Trebbiano

Vitigni bianchi

Trebbiano Toscano

Il Trebbiano è il vitigno bianco più coltivato d'Italia, molto produttivo ma con poche vinificazioni di alta qualità, concentrate in Abruzzo.

di Redazione

18 marzo 2013

Il vitigno

Il Trebbiano Toscano, con i suoi sottotipi, è il vitigno a bacca bianca più coltivato in Italia, e trova molte estensioni anche in Francia, sotto il nome di Ugni Blanc, per la produzione del Cognac e dell'Armagnac. Nel paese dell'Esagono arrivò dalla Toscana verso la fine del Medioevo o piu probabilmente nel Rinascimento, quando i commerci con i fiorentini portarono Caterina de Medici al matrimonio con il Re francese. La famiglia dei Trebbiani è molto numerose e diffusa in particolare nell'Italia Centrale, con estensioni pari a circa 60.000 ha. La sua fortuna è dovuta alle rese molto alte, che però spesso pregiudicano la qualità. Anche la sua ottima resistenza alle avversità è ugualmente apprezzata, nonostante una produzione generale di scarsa qualità, anche se si segnalano alcuni prodotti di ottima fattura. Il vitigno ha grappoli molto lunghi, che possono superare i 20 cm di, con dimensioni molto grandi e forme alate a densità semi-compatta. Anche i chicchi hanno grandi dimensioni, con forme ben sferiche. La buccia si presenta con medie concentrazioni di pruina, abbastanza consistente e spessa, con colore giallo che può tendere al verde o al rosa a seconda della zona di produzione dove il vitigno si è adattato. È presente ovunque anche con i sinonimi di Bobino, Procanico, Santoro, Albano e Albanella.

I vini del Trebbiano Toscano

Il Trebbiano Toscano fornisce vini piuttosto leggere, di elevata acidità e scarsa qualità aromatica, ad eccezione di quando viene utilizzato per l'assemblaggio del Vin Santo quando il Trebbiano appassito sfrutta l'aromaticità della Malvasia. Altra eccezione è il Trebbiano d'Abruzzo, di ottima qualità. Nonostante questo la famiglia dei Trebbiani è inclusa nei disciplinari di un'ottantina di denominazioni di origine, inclusi alcuni rossi toscani come a Carmignano o nel Chianti. È fondamentale nella produzione di Brandy, e nel Cognac francese. Solo il Trebbiano d'Abruzzo fornisce però vini molto intensi e dal lungo invecchiamento, anche se a parere di alcuni esperti, in realtà viene vinificato il Bombino Bianco.

I produttori

La produzione di qualità del Trebbiano è in Abruzzo, con l'omonima denominazione di origine controllata. Tra i migliori il Trebbiano d'Abruzzo DOC Solarea di Agriverde, di un bel colore dorato e una gamma olfattiva che riconduce alla macchia mediterranea, alla confettura di mele e alle mandorle. Palato di ottimo equilibrio tra sapidità e morbidezza. Da provare con l'astice. Di grandissimo spessore il Trebbiano d'Abruzzo di Masciarelli, di colore paglierino-oro. Grandi profumi all'ananas e alla pesca, con finiture al cedro candito e alla papaia che vanno verso la lavanda, il té verde e tocchi legnosi. Tannini presenti e levigati in un palato morbido, fresco e molto alcolico. Una lunga chiusura al ginger ne fanno un ottimo abbinamento per il sushi o il pollo al curry.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Trebbiano Toscano generico e il Trebbiano d'Abruzzo?
    Il Trebbiano Toscano è un vitigno estremamente diffuso e produttivo, noto per produrre vini leggeri, ad alta acidità ma spesso privi di complessità aromatica. Al contrario, il Trebbiano d'Abruzzo rappresenta l'eccellenza di questa varietà, offrendo vini intensi, strutturati e capaci di un lungo invecchiamento. Mentre la maggior parte delle produzioni nazionali utilizza il vitigno per volumi elevati e qualità media, in Abruzzo le condizioni pedoclimatiche e le tecniche di vinificazione permettono di esaltare caratteristiche olfattive e gustative superiori, distinguendosi nettamente dalla media nazionale.
  • Perché il Trebbiano è così importante per la produzione del Cognac francese?
    In Francia, il Trebbiano Toscano è conosciuto principalmente come Ugni Blanc. Questa varietà è fondamentale per la produzione di Cognac e Armagnac grazie alla sua elevata acidità naturale e alla bassa gradazione zuccherina iniziale. Queste caratteristiche chimiche sono essenziali per ottenere distillati freschi, eleganti e con grande potenziale di evoluzione in bottiglia durante l'invecchiamento in barrique di rovere. Senza l'Ugni Blanc, la struttura acida necessaria per bilanciare la dolcezza del legno e garantire la longevità dei brandy francesi sarebbe compromessa.
  • Come si abbina un buon Trebbiano d'Abruzzo di fascia alta?
    I Trebbiano d'Abruzzo di alta qualità, come quelli di Masciarelli o Agriverde, presentano profili aromatici complessi (frutta tropicale, agrumi canditi, note floreali) e una struttura che può variare da fresca a leggermente alcolica. Si sposano perfettamente con piatti delicati ma sapidi: l'astice e altri crostacei sfruttano la sapidità del vino, mentre il sushi o il pollo al curry trovano nel vino una freschezza e una mineralità che contrastano piacevolmente le spezie e le texture delicate, evitando di coprire i sapori del piatto.
  • Il Trebbiano viene usato anche per vini rossi?
    Sì, nonostante sia un vitigno a bacca bianca, il Trebbiano Toscano è incluso nei disciplinari di alcune denominazioni di vini rossi toscani, come il Carmignano e il Chianti. In questi casi, viene impiegato in assemblaggio con uve rosse (principalmente Sangiovese) per aumentare il volume, alleggerire il corpo del vino o correggere l'alcolicità. Tuttavia, il suo apporto principale in questi blend non è cromatico o tannico, quanto piuttosto funzionale alla struttura generale e alla quantità finale del prodotto.
  • Che ruolo svolge il Trebbiano nella produzione del Vin Santo?
    Nel Vin Santo, il Trebbiano Toscano gioca un ruolo cruciale, specialmente quando viene fatto appassire sulle pagliarelle insieme ad altre uve. Sebbene da solo abbia scarsa aromaticità, in combinazione con la Malvasia, il Trebbiano contribuisce alla struttura, all'acidità e alla capacità di invecchiamento del mosto. L'appassimento concentra gli zuccheri e i sapori, permettendo al Trebbiano di fornire quella base solida e bilanciata che, unita all'intensità aromatica della Malvasia, crea il profilo unico e complesso tipico di questo vino passito toscano.

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