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Pressa per uva

La pressa per uva è un macchinario di importanza fondamentale per produrre vino, disponibile in varie tipologie

di Redazione

18 gennaio 2012

Immagini indimenticabili...

Ci sono film che rimangono impressi nella memoria collettiva per la storia che raccontano o per il fascino particolare emanato dalle prove d’autore; altri che vengono ricordati per alcune scene nel dettaglio. Scene divertenti, coinvolgenti, che magari riprendono momenti speciali, e lo fanno in maniera indimenticabile. C’è un film di Adriano Celentano, “Il Bisbetico domato”, che è rimasto nella mente di molti italiani soprattutto per la scena della pressatura dell’uva. Celentano è un benestante proprietario terriero che coltiva la terra e produce vino “come si faceva una volta”. Durante la pellicola, lo si vede schiacciare l’uva con i piedi, a ritmo di musica e circondato praticamente da tutto il villaggio, che lo accompagna battendo le mani e cantando insieme a lui. Una scena che spiega più di mille parole l’importanza della schiacciatura dell’uva, la solennità di questo momento, soprattutto in quei luoghi dove è più vivo e meglio conservato, il ricordo delle antiche tradizioni. Ora, naturalmente anche in quei luoghi dove il vino si produce ancora seguendo metodi antichi, è inverosimile che chi proprio pensa di schiacciare l’uva con i piedi sia accompagnato nel farlo da musica ed applausi, ma dovunque, ancora oggi, il momento della schiacciatura del vino è, oltre che una fase fondamentale per l’ottenimento di un buon vino, un momento di grande condivisione popolare. E’ in questi momenti che i villaggi, i borghi contadini, o semplicemente le famiglie si ritrovano e lavorano insieme, in armonia, dando il meglio di quello che possono per dare alla luce un prodotto di alta qualità.

Una tradizione mai abbandonata

Qualcuno stenterà a crederci, ma possiamo assicurarvi che c’è ancora chi non solo è rimasto insensibile ai richiami della tecnologia, ma addirittura preferisce schiacciare l’uva con i piedi. Stiamo parlando di quei luoghi dove le tradizioni contadine, naturalmente, sono più forti e radicate. La maggior parte dei viticoltori e dei produttori di vino, per schiacciare l’uva si servono della pressa, uno strumento alimentato dalla corrente elettrica, che consente in poco tempo e senza particolare fatica, di ottenere un mosto abbondante e figlio delle esigenze personali. C’è, infatti, chi preferisce schiacciare l’uva insieme ai raspi, e chi schiaccia solamente gli acini di uva. E’ una scelta che dipende dai gusti e dall’esperienza: in altri articoli di questo sito abbiamo visto quali differenze corrono tra i due tipi di vini.

La pressa per uva

La pressa per uva è uno degli articoli per la viticoltura più diffusi e più facili da acquistare. Basta recarsi in un negozio specializzato in articoli di agrari, o meglio, di enologia, e sarà possibile scegliere tra una vasta gamma di oggetti, che variano nelle dimensioni, nel prezzo e nella tipologia. La pressa per uva, tra l’altro, funziona in maniera estremamente semplice e funzionale: basta appoggiarla sulla parte superiore dei tini, metterla in azione e versarvi i grappoli d’uva per la schiacciatura. A questo punto, le presse normali schiacciano tutto ciò che incontrano e riversano all’interno dei tini sia gli acini che i raspi, mentre altri tipi di presse consentono la separazione tra le due componenti.

Le varie tipologie

A onor del vero, esistono anche altri tipi di presse, che variano nella forma ed anche nei tempi di utilizzo. In molti, infatti, quando utilizzano il termine “pressa per uva”, non si riferiscono alla macchina effettivamente utilizzata per la pressatura dell’uva, bensì ai torchi, che fanno la loro comparsa in una fase successiva ed accolgono le bucce e i raspi derivati dalla prima schiacciatura. Come fare a sapere quando una pressa per uva fa bene il proprio lavoro? E’ necessario, innanzitutto, avere una buona conoscenza dell’ambito della lavorazione del vino, per capire che la pressa migliore è quella che assicura una distribuzione uniforme del prodotto pressato e una buona facilità di convogliamento nella fase di scarico. In altre parole, ciò che viene pressato deve finire negli appositi contenitori senza sforzi e senza sbavature. In commercio, tra l’altro, esistono vari tipi di presse, che si distinguono per la facilità e la forza grazie alla quale riescono a portare a termine il loro compito. Ci sono presse idrauliche, che tuttavia sono molto diffuse non soltanto in ambito industriale, in quanto consentono una pressatura dell’uva costante e senza particolare lavoro fisico. Le aziende migliori, poi, si affidano senza dubbio alle presse a membrana, macchinari che garantiscono ottimi risultati in termini di resa e riescono e funzionano mediante un meccanismo sofisticato ma assolutamente affidabile. Sul territorio nazionale sono decisamente numerose le aziende specializzate nella produzione e nella vendita di presse per la schiacciatura dell’uva e della frutta in genere: in questo senso, l’Italia è uno dei paesi più all’avanguardia in ambito vinicolo. I grandi nomi del mercato italiano richiamo annualmente l’attenzione di produttori vinicoli provenienti da tutto il mondo. Pertanto, basta cercare l’azienda giusta, chiedersi cosa si desidera e scegliere con intelligenza.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra schiacciare l'uva con i piedi e utilizzare una pressa moderna?
    Schiacciare l'uva con i piedi è un'antica tradizione che mantiene un forte valore simbolico e sociale, spesso legata a rituali comunitari e alla conservazione delle usanze locali. Tuttavia, dal punto di vista tecnico, questa metodo offre meno controllo sulle caratteristiche del mosto finale. Le presse moderne, invece, permettono una gestione precisa della pressione e della separazione tra acini e raspi. Mentre la pigiatura manuale può essere imprevedibile, le macchine assicurano una resa costante e igienica, riducendo il rischio di contaminazioni e permettendo al produttore di adattare il processo alle specifiche esigenze enologiche del vino che intende realizzare.
  • Come si distingue una pressa per la pigiatura da un torchio?
    È fondamentale non confondere questi due strumenti perché operano in fasi diverse della vinificazione. La pressa per uva, o pigiatrice, agisce sui grappoli interi subito dopo la vendemmia: il suo scopo è rompere la buccia dell'acino per rilasciare il succo (mosto), spingendo spesso anche i raspi insieme agli acini. Il torchio, invece, interviene successivamente. Viene utilizzato per spremere le parti solide residue (bucce e raspi già privati della maggior parte del succo) al fine di estrarre i liquidi rimanenti, che sono generalmente più ricchi di tannini e colore. Quindi, la pigiatura estrae il mosto principale, mentre la torchiatura recupera i residui.
  • Quali sono i vantaggi principali delle presse a membrana rispetto ad altri modelli?
    Le presse a membrana rappresentano l'eccellenza tecnologica nel settore vinicolo moderno, offrendo numerosi vantaggi rispetto alle presse tradizionali. Il principio di funzionamento prevede l'inserimento del mosto all'interno di una camera chiusa, dove una membrana elastica si espande uniformemente contro le pareti, comprimendo delicatamente il mosto. Questo garantisce una pressatura omogenea e graduale, evitando di stritolare le bucce e i raspi in modo aggressivo. Di conseguenza, si estraggono polifenoli e tannini di migliore qualità, con minori rischi di ossidazione e difetti aromatici. Sono ideali per chi cerca massima espressione varietale e pulizia nel vino finale.
  • Cosa rende una pressa per uva particolarmente adatta a un uso professionale o domestico di qualità?
    Un buon modello di pressa si identifica principalmente per la sua capacità di distribuire la pressione in modo uniforme su tutta la massa d'uva, evitando zone non pressate o eccessivamente compresse. Inoltre, deve garantire un facile convogliamento del mosto verso il contenitore di raccolta senza sprechi o perdite. Per l'uso professionale, la resistenza meccanica e la velocità di ciclo sono cruciali, mentre per l'hobbista la facilità di pulizia e smontaggio diventa prioritaria per mantenere l'igiene. Infine, la possibilità di regolare l'intensità della pressatura permette di personalizzare l'estrazione in base al tipo di uva e allo stile di vino desiderato.
  • È possibile controllare se l'uva viene schiacciata con o senza i raspi utilizzando la pressa?
    Sì, molte presse moderne offrono questa flessibilità, che è determinante per il profilo del vino. Alcune macchine, dette 'pigiatrici', schiacciano semplicemente gli acini lasciando i raschi intatti o separandoli immediatamente, ideale per vini bianchi delicati o rossi freschi che devono evitare tannini erbacei. Altre presse, come quelle a cesto o a membrana, pressano l'intero grappolo (acini e raspi insieme), estraiendo anche composti fenolici dai raspi che conferiscono struttura, corpo e longevità al vino rosso. La scelta dipende quindi dalla strategia enologica: per vini eleganti e fruttati si preferisce la separazione, per vini strutturati si usa la pigiatura totale.

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