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Uva

Uva del deserto

L'uva del deserto non ha nulla a che vedere con l'uva, ma è un albero da frutto di origine cinese, importato in Europa circa tre secoli fa.

di Redazione

21 agosto 2013

Uva del deserto

L'uva del deserto non ha niente in comune con la vitis vinifera, ed è in realtà un nomignolo, tra gli altri, che viene dato al Litchi. Questo frutto, poco conosciuto in Italia, ha molto successo all'estero, specialmente in Francia, dove è molto sfruttato per la produzione di succhi e bevante alcoliche. Il Litchi è una pianta arborea di origine orientale, precisamente della Cina tropicale, particolare questo decisamente in contrasto con il soprannome di uva del deserto. Della pianta si trovano tracce nei testi cinesi del I millennio avanti Cristo, per cui si sa che vi fu una certa diffusione nell'area ma limitatamente al sud est asiatico. Da questi testi comunque si parla del litchi come una piantya ornamentale sfruttata nei giardini imperiali. Per vederlo giungere in Europa e successivamente in America bisognerà infatti attendere addirittura il Novecento. Oggi lo si trova abbastanza diffuso. In Italia il litchi ha trovato fortuna in Calabria, con un clima anche abbastanza arido.

La pianta

Il litchi è un albero sempreverde della famiglia delle Sapindaceae di cui si conosce un solo gruppo, che può avere altezze variabili tra i 10 e i 15 metri. L'albero esteticamente si presenza bene grazie ad una chioma molto densa, a forma di globo. In primavera l'albero fornisce belli ed ornamentali fiori bianchi di circa 5 centimetri. I frutti, conosciuti in Francia e in Inghilterra più che in Italia, hanno sempre dimensioni di circa 5 centimetri, con una spessa buccia a protezione della polpa, molto rugosa, quasi bullonata. con una folta chioma globulosa che fiorisce con bei fiori bianchi di circa 5 centimetri. I frutti sono più o meno delle stesse dimensioni, con una buccia rugosa e spessa che protegge la polpa. La sua coltivazione viene praticata sia a scopo alimentare che ornamentale specie nella sua terra d'origine. Qui viene sfruttata anche per la profumazione, tanto da essere soprannominato il ciliegio cinese. Il litchi viene coltivato in climi caldi e trova problemi di crescita con il freddo. In Europa si trova benissimo nelle zone temperate e addirittura aride, dove sembra rendere molto meglio in regime di scarsità idrica. Viene coltivato infatti nelle stesse aree dove viene allevato il limone, ma non in Italia, dove non è apprezzato.

Proprietà

Del litchi si dice che abbia proprietà fitoterapiche grazie all'acido nicotinico che funziona da vasodilatatore naturale che viene sfruttato per pulire i vasi sanguigni e quindi contro le malattie della circolazione, quali l'arteriosclerosi. È inoltre un antiossidante e il magnesio e potassio sono particolarmente apprezzati per i vasi sanguigni, rendendoli elastici e quindi combattendo il colesterolo.

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Domande frequenti

  • Cos'è realmente l'uva del deserto e perché questo nome ingannevole?
    L'uva del deserto è il nome comune dato al Litchi (Litchi chinensis), un albero da frutto originario della Cina tropicale. Nonostante il soprannome, non ha alcuna parentela con la vite vinifera (Vitis vinifera) né con l'uva vera e propria. Il nome deriva probabilmente dall'aspetto del frutto maturo, che ricorda vagamente un grappolo d'uva per dimensione e disposizione, sebbene botanicamente appartenga alla famiglia delle Sapindaceae. Si tratta di un frutto poco noto in Italia, ma molto apprezzato all'estero, specialmente in Francia, dove viene utilizzato per succhi e bevande alcoliche.
  • Dove e come si coltiva il Litchi in Europa?
    Il Litchi è una pianta sempreverde che predilige climi caldi e teme il freddo. In Europa, nonostante le origini tropicali, si è adattata sorprendentemente bene alle zone temperate e persino aride, mostrando una notevole resistenza alla scarsità idrica. In Italia, la coltivazione ha trovato fortuna principalmente in Calabria, dove il clima favorevole ne permette lo sviluppo. Viene spesso coltivata insieme agli agrumi, come i limoni, sfruttando ambienti simili. Oltre allo scopo alimentare, la pianta è molto apprezzata a livello ornamentale per la sua chioma densa a forma di globo e i suoi fiori bianchi primaverili.
  • Quali sono le caratteristiche botaniche e morfologiche del frutto?
    Il Litchi è un albero che può raggiungere i 10-15 metri di altezza, dotato di una chioma fitta e globosa. Produce fiori bianchi ornamentali di circa 5 centimetri in primavera. Il frutto, anch'esso grande circa 5 centimetri, presenta una buccia spessa, rossastra e dalla superficie molto rugosa, quasi bullonata. Sotto questa protezione si trova la polpa bianca, traslucida e succosa, che racchiude un unico seme centrale. Sebbene in Italia sia poco consumato fresco, nel Regno Unito e in Francia è un prodotto di nicchia molto richiesto per la sua dolcezza aromatica e la sua consistenza unica.
  • Quali sono le proprietà benefiche e nutrizionali del Litchi?
    Il Litchi è considerato un frutto dalle spiccate proprietà fitoterapiche, grazie alla presenza di acido nicotinico, che agisce come vasodilatatore naturale. Questa caratteristica aiuta a pulire i vasi sanguigni e contrastare patologie circolatorie come l'arteriosclerosi. Inoltre, è ricco di magnesio e potassio, minerali essenziali per mantenere l'elasticità dei vasi sanguigni e combattere l'eccesso di colesterolo. Grazie al suo contenuto di antiossidanti, contribuisce anche alla protezione cellulare dallo stress ossidativo, rendendolo un alimento funzionale per la salute cardiovascolare generale.
  • C'è differenza tra il consumo del Litchi in Italia e all'estero?
    Sì, esiste un divario culturale significativo. Mentre in Italia il Litchi rimane un frutto sconosciuto e poco apprezzato dal grande pubblico, in paesi come Francia e Inghilterra gode di ampia popolarità. All'estero, il frutto è ampiamente sfruttato nell'industria alimentare per la produzione di succhi naturali, marmellate e bevande alcoliche, valorizzandone il sapore dolce e aromatico. In Italia, invece, la sua coltivazione è limitata a poche aree, come la Calabria, e il consumo rimane marginale, confinato spesso a mercati specializzati o giardini privati, senza una vera tradizione culinaria legata a questo ingrediente.

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