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Il periodo migliore per l'acquisto nelle cantine

Aggiornato il 02 luglio 20133 capitoli5 domande frequenti
cantina

I valori d'acquisto

Quando si parla di vino, certamente il profano si chiede spesso per quale motivo debba pagare un prezzo molto elevato, anche di fronte ad un'ottima qualità, che sembra essere più un investimento che un semplice acquisto di un bene deperibile. La domanda è più che legittima e necessita una risposta appropriata, ricordando comunque che anche nel mondo dei vini non sempre il prezzo fa la qualità, ed è quindi giustificato. Ha una notevole importanza quindi conoscere bene cosa si cela dietro una specifica bottiglia di vino, quali sono i fattori che incidono nel prezzo, e se questi fattori corrispondano a quello specifico investimento. Facendo un esempio con lo Champagne ad esempio, possiamo sapere che il prezzo delle uve per produrre questo famoso vino spumante, è in assoluto il più elevato di tutti, arrivando anche a 6 euro per un chilogrammo. La resa in vino di un chilogrammo poi rappresenta un massimo del 20%, e potremo quindi stabilire che pagando le uve al prezzo massimo, queste incideranno sul costo di un litro di champagne per circa 30 euro. Questo riesce a fornire una dimensione del prezzo che poi la bottiglia raggiungerà presso i rivenditori specializzati. Naturalmente l'acquisto delle uve è solo una delle voci che compongono questo prezzo. Inoltre questi fattori e queste voci non sono gli unici a poter plasmare il prezzo ma soprattutto a garantirlo. Nonostante questo infatti, potrebbero esserci dei difetti di vinificazione o dei problemi climatici capaci di compromettere la qualità dei vini. Per questo è molto importante saper valutare un vino nella prova di degustazione, e quando questa non è possibile, attraverso una serie di informazioni reperibili su alcune riviste specializzate. Chiaramente anche quest’ultima soluzione non è garanzia di acquisto, in quanto molte voci di corridoio vogliono anche degli accordi tra riviste specializzate e i produttori.

Perché e come acquistare

I motivi per acquistare delle bottiglie in stock possono essere i più svariati. Naturalmente potreste essere dei semplici appassionati di vino in cerca delle sensazioni che questa bevanda riesce a regalare, oppure potreste semplicemente voler creare la vostra cantina. Poi vi sono i professionisti dell’acquisto, che certamente non hanno bisogno di consiglio. Essi sono sempre informati, sanno quando comprare per tempo per far fruttare i loro investimenti. In ogni caso dovrete stabilire quali sono gli acquisti giusti, tranne nel caso in cui stiate acquistando una semplice bottiglia per una serata da consumare nel breve termine. Se invece vorrete creare la vostra cantina dovrete programmare gli acquisti, in base ai vostri gusti, ma soprattutto in base a dei precisi fattori di conservazione ed investimento da tenere in considerazione. Inutile infatti programmare una cantina con dei vini che non hanno capacità d’invecchiamento, così come è inutile acquistare vini già invecchiati quando si devono poi ulteriormente conservare in cantina. Avrebbe senso infatti se fossero vini da consumare nell’immediato, mentre se si deve attendere ancora tanto vale acquistarli giovani facendo così un investimento per il futuro. Questi investimenti possono risultare ancora più vantaggiosi se l’acquisto viene fatto presso delle cantine artigianali o semi-industriali.

Quando acquistare

A questo punto chi vuole fare un investimento o soltanto avere una cantina di tutto rispetto, deve riuscire a “fiutare” quale sia il giusto vino da comprare nel giusto momento. Per fare ciò bisogna conoscere bene i vini, le condizioni di coltivazione e vinificazione dell’anno, tutte le variabili che nella stagione si sono susseguite e quindi riuscirle a collegare ai possibili risultati. I vini che possono invecchiare devono essere acquistati da giovani, in modo da spuntare dei prezzi molto interessanti che potranno nel futuro rappresentare un vero e proprio investimento, con prezzi cresciuti anche e ben oltre il 100%. Chi si intende di vin sa quali sono le uve che possono garantire risultati nel futuro, anche non immediatamente prossimo. Naturalmente vi dovrà essere anche una corrispondenza di vinificazione appropriata, per cui si dovranno avere anche le giuste informazioni sul produttore. Molto predisposti a questi investimenti sono naturalmente i vini rossi, o i grandi bianchi dolci. Anche alcuni secchi bianchi, anche se raramente, possono essere invecchiati, se vinificati con determinate uve quali il Sauvignon o lo Chardonnay. Tra i bianchi sono certamente i dolci ad avere più possibilità di invecchiare. Se scelti in gioventù possono essere degli ottimi investimenti, come i Vin Santo della Toscana o i grandi passiti di Pantelleria. Tra i rossi invece la scelta è molto più vasta. Si possono avere dei grandi Pinot Noir, dei Merlot, i due Cabernet, ma anche le grandi uve italiane. Il Nebbiolo al nord, o il grande Sangiovese al centro, mentre il Meridione si sta ponendo al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale con molte uve invecchiabili come l’Aglianico, il Primitivo e tate altre uve in via di riscoperta, che rappresentano i primordi dell’enologia nella nostra penisola dai tempi della loro introduzione ad opera dei coloni greci del VII secolo avanti Cristo.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori che determinano il prezzo finale di una bottiglia di vino?
    Il prezzo del vino non dipende esclusivamente dalla qualità percepita, ma da una complessa somma di costi produttivi e di mercato. Un fattore cruciale è il costo delle uve; ad esempio, nello Champagne, le uve possono costare fino a 6 euro al chilo, e considerando una resa massima del 20%, il solo costo della materia prima incide per circa 30 euro su ogni litro prodotto. Oltre alle uve, entrano in gioco i costi di vinificazione, imbottigliamento, marketing e distribuzione. Tuttavia, il prezzo non garantisce automaticamente la qualità: errori di vinificazione o eventi climatici avversi possono compromettere il prodotto nonostante l'investimento iniziale. Pertanto, è fondamentale valutare il vino tramite degustazione diretta o affidandosi a fonti critiche indipendenti, pur restando consapevoli che anche le recensioni specializzate possono talvolta subire influenze commerciali.
  • È conveniente acquistare vini giovani per crearne una cantina da investire?
    Sì, acquistare vini giovani è spesso la strategia più intelligente per costruire una cantina da investimento, purché si selezionino varietà con comprovata attitudine all'invecchiamento. I vini destinati al consumo immediato perdono valore col passare del tempo, mentre quelli strutturati possono apprezzarsi significativamente, arrivando talvolta a raddoppiare il prezzo originale dopo anni di affinamento. Questa pratica è particolarmente vantaggiosa se effettuata direttamente presso cantine artigianali o semi-industriali, dove è possibile ottenere prezzi più competitivi rispetto alla grande distribuzione. L'investitore deve però possedere le competenze necessarie per identificare le annate migliori e i produttori affidabili, poiché il successo dell'operazione dipende dalla corretta conservazione e dal giudizio futuro del mercato su quel specifico vino.
  • Che differenza c'è tra investire in vini rossi e bianchi?
    La scelta tra rossi e bianchi per un investimento richiede una distinzione netta basata sulla struttura e sull'acidità del vino. I vini rossi offrono una gamma molto ampia di opportunità, includendo grandi Pinot Noir, Merlot, Cabernet, nonché le eccellenze italiane come Nebbiolo, Sangiovese, Aglianico e Primitivo. Tutti questi vitali, se vinificati correttamente, garantiscono ottime prospettive di invecchiamento. Al contrario, i bianchi secchi sono raramente indicati per lunghi periodi di conservazione, eccezion fatta per alcune vinificazioni particolari di Sauvignon o Chardonnay. I veri candidati agli investimenti nel settore bianco sono i vini dolci, come i Vin Santo toscani o i grandi Passiti di Pantelleria, la cui concentrazione zuccherina e acidità li rende estremamente longevi e capaci di migliorare notevolmente negli anni.
  • Come si può valutare un vino senza poterlo assaggiare prima dell'acquisto?
    Quando la degustazione diretta non è possibile, la valutazione si basa su un'analisi approfondita di dati oggettivi e reputazionali. È essenziale studiare le condizioni climatiche dell'annata specifica, poiché il meteo influenza drasticamente maturazione e salute delle uve. Bisogna inoltre informarsi sulla storia del produttore, sulla sua filosofia vinicola e sulle tecniche di vinificazione adottate. Riviste specializzate e guide enologiche possono offrire indicazioni preziose, ma l'acquirente dovrebbe approcciarsi a tali fonti con spirito critico, sapendo che esistono casi di conflitti di interesse o accordi commerciali che potrebbero influenzare i giudizi. In assenza di prova sensoriale, la ricerca storica e tecnica diventa l'unico strumento per stimare il potenziale qualitativo e, di conseguenza, il valore economico futuro della bottiglia.
  • Perché i vini meridionali italiani stanno diventando oggetto di interesse per gli investitori?
    Le regioni del Sud Italia stanno vivendo una rinascita enologica che le sta posizionando al centro dell'attenzione internazionale per gli investimenti. Vitigni autoctoni come l'Aglianico, il Primitivo e altre varietà storiche, introdotte già dai coloni greci nel VII secolo a.C., stanno dimostrando una straordinaria capacità di invecchiamento e complessità aromatica. Questa riscoperta non è solo culturale, ma economica: molti di questi vini, acquistati in gioventù a prezzi accessibili presso cantine locali, stanno vedendo aumentare il loro valore sul mercato globale man mano che la critica internazionale ne riconosce la qualità. Investire in queste realtà permette di cogliere l'opportunità di acquisire vini di alto profilo prima che raggiungano la piena notorietà commerciale, massimizzando il rendimento dell'investimento grazie alla crescente domanda estera.

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