La nutrizione della vite

La vite

La vite, quella che viene consumata fresca o utilizzata per la vinificazione, è una pianta rappresentata dalla famiglia della vitis vinifera, di cui si contano quasi mille varieta diverse. La vitis vinifera fa parte del genere delle angiosperme, ovvero quelle piante che hanno bisogno di essere impollinate e fecondate dai relativi maschi per poter produrre i frutti contenti i semi, che daranno poi vita a nuove piante. I frutti, che l'uomo consuma normalmente nella propria nutrizione, sono ricchi di elementi essenziali per il corpo, di tutti gli animali, ma anche per i semi, a cui originariamente sono destinati i nutrienti. Inoltre i frutti fanno da contenitore protettivo per le semenze.

I frutti quindi sono dei nutrienti per la vite stessa e in particolare per i semi. Ma tutto il regno vegetale si distingue da quello animale per l'autoproduzione dei propri nutrienti attraverso il processo di fotosintesi, fondamentale non solo per le piante, ma per tutta la catena alimentare, essendone la base da cui il regno animale trae poi i suoi nutrienti.

Per questo è fondamentale la concimazione del terreno dove la vite trae gli elementi essenziali da lavorare chimicamente in modo da ottenere le giuste molecole che comporranno i nutrienti essenziali della vite e delle piante in genere. Questi elementi fondamentali sono essenzialmente i minerali, da associare alle molecole di carbonio scisse attraverso la fotosintesi. Tra i tanti l'azoto riveste un ruolo particolare, in quanto elemento chimico di collegamento tra le varie molecole. Il manganese inoltre è l'elemento costitutivo di struttura di queste molecole, come il ferro lo è nel corpo umano.

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La fotosintesi

Il processo di fotosintesi è vitale per la produzione dei nutrienti essenziali delle piante. Questo processo viene svolto dalla foglia, vero e proprio organo che sfrutta l'energia solare, in particolare quella luminosa, per far partire questo processo attraverso i raggi, che forniscono quelle microonde energetiche motore del processo. Questo spiega l'importanza della luce per le piante, più della temperatura, che invece non è essenziale nel processo. All'interno della foglia, la fotosintesi assorbe l'anidrite carbonica presente nell'aria durante il giorno, scindendola dall'ossigeno che viene poi espulso durante la notte come scarto della pianta, essenziale invece per il regno vegetale che trae da questo gas la vita. Una volta scisso il carbonio, grazie all'aiuto dell'acqua, verrà poi unito chimicamente ai vari minerali assorbiti dalle radici, per dar vita ai nutrienti basici della vita, carboidrati e zuccheri, fondamentali per la nutrizione della pianta. Questi saranno poi trasportati con la clorofilla a tutta la pianta, e in particolare, nel periodo di fruttificazione, nei frutti, dove andranno a costituire le riserve sia per la pianta che per lo sviluppo dei semi.

Da questo punto di vista è quindi essenziale la presenza nel terreno dei sali minerali, che devono essere apportati in caso di assenza. A seconda della varietà di vite questi varieranno, anche se i principali sono sempre necessari.


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La nutrizione della vite: La concimazione

lavoro nei vignetiLa concimazione risulta quindi fondamentale in quanto non tutti i terreni posseggono le giuste caratteristiche. Se una volta questa risultava del tutto naturale, ma anche un po complicata, oggi con la moderna tecnica di allevamento, concimare e fertilizzare il suolo dove poi far crescere il vigneto è molto più semplice. Si interviene quindi già in fase di progettazione, prima quindi di impiantare il vigneto, con una serie di analisi atte a verificare la validità del suolo e ad apportare, se necessario, i giusti correttivi. Questa fase è intimamente collegato alla scelta della varietà che si intende coltivare. Infatti dal tipo di terreno dipende il tipo di vitigno, anche se si possono apportare dei cambiamenti. Nel caso questi non fossero necessari, una volta stabilita la grandezza del vigneto, se ne dovrà stabilire anche la densità dei ceppi, in base all'apporto minerale possibile.

In caso invece di apporto minerale, come detto l'azoto è essenziale, in ragione di circa 50 kg per ettaro nella media, con minimi di 30 kg per le varietà che ne hanno meno esigenza, ad un massimo di 70 per quelle che più ne necessitano. Questo apporto deve essere ben bilanciato e dipende dalla vigoria della varietà scelta, in relazione alla sua crescita vegetativa. Alcune specie infatti hanno crescite rigogliose e rapide che sfruttano eccessivamente la pianta, mentre altre si comportano esattamente all'opposto. L'azoto contribuisce alla crescita vegetativa, e se questa risultasse troppo sostenuta, toglierebbe nutrienti alle bacche che fornirebbero in questo modo vini qualitativamente inferiori, poco aromatici e piuttosto scialbi, o costringerebbero i viticoltori a delle potature molto drastiche, con notevole dispendio di energie, tempo e denaro. La concimazione deve inoltre apportare gli altri elementi minerali fondamentali alla pianta, come il manganese, il ferro, il potassio, il fosforo, il rame, ed altri che dipendono sempre dal tipo di varietà scelta.


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