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Terrano

Aggiornato il 15 maggio 20133 capitoli5 domande frequenti
terrano

Il vitigno

Il Terrano è un vitigno a bacca rossa autoctono del Friuli, facente parte, come sottotipo, della famiglia del Refosco, o considerato comunque una sua varietà da altri botanici. La sua origine si perde nella notte dei tempi, ed era conosciuto con il nome di Pictaton già dai Greci che riuscirono ad insediarsi anche in questa parte d'Italia durante la loro colonizzazione del VII secolo avanti Cristo, quando diedero vita alla Magna Grecia. Presso i popoli ellenici trasferiti nella penisola il vitigno era molto apprezzato per il vino che riusciva a produrre, e questi lo reputavano originario della costa adriatica meridionale. Non vi è però nessuna certezza sulla sua origine, anche se si può presupporre la stessa che caratterizza le uve meridionali molto antiche, quella ellenica appunto. Con l'avvento dei Romani il vitigno era già diffuso in Romagna, seguendo la costa, dove veniva chiamato Cagnina. In Friuli invece veniva usato il nome di Terrano che indicava anche la pietra d'Istria oggetto di numerosi traffici commerciali nei secoli scorsi. Questa etimologia è ancora presente oggi nel nome completo: Terrano del Carso o d'Istria, ma anche Refosco del Carso o d'Istria visto che è parte di questa famiglia. Un'altra ipotesi si deve segnalare comunque sull'origine del nome, che vede mettere in primo piano la qualità del vino dalla colorazione scura e le caratteristiche organolettiche forti e piene di personalità. L'etimologia della parola deriva dal termine tedesco Ter, ovvero catrame. Un materiale possente e scuro. L'origine del nome infatti dovrebbe provenire dal periodo di dominazione austro-ungarico che caratterizzò lungamente la storia friulana. In particolare gli Austriaci provavano molto apprezzamento per il vino che aveva numerose proprietà medicinali. Queste caratteristiche del vino erano da attribuire al suolo altamente ferroso che caratterizza gli impianti dei vigneti. In quel periodo il vino veniva utilizzato dalla medicina tradizionale per combattere le anemie grazie agli effetti tonificanti dell'alcol. Oggi il Terrano è un vitigno molto presente nel Carso, ma lo si trova anche nell'Emilia Romagna. Ha grandi grappoli, molto lunghi, fino a 20 centimetri. La forma del grappolo è piramidale, dotato di ali, con densità mediamente compatte. Gli acini dono invece mediamente grandi, con forme un poco ovali. La pruina è ben presente sulle bucce di piccolo spessore. La polpa produce un succo leggermente acido che conferisce una bella spalla acida al vino. Il Terrano ha una buona vigoria e una produzione regolare ed alta. Matura verso la fine di settembre e si coltiva con sistemi espansi a potatura lunga. Tra i vantaggi che offre c'è l'ottimo comportamento verso i problemi derivanti dall'umidità.

I vini del Terrano

Il Terrano anche se a livello locale e con una fama molto minore rispetto alla considerazione che aveva nel periodo Austro-ungarico, riesce a regalare vini di discreto fascino. La sua riscoperta, a partire dagli anni 80 del Novecento, è dovuta all'attenzione che i viticoltori hanno dedicato al vitigno, migliorandone i sistemi di allevamento e la vinificazione, dove sono state sperimentati con successo gli affinamenti in legno. Quest'affinamento è molto utile per stemperare la forte acidità naturale che ne caratterizza la vinificazione in purezza. Qui i vini sono di un rubino fortemente violaceo, molto profondi. Il naso ha la classica gamma dei frutti rossi, con il lampone e la prugna in primo piano, a cui segue un bell'aroma di mandorle e bacche selvatiche. In bocca l'acidità favorisce un gusto molto asciutto, ed è bilanciata dal buon grado alcolico e dalla solidità tannica. Il corpo è ampio e nelle vinificazioni più attende diventa pieno. Generalmente si beve giovane, ma per chi ha pazienza di attendere, l'invecchiamento regala un bel bouquet. Il Terrano si lega benissimo con il suo territorio e con la tradizione enogastronomica della regione, specie con gli affettati locali e i formaggi. Ottimo l'abbinamento con le carni aromatizzate, in particolare con il maiale. È incluso nel disciplinare del Carso Terrano DOC per tagliare il Pinot Nero. La sua riscoperta è troppo recente per riuscire a competere con le grandi rosse locali, come lo Schioppettino o con le grandi internazionali coltivate nella regione, come il Merlot e lo stesso Pinot nero, ma la sua qualità potrà favorirlo nel lasciare la dimensione locale, seppur buona, che ha ora. Al Terrano è dedicata anche la Strada del Vino Terrano, in provincia di Trieste, manifestazione presente già dal 1986. Con il sinonimo di Cagnina è invece incluso nel disciplinare dell'omonima DOC delle province di Forlì, Cesena e Ravenna.

I produttori

Tra i produttori che sono riusciti a farsi notare anche a livello nazionale, Zidarich a Duino, che produce il suo vino sotto il Carso Terrano DOC. Coltiva i suoi vigneti nel Carso calcareo delle Terra Rossa. Dispone di 80 ettari per vinificare un buon vino che invecchia per ben due due anni nel legno di rovere. Anche qui il vino ha i colori violacei del rubino, con un naso classico del vitigno, profondo e pieno di aromi. Ancora una volta secco al palato, in tavola si trova a suo agio con affettati, verdure e formaggi stagionati.

Domande frequenti

  • Qual è l'origine del nome "Terrano" e perché viene associato al catrame?
    L'etimologia del nome Terrano presenta diverse teorie. Una ipotesi collega il termine alla pietra d'Istria, usata storicamente nel commercio, mentre un'altra lo ricollega alla parola tedesca 'Ter', che significa catrame. Questo riferimento deriva dalla dominazione austro-ungarica, periodo in cui il vino era molto apprezzato per il suo colore scuro e intenso, paragonabile proprio al catrame. Inoltre, il nome potrebbe riflettere le forti caratteristiche organolettiche e la personalità marcata del vino, tipico dei terreni carsici ricchi di minerali.
  • Perché il Terrano era considerato un vino dalle proprietà medicinali?
    Durante il periodo austro-ungarico, il Terrano era rinomato per le sue presunte virtù curative, specialmente contro l'anemia. Questa credenza medica era legata alla composizione chimica del vino, influenzata direttamente dal suolo carsico altamente ferroso su cui crescono i vigneti. L'elevato contenuto di ferro, unito agli effetti tonificanti dell'alcol, rendeva il vino una bevanda consigliata dalla medicina tradizionale dell'epoca per rafforzare l'organismo e migliorare la circolazione sanguigna.
  • Come si presentano i profumi e i sapori tipici del vino Terrano?
    Al naso, il Terrano offre una gamma classica di frutti rossi maturi, con note predominanti di lampone e prugna, seguite da aromi secondari di mandorle e bacche selvatiche. In bocca, il profilo è caratterizzato da un'acidità vivace che conferisce una sensazione asciutta, bilanciata da una buona struttura alcolica e da tannini solidi. Il corpo è ampio; nelle versioni invecchiate o con affinamento in legno, il vino risulta più pieno e complesso, mantenendo però la sua tipicità fruttata e minerale.
  • Con quali cibi è consigliato abbinare il vino Terrano?
    Grazie alla sua acidità e ai tannini strutturati, il Terrano si abbina perfettamente alla tradizione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia. È eccellente con gli affettati locali, i formaggi stagionati e le verdure cotte. La sua versatilità lo rende ideale anche con carni rosse, in particolare quelle di maiale aromatizzate, dove l'acidità del vino aiuta a sgrassare il palato. Si consiglia generalmente di berlo giovane, ma permette abbinamenti complessi anche dopo un breve invecchiamento.
  • Dove si coltivano principalmente i vigneti di Terrano e qual è la sua denominazione?
    La zona di coltivazione principale è il Carso triestino, dove il vitigno dà vita al Carso Terrano DOC. Qui i vigneti si trovano su terreni calcarei e terra rossa, ideali per esprimere il carattere minerale del vino. Il Terrano è presente anche in Emilia-Romagna, dove è noto come Cagnina e rientra nel disciplinare dell'omonima DOC (province di Forlì-Cesena e Ravenna). Nonostante sia meno famoso dello Schioppettino o del Merlot nella regione, sta vivendo una significativa riscoperta qualitativa.

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