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Uva e Olive · Vitigni bianchi

Roussanne

Aggiornato il 22 dicembre 20123 capitoli5 domande frequenti
Roussanne

Il vitigno

Il Roussanne è un vitigno autoctono francese a bacca bianca, ma come suggerisce il nome, con un colore rossastro delle uve, nonostante offre una bella produzione di vini bianchi. Il vitigno infatti è uno dei due bianchi autorizzato per la produzione dei grandi vini del Rodano settentrionale. Negli ultimi anni sta conoscendo una buona notorietà, e si sta diffondendo anche più a sud, preferita alla Marsanne. È infatti più aromatica ed elegante di quest'ultima, con un aroma persistente che richiama i tè alle erbe dall'effetto tonificante e rinfrescante. Inoltre fornisce una buona acidità, tale da permettere buoni invecchiamenti, migliori della Marsanne. Per queste qualità si sta imponendo anche nella Savoia e in Provenza, mentre in Italia si segnala, seppur limitatamente, in Liguria e Toscana. Nel resto del mondo è stata esportata per il momento solo in Australia. Soffre però la penuria idrica. È molto importante per la conservazione degli aromi, portare l'uva alla maturazione ottimale, che è piuttosto tardiva. I problemi nell'impiego della Roussanne sono generalmente legati alla sua produzione piuttosto irregolare, alla sua sofferenza al marciume e allo oidio e alla sua sensibilità al vento. Negli ultimi decenni sono stati comunque sviluppati dei cloni che hanno notevolmente attenuato queste sofferenze.

I vini del Roussanne

Il Roussenne è una delle due uve bianche autorizzate per gli Hermitage, Crozes-Hermitage e Saint-Joseph. Nella zona del Saint-Péray invece viene vinificato solo in bianco e come spumante, con ottimi risultati. La sua diffusione come uva da taglio è sempre più preponderante nel Languedoc e nel Roussillon, dove la maturazione tardiva rappresenta un vantaggio. La Roussenne è una delle quattro uve bianche autorizzate per i grandi Châteauneuf-du-Pape e Château de Beaucastel bianchi, dove viene anche sperimentata con ottimi risultati in rovere. In Italia viene a volte utilizzata, anche se raramente, in assemblaggio con il Vermentino in Liguria, e in Toscana, nella denominazione sia DOC Montecarlo bianco che in IGT, mentre un'altra uva con cui si trova a suo agio è lo Chardonnay. Qualche piccola produzione in IGT viene fatta anche in Sicilia

I produttori

In Italia il Roussanne è poco utilizzato, e lo si trova più spesso in qualche IGT toscano o siciliano. Un buon IGT con il Roussanne assemblato al Vermentino è il La Moresca siciliano, con vitigni che hanno circa dieci anni d'età. Vino ottenuto dalla fermentazione spontanea di uve Vermentino e Roussanne, da viti di dieci anni. La fermentazione viene effettuata aperta, aerobica, e la macerazione dura dieci giorni. Anche qui viene sperimentato l'affinamento in rovere, con il vino che si tinge lievemente di ambra. La gamma olfattiva risulta delicata ma penetrante, con bei sentori agrumati di mandarino, cacao, albicocche mature e pesce sciroppate. Il palato si fregia di una bella spalla acida, con un grado alcolico sostenuto, di 14,5°.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche aromatiche principali del vino prodotto con Roussanne?
    Il Roussanne si distingue per un profilo aromatico complesso, elegante e persistente, spesso paragonato ai tè alle erbe dal effetto tonificante e rinfrescante. A differenza della Marsanne, con cui viene spesso confrontato, offre note più fini e sofisticate. Al palato, il vino mostra una struttura solida grazie a una buona acidità naturale, che bilancia la maturità dei frutti e confermina al vino una notevole capacità di invecchiamento. Le note possono variare da quelle floreali a quelle di frutta matura, come albicocca, fino a tocchi minerali e agrumati, rendendolo un vino versatile e apprezzato dagli intenditori.
  • Perché il Roussanne è considerato un vitigno difficile da coltivare?
    La coltivazione del Roussanne presenta diverse sfide agronomiche che ne limitano la diffusione su larga scala. Innanzitutto, produce rese molto incostanti e irregolari, rendendo imprevedibile il raccolto annuale. Inoltre, la pianta è sensibile a varie avversità: soffre il marciume grigio, è vulnerabile all'oidio ed è particolarmente delicata rispetto agli effetti del vento forte. Un altro fattore critico è la sua tarda maturazione, che richiede un clima favorevole fino all'autunno per evitare perdite qualitative. Nonostante questi problemi, negli ultimi decenni lo sviluppo di nuovi cloni ha aiutato ad attenuare molte di queste fragilità, migliorando la resistenza della vite.
  • In quali zone geografiche il Roussanne è tradizionalmente coltivato?
    Originario della Francia, il Roussanne è un pilastro fondamentale del Rodano Settentrionale, dove è autorizzato nelle produzioni di prestigio come Hermitage, Crozes-Hermitage, Saint-Joseph e Saint-Péray. In quest'ultima zona viene vinificato anche come spumante. La sua popolarità è cresciuta negli anni, espandendosi verso sud nella Provenza e nella Savoia, e diventando preponderante come uva da taglio nel Languedoc-Roussillon. Fuori dalla Francia, l'esportazione è stata limitata principalmente all'Australia. In Italia, la presenza è ancora marginale, con alcune sperimentazioni significative in Liguria e Toscana, specialmente in ambito IGT.
  • Con quali altri vitigni il Roussanne viene comunemente abbinato?
    Il Roussanne dimostra grande adattabilità in assemblaggio, valorizzando le caratteristiche di altre varietà. In Francia, nei grandi Châteauneuf-du-Pape bianchi, è una delle quattro uve autorizzate e viene spesso mescolato ad altre varietà locali, talvolta affinando il risultato in barrique di rovere. In Italia, la combinazione più nota avviene in Liguria con il Vermentino, dove il Roussanne apporta struttura e complessità aromatica. In Toscana, viene talvolta accostato al Vermentino nelle DOC Montecarlo o in IGT, e mostra affinità anche con lo Chardonnay, con cui crea blend eleganti e strutturati, come dimostrato da alcune produzioni siciliane e toscane di nicchia.
  • Come si presenta un vino rosso Roussanne in termini di invecchiamento?
    Il Roussanne possiede un'ottima acidità naturale, elemento chiave che garantisce una lunga capacità di invecchiamento, superiore a quella della Marsanne. Con il passare degli anni, il vino evolve mostrando colori che tendono all'ambra dorato e sviluppando note terziarie complesse, come spezie, miele e sottobosco. L'invecchiamento può avvenire anche in legno, come nel caso di alcuni esempi italiani che subiscono una leggera ossidazione controllata, acquisendo sfumature ambrate. Questa longevità permette al vino di mantenere freschezza e struttura, offrendo un'esperienza sensoriale che si arricchisce progressivamente nel tempo, rendendolo ideale per chi cerca vini bianchi da conservare.

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