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Uva Clinton

Aggiornato il 19 giugno 20133 capitoli5 domande frequenti
uva clinton

L'uva clinton

L'uva Clinton viene chiamata in Italia anche Clinto, ma è di origine americana. La sua introduzione in Europa fu causata dalla crisi di fillossera che verso la metà dell'Ottocento rischiò di far estinguere i vitigni pregiati del Vecchio continente. In Italia venne introdotta sotto la denominazione U Grintu, nome abbastanza bizzarro che in Veneto fu modificato con il più americano Clinton, anche se la pronuncia è quella tipica veneta e non quella americana. La sua origine viene attribuita ad un incrocio naturale e del tutto spontaneo tra la Vitis Lambrusca e la Vitis Riparia, entrambe americane ed entrambe vietate in Europa per la produzione di vini da loro ottenuti. Il nome Clinton in realta è comunque quello originale in quanto riferito ad una omonima cittadina degli USA, precisamente dello stato dell'Iowa, dove sembra che il vitigno fu segnalato per la prima volta. L'uva Clinton fu introdotta grazie alle caratteristiche comuni nelle viti americane di resistenza alla fillossera, e altre malattie parassitarie. Viene classificata in principali sottospecie differenti per alcune peculiarità del grappolo. La prima è denominata semplicemente Clinton, con forme regolari e cilindriche, ma con un grappolo piccolo in dimensioni. La seconda è il Clintòn o Grande Clinto, che si differenzia per le irregolarità del grappolo, di grandi dimensioni e con alta densità. Tra le due varietà la prima offre certamente una migliore qualità, mentre la seconda delle rese abbondanti. Se ne producono anche delle bevande fermentate.

Le bevande del Clinton

Il Clinton veniva in passato utilizzato per produrre del “vino”, di scarsa qualità come tutti quelli ottenuti dalle uve americane, tanto che verso gli anni 20 del Novecento quasi tutti i paesi europei ne vietarono l'utilizzo. Infatti i vini erano molto leggeri, anche in grado alcolico. Oggi si possono ancora produrre bevande fermentate dall'uva Clinton, ma devono essere chiamate bevante spiritose alcoliche. Queste bevande di bassissimo tenore alcoliche vanno consumate entro massimo i primi 3 mesi dalla loro produzione. I “vini” che venivano prodotti dall'uva Clinton avevano colori molto scuri e viola. A dispetto della leggerezza del grado alcolico i “vini” avevano elevate densità e sapori simili al fragolino. Anche gli odori richiamano quelli delle fragole. Oggi vi sono alcune eccezioni nel divieto di produrre bevande alcoliche con il Clinton, e la legislazione consente anche la fortificazione con alcool.

Gli abbinamenti e gli utilizzi

Le bevande alcoliche prodotte con l'uva Clinton sono molto rare, e devono essere fortificate con l'alcool. Vengono consumati raramente e a livello locale, spesso per abbinare le merende. Spesso vengono addizionati con acqua se i tannini risultano troppo forti. Un problema delle bevande del passato era infatti la concentrazione tannica a creare alcuni problemi di tossicità.

Domande frequenti

  • Cos'è l'uva Clinton e perché è stata introdotta in Europa?
    L'uva Clinton è un vitigno di origine americana, nato da un incrocio spontaneo tra Vitis Lambrusca e Vitis Riparia. Fu introdotto in Europa, e specificamente in Italia, durante la seconda metà dell'Ottocento per contrastare la devastante crisi della fillossera, che minacciava di estinguere i vitigni autoctoni del Vecchio Continente. Grazie alla sua elevata resistenza ai parassiti tipici americani, divenne una pianta di riserva fondamentale. Oggi, esaurita la sua funzione protettiva contro la fillossera, è quasi completamente scomparsa dai vigneti commerciali, rimanendo solo come curiosità storica o per usi locali molto limitati.
  • Quali sono le differenze tra le varietà Clinton e Grande Clinto?
    Esistono principalmente due sottospecie distinte per caratteristiche morfologiche e produttive. La varietà semplice 'Clinton' presenta grappoli piccoli, di forma regolare e cilindrica, offrendo generalmente una qualità superiore rispetto all'altra. Al contrario, il 'Grande Clinto' (o Clintòn) produce grappoli di grandi dimensioni, ma con forme irregolari e un'elevata densità di acini. Questa seconda variante è apprezzata soprattutto per le rese abbondanti, nonostante la qualità del frutto sia inferiore. Entrambe le varianti condividono l'origine americana e la resistenza ai parassiti, ma differiscono significativamente nell'estetica del grappolo e nella resa commerciale.
  • Perché i vini prodotti con Clinton non sono considerati veri vini?
    I prodotti ottenuti dall'uva Clinton non sono classificati come vini a causa della loro scarsa qualità intrinseca e della legislazione europea. Storicamente, questi liquidi presentavano un basso grado alcolico, colori scuri e viola, e sapori che ricordavano il fragolino, ma mancavano della struttura e della complessità tipiche dei vini da tavola. Verso gli anni '20 del Novecento, molti paesi europei ne vietarono l'uso enologico proprio per queste deficienze. Attualmente, qualsiasi bevanda fermentata derivata dal Clinton deve essere etichettata come 'bevanda spiritosa alcolica' e non può fregiarsi della denominazione vino, riflettendone la natura marginale e qualitativa.
  • Come si conservano e si consumano le bevande ottenute dal Clinton?
    Le bevande fermentate prodotte con uva Clinton hanno una shelf-life estremamente breve e devono essere consumate entro tre mesi dalla produzione. Per renderle stabili e poterne permettere il commercio, la legislazione attuale richiede spesso la fortificazione con alcool, trasformandole in bevande spiritose. Il consumo è raro e prevalentemente locale; tradizionalmente, queste bevande venivano diluite con acqua per attenuare i tannini eccessivi e i possibili effetti tossici legati alla concentrazione fenolica. Oggi vengono talvolta abbinate a merende leggere, ma il loro consumo si limita a nicchie molto ristrette, lontano dai circuiti enologici professionali.
  • Dove ha preso il nome il vitigno Clinton?
    Il nome originale del vitigno deriva da Clinton, una città situata nello stato dell'Iowa negli Stati Uniti d'America. È qui che la varietà fu segnalata per la prima volta, da cui prese la denominazione ufficiale internazionale. In Italia, tuttavia, il vitigno subì diverse variazioni denominali: inizialmente noto come 'U Grintu' in Veneto, il nome fu poi adattato in 'Clinton', anche se la pronuncia locale mantenne accenti tipicamente veneti piuttosto che quelli americani. Nonostante i cambiamenti linguistici regionali, il riferimento geografico americano rimane la radice etimologica corretta del nome del vitigno.

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