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Borgognona

Aggiornato il 28 febbraio 20123 capitoli5 domande frequenti
borgognona

Una piccola grande rivoluzione

Ci sono modi e modi di sviluppare e coltivare una passione legata al mondo del vino e dell’enologia. C’è chi prende a cuore, magari per ricordi di infanzia, tutto il lavoro da svolgere durante la vendemmia. Chi si lega direttamente ai fattori goderecci che implica il buon bere, e poi c’è chi preferisce dare un’occhiata alla storia del vino, magari appassionandosi alle radici di quella che secondo molti è la scienza esatta. E’ estremamente interessante, infatti, prendere in esame le dinamiche vinicole dei secoli scorsi e tutte le possibilità offerte dall’ambito enologico: cosa è cambiato e come è cambiato? Quali sono le tecniche di produzione, le tipologie di vino e gli oggetti su cui è importante focalizzare la propria attenzione? In quest’ultima categoria figurano sicuramente le bottiglie utilizzate per il confezionamento del vino. In passato il vetro non era affatto un materiale di riferimento: ci si serviva di sostanze come la terracotta e la ghisa per stoccare il vino. Dal XVIII secolo in avanti, poi, le cose sono cambiate in meglio, e le bottiglie di vetro hanno preso il sopravvento.

La borgognona

Se ai nostri giorni diamo un’occhiata al novero delle bottiglie più famose, ci rendiamo conto del fatto che la maggior parte di esse abbiano visto la luce in Francia: per rendersene conto in maniera inequivocabile è sufficiente soffermarsi sui nomi. Bordolese, Renana, Champagnotta, sono tutti nomi di bottiglie originarie della nazione transalpina. In queste righe ci concentreremo con particolare attenzione su una delle tipologie di bottiglia più diffuse ed utilizzate nell’ambito del continente europeo: la Borgognona. Come si evince chiaramente dalla denominazione, alludiamo ad un prodotto originario della Borgogna, una delle terre più famose per la produzione di vino rosso francese. Questa bottiglia è conosciuta anche come Borgognotta ed è molto simile all’albeisa, da cui si distingue per qualche centimetro nell’inclinazione della spalla.

Scheda tecnica

Per quanto riguarda la forma, la Borgognotta ha una base molto pronunciata ed un corpo cilindrico per il 70% dell’altezza totale, poi digrada nel collo. Ha un diametro totale di circa 9 centimetri, la spalla decisamente slanciata e il cercine alto ma poco pronunciato. Per quanto riguarda l’altezza, come la maggior parte delle bottiglie più usuali, la borgognona misura 31 centimetri dal basso verso l’alto. Per quanto concerne la qualità del vetro utilizzato, è sempre di buon spessore e di colore chiaro nel caso dei vini bianchi, che diventa verde scuro o marrone nel caso ci sia da confezionare vino rosso.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la bottiglia borgognona e quella bordolese?
    La distinzione visiva fondamentale risiede nella forma delle spalle. La bottiglia borgognona presenta spalle basse e molto inclinate, creando una transizione morbida dal corpo al collo. Al contrario, la bottiglia bordolese ha spalle alte e diritte, quasi perpendicolari rispetto al corpo cilindrico. Sebbene entrambe siano originarie della Francia e misurino generalmente 31 centimetri di altezza, questa differenza strutturale è immediatamente riconoscibile e permette di identificare rapidamente l'area di provenienza del vino contenuto.
  • Perché il colore del vetro cambia tra vini bianchi e rossi nella borgognona?
    Il colore del vetro non è casuale ma funzionale alla conservazione del prodotto. Per i vini bianchi si utilizza vetro dal colore chiaro o giallo paglierino, poiché questi vini richiedono meno protezione dalla luce. Per i vini rossi, invece, si predilige il vetro verde scuro o marrone. Le tonalità più scure filtrano efficacemente i raggi ultravioletti, proteggendo il vino dall'ossidazione prematura e preservando i suoi aromi e la struttura chimica durante il lungo periodo di affinamento in cantina.
  • Quali sono le caratteristiche dimensionali standard di una bottiglia borgognona?
    Una bottiglia borgognona standard segue precise misure industriali per garantire uniformità. L'altezza media è di 31 centimetri, mentre il diametro massimo del corpo si attesta intorno ai 9 centimetri. Il corpo rimane prevalentemente cilindrico per circa il 70% della sua altezza, per poi degradare gradualmente verso il collo. Il cercine superiore è alto ma poco pronunciato. Queste dimensioni permettono un'impilabilità efficiente e un'etichettatura ottimale sulla superficie piana del corpo centrale.
  • La borgognona è utilizzata esclusivamente per i vini della regione di Borgogna?
    No, sebbene il nome derivi dalla celebre regione francese, l'utilizzo di questa forma di bottiglia si è esteso ben oltre i confini locali. Oggi viene impiegata per vini provenienti da diverse aree geografiche, spesso per indicare stili specifici o per convenzioni di mercato. Ad esempio, in Italia alcune zone vitivinicole utilizzano forme simili, come l'albeisa, distinguendole però per lievi variazioni angolari. La forma è quindi diventata uno standard internazionale associato a certi profili organolettici più che a una rigorosa indicazione geografica.
  • Come si confronta la borgognona con altre bottiglie francesi come la renana?
    Rispetto alla bottiglia renana, tipica della Germania e dell'Austria ma diffusa anche in Alsazia, la borgognona appare più massiccia e con spalle più basse. La renana è caratterizzata da un collo più lungo e sottile, con spalle marcate ma non così inclinate come quelle borgognole. Entrambe le forme sono storiche e legate a tradizioni vinicole specifiche, ma la borgognona offre una superficie laterale più ampia per etichette decorative, mentre la renana punta sull'eleganza del collo allungato.

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