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Raccolta uva

Aggiornato il 10 luglio 20133 capitoli5 domande frequenti
vendemmia

Vendemmia e raccolta

Il titolo dell'articolo pone già una riflessione su quale sia la parola esatta per descrivere l'ultima fase della lavorazione nel vigneto e se, nelle due parole, vi siano delle differenze. In effetti la risposta è affermativa, ovvero si, vi sono due diverse parole per indicare questo processo e tra le due parole vi è una differenza sostanziale. Quando si utilizza la parola vendemmia la si utilizza per precisare che la raccolta delle uve è destinata alla vinificazione. Il termine raccolta invece è significativo per precisare che le uve saranno destinate al consumo da tavola. In effetti il termine raccolta viene usato per indicare la raccolta di tutti i frutti, mentre quello di vendemmia è tipico dell'uva e della vinificazione. Si immagini idealmente la vecchia vendemmia, se volete quella descritta nell'autunno di Vivaldi, con tutti gli abitanti dell'agglomerato rurale intenti a partecipare alla raccolta e alla pigiatura delle uve. Raccolta e vendemmia hanno quindi tempi diversi, perché rispondono ad esigenze diverse per quel che riguarda la produzione e l'obbiettivo da raggiungere. Naturalmente anche il tipo di uva incide su questi tempi, ma con buona approssimazione entrambi i processi si effettuano a partire dall'estate fino all'autunno. Quindi da luglio fino a fine settembre per il nostro emisfero, mentre per quel che riguarda l'altro emisfero il periodo va da gennaio fino ad aprile. Per quel che riguarda la raccolta, questa vede dei tempi abbastanza semplici da scegliere per il viticoltore. L'uva infatti deve essere al grado di maturazione massimo per conferire la più alta dolcezza alle uve, caratteristica essenziale per la vendita di uva da tavola. Naturalmente si deve tener conto anche dei tempi per il trasporto e della resistenza dell'uva allo stesso, in modo che questa non arrivi sulle tavole in condizioni di sovrammaturazione o addirittura di marciume. A scegliere i tempi di vendemmia per le uve da vino è invece molto più difficile in quanto la vinificazione richiede un equilibrio perfetto tra acidità naturale e zuccheri naturali. L'una serve alla conservazione del vino e alla sua bevibilità, l'altra alla produzione di alcol. I parametri in gioco sono quindi molteplici, e le scelte fondamentali per il risultato finale. Una volta ci si affidava all'esclusiva esperienza del viticoltore, mentre oggi alcune strumentazioni possono aiutare le aziende. Molto incide anche la condizione ambientale del momento. Immaginate che il viticoltore si trovi improvvisamente di fronte ad un autunno di piogge e grandini. Tenderà ad anticipare la vendemmia/raccolta per non pregiudicare gli acini. Immaginate anche un clima molto caldo in cui effettuare la raccolta/vendemmia. Il viticoltore cercherà di effettuarla di notte per non sottoporre gli acini ad uno stress idrico e caldo che possa accelerare la maturazione. Invece nelle differenze tra varietà si è accertato che le varietà bianche sono più precoci di quelle rosse nella maturazione.

I metodi di vendemmia e raccolta

Raccolta e vendemmia si trovano comunque unite nel metodo utilizzato per raccogliere i frutti, o meglio nei metodi di raccolta che sono sostanzialmente due: la raccolta manuale, quella antica dell'era preindustriale, e quella meccanizzata, tipica dei nostri giorni. Chiaramente quella manuale, utilizzata fino a quasi la metà del Novecento, è la più accurata ma anche la più dispendiosa, sia in termini di fatica, che di tempo e denaro. Il prezzo alto dei macchinari induce comunque molti produttori artigianali a praticare ancora la raccolta manuale. Ma anche alcune grandi aziende hanno deciso di far ricorso alla raccolta manuale, nonostante i costi, grazie alla precisione maggiore che offre rispetto a quella meccanizzata, che non può discernere il buon grappolo da quello malato o rovinato. Questo perché la raccolta manuale permette di selezionare accuratamente le uve, selezione decisiva quando si parla di grandi vini.

La raccolta meccanica

Per la raccolta meccanica invece i fattori sono principalmente quelli della velocizzazione del lavoro e del risparmio sulla manodopera una volta che si è ammortizzato il costo dei macchinari. Macchinari che sono principalmente di due tipi, dipendenti dalla spesa che si vuole affrontare e più peculiarmente dall'estensione vitata. In caso di estensioni di ridotte dimensioni che rientrano nei 50 ettari vengono impiegate quelle che si chiamano macchine agevolatrici, non autonome e d trainare con dei trattori. Naturalmente di prezzo più basso, queste macchine sono un'ottima soluzione nel rapporto qualità/prezzo. Per estensioni superiori ai 50 ettari vengono in genere impiegate invece le macchine vendemmiatrici, dotate di sistemi autonomi di locomozione. In ogni caso la vendemmia meccanica avviene secondo due modalità diverse, definite l'una americana e l'altra francese. Servono in questo caso macchinari diversi a seconda del tipo di scuotimento che si vuole ottenere, tra quello americano a scuotimento verticale, e quello francese a scuotimento laterale. Nella pratica per il metodo americano si devono piantare i vitigni secondo uno schema determinato denominato GDC (Geneva Double Curtain) per permettere di raccogliere i grappoli in appositi contenitori. Questo metodo necessita di una seconda cernita.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tecnica tra "raccolta" e "vendemmia"?
    La distinzione risiede esclusivamente nella destinazione finale del frutto. Il termine "vendemmia" si applica specificamente alla raccolta dell'uva destinata alla vinificazione, dove l'obiettivo è bilanciare zuccheri e acidità per produrre vino. Al contrario, "raccolta" è il termine generico usato per i frutti destinati al consumo fresco da tavola; in questo caso, la priorità è la massima dolcezza e la resistenza fisica del frutto durante il trasporto, evitando sovramaturazione o danni. Sebbene entrambe le attività avvengano generalmente tra estate e autunno, le tempistiche e le cure colturali differiscono notevolmente in base a questi scopi opposti.
  • Come influenzano clima e condizioni ambientali le decisioni di vendemmia?
    Le variabili climatiche sono decisive per il timing della raccolta. Eventi avversi come piogge intense o grandine costringono i viticoltori ad anticipare la vendemmia per salvare l'uva dal marciume o dalle rotture fisiche. Al contrario, in presenza di ondate di calore estreme, la raccolta viene spesso spostata nelle ore notturne per evitare lo stress idrico e termico degli acini, che potrebbe alterare negativamente il profilo aromatico e accelerare eccessivamente la maturazione. Inoltre, la scelta del momento dipende dalla varietà: i vitigni bianchi maturano generalmente prima di quelli rossi, richiedendo finestre temporali distinte anche nello stesso vigneto.
  • Vale ancora la pena raccogliere manualmente l'uva oggi?
    Sì, la vendemmia manuale rimane cruciale per la produzione di vini di alta gamma. Nonostante i costi elevati in termini di manodopera e tempo, il metodo manuale garantisce una selezione accurata degli acini, eliminando grappoli malati, rovinati o non idonei. Questa precisione è impossibile da replicare pienamente con le macchine, che tendono a raccogliere tutto indiscriminatamente. Molti produttori artigianali e persino grandi aziende vinicole continuano a preferire la mano d'opera umana per garantire la qualità intrinseca necessaria ai grandi vini, dove ogni singolo acino conta per il risultato finale in bottiglia.
  • Quando conviene usare la vendemmia meccanica rispetto a quella manuale?
    La vendemmia meccanica è economicamente vantaggiosa soprattutto per estensioni vitate superiori ai 50 ettari, dove i costi di manodopera sarebbero proibitivi. Esistono due tipologie principali: le macchine agevolatrici, trainate da trattori per piccoli appezzamenti, e le vendemmiatrici autonome per grandi superfici. La scelta dipende dal budget e dalla scala produttiva. Tuttavia, il compromesso principale è la qualità: la macchina non discrimina tra uva sana e danneggiata. Pertanto, la meccanizzazione è ideale per vini da bere giovani o di grande distribuzione, mentre per l'eccellenza qualitativa spesso si mantiene la selezione manuale o si accetta una seconda cernita post-raccolta.
  • In cosa consistono le tecniche americane e francesi di vendemmia meccanica?
    Le due tecniche si distinguono per il movimento di scuotimento delle piante. Il metodo americano prevede uno scuotimento verticale, che richiede una potatura specifica dello spalliera (schema GDC - Geneva Double Curtain) per esporre i grappoli verso l'alto e facilitarne la caduta nei raccoglitori. Il metodo francese, invece, utilizza uno scuotimento laterale. Entrambe le modalità necessitano di macchinari specifici e, nel caso del sistema americano, spesso richiedono una successiva fase di cernita per separare i grappoli integri da foglie e acini rotti, garantendo così una pulizia sufficiente per la vinificazione.

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