Uva americana

L'uva americana

Con il termine uva americana si vuole indicare in linea generale la famiglia della vitis lambrusca e di altre famiglie minori originarie delle Americhe, introdotte in Europa per alcuni motivi specifici ma solo nel XIX° secolo. Precedentemente queste vitis non erano considerate appetibili a causa della loro scarsa qualità in particolare nella vinificazione. Fu la grande crisi di fillossera a renderle molto popolari, in quanto resistenti a questa terribile farfalla e in particolare alle sue larve, depositate nelle radici delle viti, che rischiarono di far estinguere le varietà europee. Quando si scoprì questa resistenza alle larve, inizialmente si pensò ad una sostituzione completa delle morenti varietà europee con quelle americane, ma un'altra scoperta in seguito fece sì che potessero essere salvate le vitis vinifera e con esse la grande qualità dei vini espressa da queste uve. Siccome le larve colpivano esclusivamente le radici delle viti, si pensò di praticare degli innesti sui piedi delle piante, ovvero di mantenere le radici e la prima parte di tronco delle varietà americane e di innestarvi sopra le varietà europee. L'idea ebbe un rilevante successo tanto che oggi quasi tutto le vitis vinifera sono innestate su portainnesti americani.

Dopo un iniziale successo dell'uva americana questa fu presto abbandonata, complice anche il divieto di produzione del vino con questa varietà, che a partire dai primi del Novecento fu adottato in tutti i paesi europei. Il vino dell'uva americana era infatti di scarsa qualità, e per difendere il buon vino europeo tutti i paesi nel corso di pochi anni decisero di bandirne per legge la produzione, relegandola al solo uso domestico.

Il termine uva americana è molto generico, quando il realtà tutta l'attenzione sulla vitis lambrusca è rivolta quasi esclusivamente alla varietà chiamata uva fragola, anche se di questa ne esistono poi in realtà diverse varietà anche bianche.

L'uva fragola è infatti la più diffusa di tutte le varietà americane e viene ancora coltivata in Europa, anche se in quantità molto limitate e per uso domestico o la produzione di bevande spiritose a bassa gradazione alcolica. Come dicevamo poc'anzi infatti ne viene vietato l'utilizzo per la produzione di vino ma ne è consentito quello per la produzione di bevande spiritose, come obbligatorio indicare in etichetta, che generalmente si attestano attorno ai 7% volumetrici. Molto diffusa è invece la produzione a livello artigianale e domestico del famoso “fragolino”, una bevanda spiritosa (in quanto è vietato l'uso del termine vino) ormai diventato un culto per molti. Questo fragolino viene ottenuto proprio a partire dall'uva fragola, che ha avuto questo nome per la profumazione e il sapori intensi molto rassomigliante al famoso frutto rosso.

Nel nostro continente dunque sono autorizzate le coltivazioni domestiche sia per la produzione di uva fresca da tavola che per la produzione di bevande alcoliche, che in caso di produzioni industriali devono chiaramente indicare la menzione bevanda spiritosa in logo di vino sull'etichetta. I risultati sono quelli di bevande leggermente alcoliche con caratteristiche differenti rispetto al vino.

Nonostante i divieti l'uva americana, ma in particolare l'uva fragola, sono conosciute e coltivate in Europa, sopratutto sulle Alpi e in particolare in Svizzera dove vengono allevate biologicamente. È molto presente anche in Italia, e viene utilizzata anche in larga parte per scopi ornamentali nei giardini e nelle case di campagna, in quanto richiede pochissime cure ed è molto resistente. È particolarmente indicata per la decorazione di portici e pergolati nei giardini. L'uva americana può essere anche distillata per ottenere dell'acquavite, utilizzando anche in questo caso le vinacce, ovvero gli scarti della lavorazione delle bevande spiritose. In questa produzione è naturalmente vietata la menzione di grappa in etichetta, riservata esclusivamente ai distillati prodotti a partire da vinacce di vitis vinifera ottenuti nel Canton Ticino italiano. Nella produzione di acquavite di uva fragola si riescono ad ottenere distillati da circa 60% volumetrico, nonostante l'uva non sia abbastanza zuccherina da poter garantire elevate concentrazioni in alcol. Chiaramente la gradazione viene poi abbassata con dell'acqua pura come avviene in tutti i distillati.

L'uva americana inoltre si segnala anche per le sua grandi proprietà officinali, ed è sempre stata usata in fitoterapia.

vitis lambrusca

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Un po di storia

L'uva americana dunque non fa parte della grandissima, per numero di varietà, famiglia della vitis vinifera, ma è parte di alcune specifiche famiglie di uve, di cui la lambrusca è a più grande ed utilizzata, originarie dell'America del nord. Le altre famiglie, in realta generi della famiglia delle Vitaceae sono la vitis riparia, originaria delle Montagne Rocciose statunitensi, la vitis rupestris, originaria delle grandi praterie, e la vitis belandieri, sempre statunitense, ma originaria delle regioni centro-meridionali, in particolare del Texas, del Nuovo Messico e dell'Arkansas. Tutte vengono utilizzate come portainnesti per le viti europee, anche se oggi sono stati sviluppati dei cloni specifici a questo scopo mentre le forme originarie sono state abbandonate da tempo. In particolare in passato venivano utilizzate due varietà pure oggi poi modificate, la Berlandieri Rességuier n. 1 e n. 2.

Tutte queste varietà sono spontanee e selvatiche, e crescono nelle zone boscose degli Stati Uniti.

Sono tutti generi molto antichi, che hanno però poche varietà specialmente se confrontate con la vitis vinifera che dalla notte dei tempi è stata allevata e modificata per ottenere diversità nella produzione dei vini.

Relegata sempre ad un ruolo marginale, prima dei nativi, e poi dagli europei, l'uva americana ha ottenuto popolarità solo nell'Ottocento, quando fu utilizzata sopratutto per combattere la fillossera. La sua introduzione nel vecchio continente infatti è datata solo 1820 per la Francia e 1825 per l'Italia, mentre prima questi generi erano del tutto assenti, vista la prestigiosa concorrenza della vitis vinifera.

Oggi nella sua limitata produzione l'uva americana è piuttosto sinonimo di uva fragola, da cui si ricavano nelle coltivazioni domestiche pochi fermentati e ancor meno distillati.

Il “fragolino” resta una produzione quasi esclusivamente artigianale e contadina, anche se comunque conosciuto da tutta la popolazione. Il suo gusto è tuttavia amabile, con un aromatico profumo di fragola ma una gradazione alcolica piuttosto bassa. Oggi vi è un piccolo ritorno di popolarità di quest'uva, dopo che il proibizionismo ne aveva decretato un forte declino.


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Le caratteristiche dell'uva americana

Come detto l'uva americana è costituita da diversi cloni che oggi sono stati anche prodotti dall'uomo allo scopo di migliorarne le caratteristiche. La maggior parte delle modificazioni riguardano il suo utilizzo come portinnesti e quello a scopo alimentare in particolare dell'uva fragola, al fine di ottenerne varietà più zuccherine, e quindi alcoliche una volta fermentate.

Queste uve hanno dei colori neri, anche se non mancano varietà bianche, con grappoli medi e acini perfettamente rotondi. Le varietà bianche sono rare, mentre lo spazio delle nere è ampio e sfruttato. La maturazione dei grappoli è tardiva e dipendente dalla latitudine, con quelle più meridionali che vedono le vendemmie avvenire anche ad ottobre inoltrato.

Si segnala un piccolo aumento delle coltivazioni in entrambi i colori, anche grazie alle modificazioni introdotte dall'uomo nel tentativo di attenere maturazioni anticipate rispetto alle varietà naturali e spontanee. Altro obbiettivo è quello di rendere le bucce più fini e digeribili, al pari delle polpe, oggi troppo carnose. Presumibilmente ci si avvia verso la scomparsa delle varietà originali sostituite dai vari cloni prodotti per scopi commerciali.

Le caratteristiche delle varietà bianche sono generalmente similari alle caratteristiche delle varieta nere, ma con dimensioni maggiori a scapito dei sapori, decisamente meno intensi. Questo fa si che, contrariamente a quanto succede nelle varietà da tavola della vitis vinifera, siano le uve nere ad essere destinate quasi esclusivamente al consumo fresco. La coltivazione più favorevole avviene in collina, anche se l'uva americana cresce benissimo anche in pianura, spesso adornando case e ville di campagna. Non a caso il suo sistema di allevamento è esclusivamente quello della pergola, vuoi perché esteticamente più favorevole, vuoi perché queste uve amano il sole e il caldo ed hanno bisogno di buone esposizioni. Uno dei grandi vantaggi che l'uva americana offre sono anche costi molto contenuti, sia di manutenzione che di acquisto.


Uva americana: La coltivazione e i vantaggi

L'uva americana si presenta per molti fattori molto più vantaggiosa nella coltivazione rispetto a quella europee, tanto che se non fosse per i suoi scarsi risultati nella vinificazione, avrebbe probabilmente soppiantato queste varietà.

La sua alta resistenza ai parassiti rappresenta sicuramente il miglior vantaggio che questi generi posseggono rispetto alla vitis vinifera. La sua particolare resistenza, specialmente alla fillossera, ne fanno indubbiamente la miglior uva per scopi estetici, e un uva sufficientemente qualitativa per il consumo da tavola.

Nel corso dell'Ottocento questo enorme vantaggio ne fece un'uva molto popolare che rischiò di sostituire completamente i vari Pinot e Chardonnay, solo per citare due uve molto popolari, che avevano per millenni alimentato gli europei.

La scoperta dei portinnesti salvò le viti europee dall'estinzione e relegò l'uva americana ad un ruolo del tutto marginale.

Rimane comunque un'ottima uva da giardino, perfetta in quanto resistente e non necessaria di cure, in particolare chimiche, in luoghi dove spesso sono presenti dei bambini.

La moltiplicazione dell'uva americana avviene, come nel caso dell'europea, per talea. Ma anche la margotta, l'innesto o la propaggine sono usate frequentemente.

L'uva americana necessita però di drastiche potature in quanto molto vigorosa. La sua crescita infatti è elevata e si consigliano, specialmente nell'utilizzo a scopi ornamentali, degli interventi regolari.



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