nosiola

Vitigni bianchi

Nosiola

Il Nosiola è il vero autoctono trentino, un vitigno molto raro ma che sta producendo ottimi vini in particolare nella versione Vin Santo.

di Redazione

11 giugno 2013

Il vitigno

Il Nosiola è un vitigno bianco del Trentino, estremamente raro ma custodito gelosamente nella regione, sua terra d'origine, dove la sua coltivazione riguarda solo qualche ettaro. La sua scarsa importanza è dovuta probabilmente alla leggerezza dei suoi vini, in cui il vitigno non riesce a dare la necessaria struttura, anche se la componente aromatica, sia olfattiva che gustativa, rimane di rilievo. Hanno comunque il vantaggio di essere considerati molto dissetanti, e comunque il vitigno è ritenuto il solo vero autoctono della regione. La piccola area di coltivazione si trova poco distante da Trento, nell'area settentrionale delle Colline Lavisane caratterizzata da pendii ripidi e scoscesi, con una geologia rocciosa e un microclima particolare che conferisce i gusti tipici all'uva e al vino. In particolare ci si riferisce ai venti di aprile e alla particolare esposizione. Il vento è detto l’Ora del Garda, e fa sentire la sua influenza sui vigneti dal primo pomeriggio fino a sera. Un'altra caratteristica del vitigno Nosiola, è che storicamente questo viene coltivato assieme a dei roseti, che una volta avevano la funzione di antiparassitari. Nonostante oggi questa funzione venga svolta dalla chimica, i trentini hanno comunque mantenuto questa tradizione, abbellendo così il panorama. Il sistema dall'allevamento utilizzato è quello della classica pergola trentina, con il Nosiola che viene coltivato su piccoli appezzamenti di montagna a circa 400 metri di quota. Forti pendenze e geologia rocciosa forniscono un microclima asciutto che regala dei vigneti con viti molto cespugliose e dal colore chiaro nocciola molto caratteristico. Questo color nocciola sembra sia all'origine del nome. Il Nosiola ha avuto una buona popolarità fino alla metà del Novecento, e oggi i soli vigneti ancora presenti si trovano nella Valle Sarca e nella Valle dei Laghi, occupando pochi ettari. La causa del suo declino è stata l'introduzione massiccia dei Pinot e degli Chardonnay per la spumantistica e per i vini più corposi da questi prodotti. Ma negli anni 70 la famiglia Fanti ebbe il coraggio di salvare il vitigno dall'estinzione. Oggi quest'uva difficile a causa della maturazione tardiva e della produzione incostante e e insufficiente. Ma produce vini di buona qualità.

I vini del Nosiola

Il Nosiola viene tradizionalmente vinificato puro, nonostante non riesca a fornire vini potenti. Ne risultano infatti dei prodotti leggeri e poco alcolici, che però risultano freschissimi e di bella acidità. Per questo vengono serviti spesso in aperitivo, grazie anche al sapore fruttato, che ben si abbina anche ai crostacei, alle conchigliacee, in particolare le ostriche, e ai frutti di mare. È infatti un vino delicato che può servire anche per il pesce di lago, i formaggi e le verdure. Riscoperto negli anni 70, i viticoltori locali hanno cercato di proteggere il loro vitigno. In particolare si sono distinti l'azienda Fanti e l’Azienda Vinicola Bolognani. I vini di queste aziende vengono passati in piccole botti nel tentativo di dargli struttura. I vini allora acquisiscono tocchi alla nocciola, da cui dovrebbe derivare anche il nome. Questo passaggio in botte di acacia non deve essere affatto prolungato, in quanto i gusti delicati del vino verrebbero chiusi dai tannini ceduti dal legno. I vini quindi sono da bere in gioventù. Raramente vengono tagliati con un pochino di Chardonnay, che conferisce struttura e potenzia i gusti. Molto più spesso le uve vengono appassite per la produzione di ottimi vini dolci. Il taglio con lo Chardonnay è previsto anche dal disciplinare di produzione, e questo consente di aumentare le produzioni e l'interesse verso questo vino. Infatti la versione Vin Santo ha conquistato fama, nonostante sia rara da reperire, ed è oramai considerata una tipologia pregiata.

I produttori

Il Trentino Vin Santo Emblemi d'Amor di Giovanni Poli è uno dei migliori Nosiola in purezza, con bellissimo vestito ambra e profumazioni intense alle scorze d'arancia, alla caramella d'orzo, ai fiori secchi e appassiti e alla nocciola, con chiusure alle marmellate di pesca. Gran pregio al palato, di consistente crema e una buona acidità, da provare con i formaggi erborinati. Da Francesco Poli un altro perfetto Trentino Vin Santo dove si sprigionano i profumi del miele con tocchi erbacei di tiglio. Poi albicocca appassita e tanti fuori affogati nelle spezie. Chiusure tutte fruttate. A tavola va con lo strudel. Da Gino Pedrotti ancora un Vin Santo Trentino DOC con tocchi smaltati e iodati, fondi di frutta secca e mela cotogna, con un chiusura ai funghi. In bocca si segnala per la straordinaria eleganza delle spezie e l'abbinamento alla crostata di crema e mandorle. Ottimo il Trentino Vin Santo della Valle dei Laghi di Pisoni, ancora un vino color ambra dove i profumi si giocano sui fiori e la frutta secca, i funghi e la caramella d'orzo. Bocca vellutata con splendidi gusti agrumati. Un vino aristocratico, unico e di prestigio, ottimo in meditazione.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Nosiola?
    Il Nosiola produce vini generalmente leggeri, poco alcolici e molto freschi, dotati di una bella acidità che li rende particolarmente dissetanti. Sebbene manchino di grande struttura e potenza, offrono un profilo aromatico di rilievo, con note fruttate e talvolta tocchi nocciola. La versione tradizionale è da bere giovane, mentre quella passita o invecchiata in botte di acacia sviluppa sfumature più complesse, come miele, fiori secchi e spezie, mantenendo comunque un'eleganza distinta. Non essendo un vino tannico o aggressivo, si distingue per la sua delicatezza e immediatezza al palato.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Nosiola?
    Grazie alla sua freschezza e delicatezza, il Nosiola è eccellente come aperitivo e si abbina perfettamente a piatti leggeri. Si consiglia vivamente con crostacei, conchiglie, ostriche e altri frutti di mare, oltre che con il pesce di lago. In alternativa, può accompagnare formaggi morbidi, verdure cotelle e piatti vegetali. Le versioni più ricche, come il Vin Santo, trovano perfetta armonia con dessert alla frutta secca, strudel, creme e formaggi erborinati, sfruttando le note di miele e spezie per creare contrasti gustativi raffinati.
  • Dove si coltiva principalmente il vitigno Nosiola e qual è il suo territorio storico?
    Il Nosiola è il vero vitigno autoctono del Trentino, coltivato quasi esclusivamente in questa regione. Le aree principali sono la Valle Sarca e la Valle dei Laghi, in particolare sulle Colline Lavisane, poco distanti da Trento. Qui i vigneti si trovano su pendii ripidi e scoscesi, a circa 400 metri di quota, su terreni rocciosi. Questo ambiente crea un microclima asciutto influenzato dal vento 'Ora del Garda', che soffra dal pomeriggio alla sera, contribuendo a conferire ai grappoli le caratteristiche specifiche tipiche di questa zona limitata e preziosa.
  • Cos'è il Trentino Vin Santo Nosiola e perché è considerato pregiato?
    Il Trentino Vin Santo Nosiola è una versione dolce ottenuta dall'appassimento delle uve, una pratica tradizionale che concentra zuccheri e aromi. È considerato un prodotto pregiato e raro, nato dalla riscoperta del vitigno negli anni '70 voluta da produttori pionieri come la famiglia Fanti. Il vino subisce un affinamento in piccole botti di acacia, che ne esaltano le note nocciolate senza appesantirlo con troppi tannini. La sua rarità, dovuta alla scarsissima estensione coltivata e alla complessità produttiva, unita a profili sensoriali intensi di frutta secca e spezie, ne fa una scelta di lusso per gli intenditori.
  • Perché il Nosiola è considerato un vitigno raro e a rischio estinzione?
    La rarità del Nosiola deriva da diverse fattori storici e tecnici. Storicamente, fu soppiantato da vitigni internazionali come Pinot e Chardonnay, preferiti per la spumantizzazione e la maggiore resa. Tecnicamente, il Nosiola presenta sfide agronomiche: ha una maturazione tardiva, una produzione incostante e spesso insufficiente, e richiede cure attente. Inoltre, i suoi vini naturali sono leggeri e privi di struttura, limitandone il mercato commerciale rispetto ad altre varietà. Solo grazie alla tenacia di alcuni produttori locali negli ultimi decenni, il vitigno è stato salvato dall'estinzione e valorizzato nelle sue nicchie di alta qualità.

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