantato dal tratto stradale dove improvvisamente l’autostrada si interrompe (Rovato), per fare spazio a borgate, centri storici affascinanti e vigneti abbondanti. La Franciacorta è, insomma, terra di vini eccezionali, ma anche un’area turistica pienamente fruibile, che ogni lascia senza parole turisti, appassionati e curiosi provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche dall’estero.

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Bollicine eccellenti: il Franciacorta DOCG

Abbiamo già visto che dal punto di vista viti-vinicolo, questa terra deve la propria fama alle bollicine degli spumanti che vi si producono: questi rappresentano senza dubbio il fiore all’occhiello di una produzione che punta tutto sulla qualità. Sono soltanto tre, infatti, le specialità tipiche della Franciacorta: il Franciacorta DOCG, il Terre di Franciacorta Rosso DOC e il Terre di Franciacorta Bianco DOC. Il primo è senza dubbio il prodotto più rappresentativo della regione: lo spumante prodotto in due versioni (Spumante e Rosé) ma mediante l’utilizzo in quantità variabile delle medesime uve: Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. Il primo custodisce fedelmente, nel profumo intenso, i residui dei lieviti di rifermentazione, ed è contraddistinto da un colore giallo paglierino carico, ma non privo di intriganti riflessi verde chiaro. Il secondo vanta il tipico colore rosa degli spumanti rosati, ma entrambi sono accomunati da una fase di invecchiamento che non può durare più di due anni; 3 in caso di varianti millesimate, ovvero basate sull’utilizzo di uve della medesima annata. Lo Spumante e il Rosé fanno capolino in maniera frequente sui tavoli e sui banchi dei bar all’ora dell’aperitivo, ma gli esperti li considerano ottimi vini a tutto pasto.


Un bianco antico: il Terre di Franciacorta DOC

Nel XIX secolo, in seguito alla tremenda invasione della filossera, da queste parti furono importati alcun vitigni bianchi provenienti dalla Francia: con il passare del tempo, questi hanno trovato sulle colline moreniche della Franciacorta la propria collocazione ideale, ed oggi danno alla luce uno dei vini bianchi più buoni del panorama nazionale: il Terre di Franciacorta Bianco DOC. Dal punto di vista estetico, questo vino si presenta con un colore giallo carico, arricchito da riflessi verdognoli e dorati, ma soprattutto da un profumo vinoso e delicato e da una gradazione alcolica di 11 gradi nella versione Classica, che diventano 12 nel caso della Versione Vigna. Per quanto concerne invece l’invecchiamento, la legge stabilisce un periodo obbligatorio di 10 mesi (caratteristica comune a tutti i vini della Franciacorta è la scarsa longevità). Quali sono gli abbinamenti migliori per il Terre di Franciacorta Bianco DOC? Ci troviamo di fronte ad un vino bianco fresco e da consumarsi preferibilmente appena dopo l’ultimazione della fase di invecchiamento, innaffiando primi e secondi piatti leggeri, a base di uova, pesce e carni bianchi. Da provare anche come bibita per aperitivi.


Vini della Franciacorta: Focus sul Terre di Franciacorta Rosso DOC

Se, come abbiamo potuto vedere, il Franciacorta DOCG e il Terre di Franciacorta Bianco DOC hanno tra di loro alcune caratteristiche comuni, lo stesso non si può dire per il vino rosso della Franciacorta, noto come Terre di Franciacorta Rosso DOC. Vede la luce dalla lavorazione di uve Cabernet (Franc e Sauvignon), Barbera e Merlot, ed è contraddistinto da un colore rosso carico arricchito da note violacee e da un profumo di erba e frutta. In versione Classico può rimanere in cantina fino a 4 anni, ed è caratterizzato da una gradazione alcolica di 11 gradi, che diventano 12 in Versione Vigna. Per godere appieno delle proprietà di questo vino, si consiglia di accompagnarlo con primi e secondi piatti corposi e saporiti: grigliate di carni rosse, bolliti, carne in umido, ma anche salumi locali e formaggi stagionati.



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