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Cagnulari

Aggiornato il 25 marzo 20133 capitoli5 domande frequenti
cagnulari

Il vitigno

Il Cagnulari è un vitigno a bacca rossa coltivato in alcune zone della Sardegna, ma di origini spagnole, introdotto molto probabilmente all'epoca della dominazione iberica. Il vitigno è comunque presente da molti secoli, anche se oggi è molto ridimensionato rispetto al passato, relegato solo nella parte settentrionale e occidentale della provincia di Sassari. Necessita infatti di terreni particolari per fornire i risultati migliori, con i vitigni da coltivare preferibilmente su terreni in cui sia ben presente il calcare e l'argilla, con buone esposizioni e struttura sciolta. In queste condizioni il sistema di allevamento scelto è l'antico alberello sardo o le controspalliere basse. Quasi del tutto assente nelle altre province, nel Sassarese il Cagnulari occupa una superficie del 13 per cento rispetto al totale vitato della zona. Infatti non ha nessun riferimento storico da parte dei vari botanici che si sono susseguiti nel corso dei decenni, quasi tutti impegnati nelle descrizioni dei vitigni del Cagliaritano. Come vitigno ha delle similitudini con il Bovale, e questo ne avvalla l'origine spagnola, anche se ormai può essere considerato autoctono dell'isola grazie ad un adattamento perfetto. In Gallura è conosciuto con i sinonimi di Caldarello o Caldarellu, mentre ad Alghero il nome con cui viene indicato è quello comunemente utilizzato diCagliunari. Il vitigno si presenta con grappoli di medie dimensioni a forma cilindrica, alati e con densità compatta. I chicchi sono di piccole dimensioni e con bucce molti fini, che lo espongono ai problemi derivanti dall'umidità. Le basse rese lo stanno emarginando rispetto a vitigni più produttivi. Durante tutto il Novecento l'andamento del vitigno è stato all'incirca questa, con diminuzioni costanti. Ha cominciato a rallentare la sua estirpazione solo a partire dagli anni 80, quando alcuni viticoltori hanno deciso di salvarlo, impegnandosi molto tanto da arrivare a far approvare una denominazione di protezione. Rimane comunque un vitigno di nicchia, dal profilo basso, che solo la voglia di mantenere le proprie tradizioni in una terra molto fiera come quella sarda ha salvato dall'estinzione.

I vini del Cagnulari

Il rimane un vitigno pressoché sconosciuto, e sta perdendo via via sempre di importanza nel panorama regionale sardo. In passato risultava molto utile per i tagli con gli altri vitigni locali, ma oggi, a parte qualche ottima vinificazioni in purezza, si comincia a perderne le tracce. Solo alcuni produttori riescono a valorizzarlo a dovere, mostrando un immutato interesse verso questo vitigno. Tra questi sicuramente l'azienda Cherchi. Oggi il Cagnulari viene vinificato in purezza, e regala vini strutturati e anche complessi. In assemblaggio rende i vini robusti più eleganti. Quando ben coltivato nelle condizioni sopra esposte i chicchi sono ben concentrati in zucchero e polifenoli, ma ancora oggi il Cagnulari viene in genere preferito per il taglio con il Cannonau come nel Mejlogu o con il Pascale di Cagliari. Comunque dal 1995 il vitigno gode di una sua denominazione propria come menzione monovitigno della Denominazione di Origine Alghero DOC. In questi casi è un buon vino da abbinare con gli arrosti, con le carni rosse alla brace o con la selvaggina poco strutturata. Può essere servito anche con formaggi di media stagionatura, con affettati come il prosciutto e lo speck. Buono anche con minestre calde invernali, come la pasta e fagioli o i minestroni.

I produttori

Il già menzionato Giovanni Cherchi è forse il produttore più interessante per la vinificazione del Cagnulari. Due i prodotti che si distinguono. Il Luzzana è un IGT tagliato con il 40 per cento di Cannonau, di 14% vol e un bel colore denso, rubino. La gamma olfattiva si ammanta di prugna matura, more, con speziature di noce moscata e tocchi floreali alla ginestra. Nonostante il grado alcolico ha un palato molto fresco, con tannini levigati. Affinato in parte nel legno, è ottimo con il classico maialino sardo. Cherchi vinifica anche il Gagnulari IGT in purezza, di un bel rubino brillante, con profumi di vegetali e tocchi balsamici rinfrescanti. Ottimo naso di spezie e frutta cotta. Anche questo vino viene parzialmente affinato in legno, per essere poi servito con l'agnello all'aglio. Anche i Feudi della Medusa produce un buon Cagnulari Antiche Vigne IGT, un po caro a dire la verità, prezzo giustificato dall'età della vigna, 60 anni. La gamma olfattiva spazia dal miele amaro alla viola, dalle spezie al geranio appassito. Non indimenticabile al palato, anche se ben strutturato. Si abbina bene con l'agnello in umido. Di discreta fattura anche il Cagnulari Alghero di Santa Maria Palma, con un buon profumo di classici frutti rossi, spezie e pepature. Il palato si distingue per un equilibrio sapido-minerale molto appetitoso. Sempre in abbinamento con l'agnello.

Domande frequenti

  • Qual è l'origine del vitigno Cagnulari e perché è diffuso principalmente in Sardegna?
    Il Cagnulari è un vitigno a bacca rossa di probabile origine spagnola, introdotto in Sardegna durante il periodo della dominazione iberica. Sebbene abbia radici esterne, si è adattato perfettamente al territorio, diventando di fatto autoctono. Oggi la sua coltivazione è quasi esclusivamente limitata alla provincia di Sassari, in particolare nelle aree settentrionali e occidentali, dove occupa circa il 13% della superficie vitata locale. Questa concentrazione geografica deriva dalla necessità di terreni specifici, ricchi di calcare e argilla, e dalla storica mancanza di interesse botanico verso il vitigno in altre province sarde, come quella di Cagliari.
  • Come si presentano i grappoli del Cagnulari e quali sono le sue criticità colturali?
    I grappoli del Cagnulari sono di medie dimensioni, di forma cilindrica e alata, caratterizzati da una densità compatta. I chicchi sono piccoli e dotati di bucce sottili, fattore che li rende particolarmente vulnerabili alle malattie fungine e ai danni causati dall'umidità ambientale. Inoltre, il vitigno presenta rese naturalmente basse, il che lo rende meno competitivo economicamente rispetto ad altre varietà più produttive. Per ottimizzare la qualità, richiede sistemi di allevamento tradizionali come l'alberello sardo o controspalliere basse, e beneficia di esposizioni soleggiate e strutture di suolo sciolte.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche dei vini ottenuti dal Cagnulari?
    Quando coltivato nelle condizioni ideali, il Cagnulari produce vini strutturati e complessi, specialmente se vinificato in purezza. Il profilo aromatico evidenzia note di frutta rossa matura, come prugne e more, accompagnate da speziate (noce moscata), tocchi floreali e talvolta vegetali o balsamici. Al palato, nonostante un potenziale grado alcolico medio-alto, il vino mostra spesso freschezza e tannini levigati. Se usato in assemblaggio, ad esempio con il Cannonau, contribuisce a rendere i vini più eleganti senza appesantire la struttura, mantenendo un equilibrio sapido-minerale apprezzabile.
  • Con quali piatti della cucina sarda e italiana si consiglia di abbinare il Cagnulari?
    Grazie alla sua struttura e alla presenza di tannini levigati, il Cagnulari si abbina eccellentemente con carni robuste e sapori intensi. È ideale per arrosti, carni rosse alla brace e selvaggina poco strutturata. Nella tradizione culinaria sarda, risalta particolarmente con il maialino sardo arrosto e con preparazioni a base di agnello, sia all'aglio che in umido. Funziona bene anche con formaggi di media stagionatura, salumi come prosciutto e speck, e minestre calde invernali tipiche, come la pasta e fagioli o i minestroni, dove la sua acidità e struttura aiutano a bilanciare i sapori ricchi.
  • Esiste una denominazione specifica per il Cagnulari e chi sono i principali produttori?
    Dal 1995, il Cagnulari gode di una propria menzione monovitiglio all'interno della Denominazione di Origine Controllata Alghero DOC. Questo riconoscimento ha aiutato a preservare il vitigno, anche se rimane di nicchia. Tra i produttori più significativi vi è l'azienda Cherchi, nota per il 'Luzzana' (IGT con 40% Cannonau) e per il Cagnulari in purezza, entrambi affinati parzialmente in legno. Altri produttori rilevanti includono i Feudi della Medusa, con un'Cagnulari Antiche Vigne da vigne centenarie, e Santa Maria Palma, che offre un'etichetta dal profilo equilibrato e minerale, confermando la capacità del vitigno di esprimere carattere nei giusti contesti.

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