Raccolta uva

Vendemmia e raccolta

Il titolo dell'articolo pone già una riflessione su quale sia la parola esatta per descrivere l'ultima fase della lavorazione nel vigneto e se, nelle due parole, vi siano delle differenze. In effetti la risposta è affermativa, ovvero si, vi sono due diverse parole per indicare questo processo e tra le due parole vi è una differenza sostanziale. Quando si utilizza la parola vendemmia la si utilizza per precisare che la raccolta delle uve è destinata alla vinificazione. Il termine raccolta invece è significativo per precisare che le uve saranno destinate al consumo da tavola. In effetti il termine raccolta viene usato per indicare la raccolta di tutti i frutti, mentre quello di vendemmia è tipico dell'uva e della vinificazione. Si immagini idealmente la vecchia vendemmia, se volete quella descritta nell'autunno di Vivaldi, con tutti gli abitanti dell'agglomerato rurale intenti a partecipare alla raccolta e alla pigiatura delle uve. Raccolta e vendemmia hanno quindi tempi diversi, perché rispondono ad esigenze diverse per quel che riguarda la produzione e l'obbiettivo da raggiungere. Naturalmente anche il tipo di uva incide su questi tempi, ma con buona approssimazione entrambi i processi si effettuano a partire dall'estate fino all'autunno. Quindi da luglio fino a fine settembre per il nostro emisfero, mentre per quel che riguarda l'altro emisfero il periodo va da gennaio fino ad aprile. Per quel che riguarda la raccolta, questa vede dei tempi abbastanza semplici da scegliere per il viticoltore. L'uva infatti deve essere al grado di maturazione massimo per conferire la più alta dolcezza alle uve, caratteristica essenziale per la vendita di uva da tavola. Naturalmente si deve tener conto anche dei tempi per il trasporto e della resistenza dell'uva allo stesso, in modo che questa non arrivi sulle tavole in condizioni di sovrammaturazione o addirittura di marciume. A

scegliere i tempi di vendemmia per le uve da vino è invece molto più difficile in quanto la vinificazione richiede un equilibrio perfetto tra acidità naturale e zuccheri naturali. L'una serve alla conservazione del vino e alla sua bevibilità, l'altra alla produzione di alcol. I parametri in gioco sono quindi molteplici, e le scelte fondamentali per il risultato finale. Una volta ci si affidava all'esclusiva esperienza del viticoltore, mentre oggi alcune strumentazioni possono aiutare le aziende. Molto incide anche la condizione ambientale del momento. Immaginate che il viticoltore si trovi improvvisamente di fronte ad un autunno di piogge e grandini. Tenderà ad anticipare la vendemmia/raccolta per non pregiudicare gli acini. Immaginate anche un clima molto caldo in cui effettuare la raccolta/vendemmia. Il viticoltore cercherà di effettuarla di notte per non sottoporre gli acini ad uno stress idrico e caldo che possa accelerare la maturazione. Invece nelle differenze tra varietà si è accertato che le varietà bianche sono più precoci di quelle rosse nella maturazione.

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I metodi di vendemmia e raccolta

Raccolta e vendemmia si trovano comunque unite nel metodo utilizzato per raccogliere i frutti, o meglio nei metodi di raccolta che sono sostanzialmente due: la raccolta manuale, quella antica dell'era preindustriale, e quella meccanizzata, tipica dei nostri giorni. Chiaramente quella manuale, utilizzata fino a quasi la metà del Novecento, è la più accurata ma anche la più dispendiosa, sia in termini di fatica, che di tempo e denaro. Il prezzo alto dei macchinari induce comunque molti produttori artigianali a praticare ancora la raccolta manuale. Ma anche alcune grandi aziende hanno deciso di far ricorso alla raccolta manuale, nonostante i costi, grazie alla precisione maggiore che offre rispetto a quella meccanizzata, che non può discernere il buon grappolo da quello malato o rovinato. Questo perché la raccolta manuale permette di selezionare accuratamente le uve, selezione decisiva quando si parla di grandi vini.


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Raccolta uva: La raccolta meccanica

vendemmia Per la raccolta meccanica invece i fattori sono principalmente quelli della velocizzazione del lavoro e del risparmio sulla manodopera una volta che si è ammortizzato il costo dei macchinari. Macchinari che sono principalmente di due tipi, dipendenti dalla spesa che si vuole affrontare e più peculiarmente dall'estensione vitata. In caso di estensioni di ridotte dimensioni che rientrano nei 50 ettari vengono impiegate quelle che si chiamano macchine agevolatrici, non autonome e d trainare con dei trattori. Naturalmente di prezzo più basso, queste macchine sono un'ottima soluzione nel rapporto qualità/prezzo. Per estensioni superiori ai 50 ettari vengono in genere impiegate invece le macchine vendemmiatrici, dotate di sistemi autonomi di locomozione. In ogni caso la vendemmia meccanica avviene secondo due modalità diverse, definite l'una americana e l'altra francese. Servono in questo caso macchinari diversi a seconda del tipo di scuotimento che si vuole ottenere, tra quello americano a scuotimento verticale, e quello francese a scuotimento laterale. Nella pratica per il metodo americano si devono piantare i vitigni secondo uno schema determinato denominato GDC (Geneva Double Curtain) per permettere di raccogliere i grappoli in appositi contenitori. Questo metodo necessita di una seconda cernita.


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