Creare etichette vino

Regole e divertimento

Di pari passo con la varietà dei vini disponibili in commercio, esistono vari modi di realizzare questo prodotto. Si può essere produttori a livello artigianale, oppure ci si può dedicare ad una produzione destinata alla vendita, scegliendo tra piccola e grande distribuzione. E’ naturale che le cose vadano a braccetto, nel senso che prima di diventare grandi produttori si è giocoforza artigiani, e difficilmente, chiedendo ad un grande industriale vinicolo, vi dirà di aver cominciato direttamente sulla cresta dell’onda. Si comincia sempre dal basso, insomma, per poi crescere se ci sono le capacità e i presupposti giusti. Al di là di tutto,un conto è produrre vino a livello artigianale, per se oppure per omaggiare parenti e amici di qualche bottiglia, un conto è produrre un vino che poi sarà distribuito a livello globale e, potenzialmente, potrà finire su qualunque tavola. Tra i due tipi di produzione corrono differenze notevoli e degne di essere sottolineate. Chi produce vino a livello artigianale può lavorare libero dalla rigidità delle regole burocratiche, mentre nell’altro caso il produttore è chiamato a rispettare tutte le regole imposte dalla legge, dalla più piccola alla più impegnativa.
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La carta d'identità

Un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che in realtà ricopre un’importanza decisamente rimarcabile, sono le etichette. L’etichetta rappresenta la carta d’identità di una bottiglia di vino. Quando ci si reca al supermercato, per scegliere la bottiglia adatta, ci concentriamo sull’etichetta e cerchiamo di capire tutto quello che possiamo sul prodotto che abbiamo tra le mani. L’etichetta ci dice tutto sul vino che abbiamo intenzione di comprare ed è un punto di riferimento infallibile. E’ per questo che l’importanza di questo (apparentemente) piccolo fattore non va mai sottovalutata. Sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista dei contenuti, è necessario dare il massimo. L’etichetta dice al cliente tutto ciò che questi vuole sapere: quando afferra una bottiglia di vino e la scruta, egli non vuole fare altro che convincersi che sia quella giusta da acquistare, che non gli farà fare una brutta figura con quell’ospite tanto speciale, che prometta bene e che possa dare un senso al pasto che magari di lì a poco sarà servito a tavola.

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Creare etichette vino

Per tutte queste ragioni, creare etichette da vino non è un gioco da ragazzi. Naturalmente, c’è chi produce etichette pur senza destinare il vino alla vendita, lo fa per gioco, per divertimento, ma questo è un altro paio di maniche. Produrre vino che sarà poi acquistato nelle enoteche e nei supermercati richiede impegno e sforzi economici. A questo punto la domanda è la seguente: quali sono gli elementi che non possono assolutamente mancare su un’etichetta da vino? Abbiamo già visto come essa rappresenti senza mezzi termini la carta d’identità del vino, deve dare la possibilità di riconoscerlo senza difficoltà, e in tal senso dagli anni cinquanta la legge ha imposto alcune regole ferree che consentono non solo di riconoscere il vino in questione, ma anche di tracciarne la storia. Un’etichetta da vino oggi deve riportare informazioni relative alla vendemmia, la quantità e la gradazione del contenuto, il luogo in cui è stato prodotto e la denominazione del produttore. Ecco riassunti gli elementi che non possono mai mancare su un’etichetta da vino, perché consentono al consumatore di farsi un’idea completa della bottiglia che ha tra le mani o che si appresta a bere. A onor del vero, la legislazione europea in vigore dall’agosto del 2003 impone all’ambito vinicolo una suddivisione ben più articolata in ambito di etichettatura. Alle indicazioni obbligatorie di cui sopra, e suddividendo la questione per ogni categoria di vini, la legge impone denominazioni facoltative regolamentate e denominazione facoltative libere. Un vino spumante deve essere tale, per esempio, anche perché lo si legge sull’etichetta, che tra le altre cose deve obbligatoriamente riportare il grado zuccherino e il titolo alcolometrico volumico effettivo (con tolleranza massima di 0,8%). Chi cerca poi un vino da tavola deve poterlo leggere immediatamente sull’etichetta, unitamente alla denominazione e alla ragione sociale del produttore, lo stato di provenienza (con l’eventuale menzione di ciascuno stato se le uve con cui è stato prodotto il vino vengono da paesi diversi). Lo stesso discorso vale per i vini IGT, che devono essere facilmente rintracciabili, portando sull’etichetta segni inequivocabili del luogo d’origine. Insomma, non è affatto un gioco, ci sono regole da rispettare, nella tutela dei diritti dei produttori, ma soprattutto dei consumatori, che quando si recano all’enoteca o al reparto vini di un supermercato, devono poter scegliere giudicando tra elementi diversi.


La veste grafica

Il divertimento (relativo) arriva quando bisogna scegliere la veste grafica da dare all’etichetta, forse l’elemento che più di tutti attira l’attenzione del cliente. Naturalmente, infatti, chi decide di acquistare una bottiglia di vino si cura più della bellezza dell’etichetta che della sua completezza. Un’etichetta perfetta dal punto di vista stilistico, avrà quasi sempre la meglio su un’etichetta completa di tutte le informazioni.




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