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Uva e Olive · Vitigni rossi

Rossese

Aggiornato il 28 aprile 20133 capitoli5 domande frequenti
rossese

Il vitigno

Il Rossese è un vitigno a bacca rossa originario della Liguria, identitario del territorio di Dolceacqua, un piccolo borgo che dista 20 chilometri dalla frontiera francese in provincia di Imperia. Qui la zona è caratterizzata da colline di alta quota, con coltivazioni antichissime capaci di regalare vini di pregio e dai gusti particolari. L'origine del Rossese si perde nella notte dei tempi e vuole la sua introduzione nell'area grazie alla colonizzazione greca del VII secolo avanti Cristo, anche se non si ha la certezza di questa derivazione, ma solo quella di una presenza fin dall'antichità. Infatti vi sono anche delle indicazioni che vogliono protagonisti gli Etruschi come primi viticoltori della zona, ma senza nessuna menzione sui vitigni allevati. Informazioni di origine medioevale invece vedono il vitigno introdotto dalla famosa famiglia ligure dei Doria che lo piantarono nei terreni di loro proprietà nel 1270 proprio a Dolceacqua, importato da un luogo imprecisato di ritorno da uno dei numerosi viaggi marittimi di cui furono protagonisti questi navigatori. Il Rossese è un vitigno che ha grandi grappoli di forma piramidale, sempre con ali e densità medie, a spargolo. Gli acini invece, di forma ellittica, sono generalmente piccoli o medi, di un blu molto scuro, quasi nero con sfumature viola. Buona è la presenza della pruina, su bucce di medio spessore. Il vitigno segnala una certa sofferenza all'acinellatura e alla colatura. Sempre allevato con il classico alberello, ha subito delle sperimentazioni tendenti a migliorarne la qualità negli ultimi anni, con sistemi che garantiscano anche una produzione maggiore, oggi nella media e regolare. Il maggiore ostacolo alla sua coltivazione è però forse rappresentato dal territorio aspro, che non consente ampia libertà di movimento. Questa è infatti la zona delle ripide Prealpi liguri, dove il vitigno viene coltivato su colline scoscese tra i 300 e i 600 metri di quota. La natura del territorio consente esclusivamente lavorazioni manuali, impedendo qualsiasi meccanizzazione e probabilmente anche una conoscenza più approfondita al di fuori del territorio originario.

I vini del Rossese

Nonostante sia un vitigno poco conosciuto, il Rossese viene difeso da una sua propria denominazione di origine già dal 1972, in un'area geografica di 14 comuni della Valle Crosia e della Val Nervia. È un vino di ottima qualità tanto che il disciplinare per la sottozona della Valle Crosia prevede un impiego del vitigno quasi in purezza, consentendo solo un massimo del 5% per il taglio con altre uve. La sua vinificazione in purezza regala vini di pronta beva, leggeri e dal buon corredo aromatico. Alcuni produttori riescono ad invecchiarlo con successo e a portarlo a livelli di complessità ed eleganza degne di un vino di pregio nazionale. In gioventù regala colori molto chiari che si scuriscono con l'invecchiamento fino ad orientarsi verso il granato. Ottima vinosita viene espressa dalla gamma olfattiva, che esprime fresche profumazioni alle viole e alle rose, corredate da sentori di fragole e ribes. In bocca il vino risulta leggero e beverino, con un palato morbido ma comunque di solida struttura grazie a dei tannini ben presenti che ne conferiscono il retrogusto amarognolo e vellutato. Questa struttura solida del corpo consente invecchiamenti di buon livello, che possono arrivare agli otto anni, in tipologia superiore, con un affinamento minimo di un anno. Si accosta bene in gioventù alle carni rosse grigliate, ma esige selvaggina in umido quando invecchiato e vinificato con particolare cura. La temperatura di servizio è di 18° centigradi. Viene incluso nei disciplinari delle DOC Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua DOC e Riviera Ligure di Ponente DOC, o nelle IGT locali.

I produttori

Tra i migliori Rossese in purezza vi è il Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna di Terre Bianche, rubino brillante e profumato di marasca e e chiodi di garofano. Tannini equilibrati ne fanno un vino da accompagnare con la capra ai fagioli. Anche La Vecchia Cantina vinifica un Rossese puro di gran pregio con il Riviera Ligure di Ponente dal bel colore rubino porpora, dove al naso compaiono i profumi del lampone e del ribes. Qui il palato è un equilibrio fresco-sapido ottimo per le zuppe. Nella denominazione Rossese di Dolceacqua Superiore abbiamo da Foresti un vino rubino dalle sfumature porpora, con un naso profondo di frutti di bosco. Bocca riscaldata dai tannini, ottimo con gli involtini di carne. L'azienda Bruna lo vinifica in purezza nel Riviera Ligure di Ponente Rossese, dai classici colori chiari del vitigno, anche se al naso esprime toni di frutta rossa scura come more e ciliegie, comunque delicati. Il palato è persistente e solido, ottimo per i piatti con i funghi porcini. In assemblaggio con il 50 per cento di Grenaccia e il 20 di Barbera lo si trova nel Solitario di Cascina delle Terre Rosse sotto la denominazione dei Vini da Tavola. Un vino di pregio comunque, dalla colorazione rubino denso a riflessi viola e grande complessità olfattiva, speziata e fruttata alle more e al ribes, con una bella chiusura dolce alla vaniglia e liquirizia. Tannini di grande spessore conferiti dalla maturazione in botte lo suggeriscono per gli stufati.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Rossese di Dolceacqua?
    Il Rossese di Dolceacqua si distingue per un profilo aromatico elegante e fresco, dominato da note floreali di viole e rose, integrate da sentori di frutti di bosco come fragole, lamponi e ribes. Al palato si presenta come un vino leggero e di pronta beva, ma non privo di struttura: i tannini sono ben presenti e forniscono una sensazione vellutata con un finale leggermente amarognolo. Il colore varia dal rosso rubino chiaro in giovane età a tonalità granato più intense con l'invecchiamento. La sua acidità vivace e la sapidità lo rendono estremamente bevibile, mantenendo al contempo una buona persistenza olfattiva e gustativa.
  • Quanto può invecchiare un buon Rossese e quali cambiamenti subisce?
    Il Rossese possiede un notevole potenziale di invecchiamento, soprattutto nelle tipologie superiori o riserva. Mentre molti esemplari sono pensati per essere consumati giovani per apprezzarne la freschezza, alcune bottiglie di alta qualità possono evolversi positivamente fino a otto anni. Durante questo periodo, il colore passa dal rubino brillante al granato, mentre l'aromatica evolve verso note più complesse, spezzate e terziarie. La struttura tannica e l'acidità permettono al vino di mantenere integrità nel tempo, sviluppando maggiore morbidezza e profondità, diventando adatto ad abbinamenti più strutturati rispetto alla versione giovane.
  • Come si abbina il Rossese di Dolceacqua a tavola?
    Gli abbinamenti variano significativamente in base all'età del vino. Nelle sue versioni giovani, leggere e fruttate, il Rossese eccelle con carni rosse grigliate, formaggi di capra con fagioli, zuppe rustiche e piatti semplici che non coprono le sue delicate note floreali. Con l'invecchiamento, acquisendo maggiore struttura e tanninità, diventa ideale per selvaggina in umido, stufati, involtini di carne e piatti a base di funghi porcini. La sua acidità e sapidità lo rendono versatile anche con preparazioni che richiedono un contrasto gradevole, mantenendo sempre una temperatura di servizio intorno ai 18°C per esaltarne il bouquet.
  • Dove viene prodotto il Rossese e qual è il suo territorio di origine?
    Il vitigno è strettamente legato alla Liguria, in particolare alla provincia di Imperia. Il cuore produttivo coincide con il territorio di Dolceacqua, un borgo situato a circa 20 km dalla frontiera francese. La coltivazione si estende per circa 14 comuni tra la Valle Crosia e la Val Nervia. Le vigne sono tipicamente posizionate su pendii prealpuni scoscesi, tra i 300 e i 600 metri di quota. Questo territorio aspro e ripido limita fortemente la meccanizzazione, richiedendo lavorazioni rigorosamente manuali, il che contribuisce a preservare l'autenticità e il carattere unico di questi vini, rendendoli espressione genuina di un microclima specifico.
  • Quali sono le denominazioni di origine che tutelano il vitigno Rossese?
    Il Rossese gode di tutela attraverso specifiche denominazioni DOC. La principale è la 'Rossese di Dolceacqua' o 'Dolceacqua DOC', che copre l'area storica di produzione. All'interno di questa, esiste la sottozona 'Valle Crosia', il cui disciplinare richiede un impiego del vitigno quasi in purezza, permettendo solo fino al 5% di altre uve autorizzate. Inoltre, il vitigno può essere utilizzato nella denominazione più ampia 'Riviera Ligure di Ponente DOC'. Esistono anche produzioni sotto indicazione geografatica protetta (IGT) o vini da tavola, spesso in assemblaggio con altri vitigni come Grenache e Barbera, che offrono profili diversi ma legati allo stesso territorio.

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