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Curiosità uva

Tintura madre uva ursina

L'uva ursina viene decotta o infusa nella tintura madre, prescritta in determinate posologie assieme ad altre erbe per curare i problemi delle vie urinarie.

di Redazione

16 luglio 2013

L'uva ursina

L'uva ursina non è una varietà della ben famosa vitis vinifera, ma un piccolo arbusto, che raggiunge al massimo i 30 centimetri di altezza, che fa parte di tutt'altra famiglia, quella delle Arctostaphylos che sono originarie dell'America del nord e vengono sfruttate per le loro qualità officinali dovute all'azione di una sostanza, la arbutina. Qursta è la sostanza su cui si basa tutta la cura praticata con l'uva ursina, in pratica una terapia contro le infezioni urinarie che viene somministrata da moltissimi secoli come rimedio naturale e oggi per chi non desidera assumere farmaci. In particolare l'indirizzo terapeutico è per la cistite della prostata e le diverse infiammazioni che a coinvolgono. La somministrazione avviene per infusi o decotti delle foglie, da prendere però con una certa cautela date alcune complicanze che possono insorgere per abuso. Meglio quindi farselo prescrivere da un fitoterapista.

La tintura madre

Il modo di somministrazione dei decotti e infusi di uva ursina è detta tintura madre, che non solo combatte le infezioni ma può essere prescritto in funzione antidolorifica. Questo perché le foglie, con le loro parti legnose, hanno anche un contenuto in flavonoidi, tannini e i triterpeni. Un altra maniera di preparare la tintura madre, oltre al metodo a caldo, è anche la macerazione a freddo, più lunga, e sempre delle foglie. Questa consente di conservare tutti gli elementi delle foglie, ma deve essere prolungata per almeno 48 ore. La macerazione avviene in acqua ma taluni utilizzano anche l'alcol da sciogliere poi in gocce in acqua. Come posologia vengono prescritte in genere 40 gocce per tre volte al dì. Comunque la tintura madre viene quasi sempre prescritta con altre erbe, spesso infuse insieme. Ad esempio una ricetta classica è fatta con 4 dg di uva ursina, e quantità leggermente inferiori di di Solidago Virga e Orthosiphon. L'infusione deve essere di almeno 15 minuti, a partire da foglie secche e possibilmente tritate. Va fatto lasciare raffreddare e si deve filtrate prima di essere bevuto. Meglio passarlo in frigo per smorzare il gusto fortemente amaro.

Viene usata anche per...

L'uva ursina in decotti viene prescritta anche come diuretico e nella lotta alla gotta. Come detto ha un effetto antidolorifico e astringente e viene consigliata anche come anticongestionante. Inoltre viene indicato per bloccare le fermentazioni dell'intestino o quelle dello stomaco che causano acidità e riflusso. Attenzione però agli abusi, che potrebbero creare molti problemi.

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Domande frequenti

  • Qual è il principio attivo principale dell'uva ursina e qual è il suo scopo terapeutico?
    Il principio attivo fondamentale dell'uva ursina è l'arbutina, una sostanza presente nelle foglie che conferisce alla pianta le sue proprietà officinali. L'arbutina agisce principalmente come potente antisettico delle vie urinarie, rendendo l'uva ursina un rimedio naturale storico ed efficace per contrastare infezioni come la cistite, le infiammazioni prostatiche e altri disturbi urinari. Per questa ragione, è spesso indicata come alternativa naturale ai farmaci antibiotici per chi preferisce approcci fitoterapici, agendo direttamente sulla disinfiammazione e sulla pulizia delle vie urinarie interessate.
  • Come si prepara correttamente la tintura madre di uva ursina e quali sono le dosi consigliate?
    La tintura madre può essere preparata mediante due metodi principali: la macerazione a caldo (decotto/infuso) o quella a freddo. Il metodo a freddo richiede almeno 48 ore di macerazione delle foglie in acqua (o alcol, poi diluito) per preservarne integralmente i principi attivi. Una volta pronta, la posologia standard prevede solitamente 40 gocce assunte tre volte al giorno. È fondamentale rispettare queste dosi, poiché l'abuso può causare effetti collaterali indesiderati. Spesso la tintura viene associata ad altre erbe come Solidago Virga e Orthosiphon per potenziarne l'efficacia.
  • È sicuro assumere l'uva ursina senza controllo medico? Quali sono i rischi?
    No, l'assunzione dell'uva ursina non dovrebbe mai essere lasciata all'improvvisazione. Sebbene sia un rimedio naturale, contiene composti potenti come l'arbutina, i tannini e i flavonoidi che, se assunti in eccesso, possono provocare complicanze significative, tra cui tossicità epatica o renale. È quindi altamente raccomandato farsi prescrivere il trattamento da un fitoterapeuta qualificato, che valuterà la posologia corretta in base alle proprie condizioni di salute. L'automedicazione, specialmente per lunghi periodi, va assolutamente evitata per prevenire seri danni all'organismo.
  • Oltre alle infezioni urinarie, per quali altri disturbi può essere utile l'uva ursina?
    Oltre al suo uso primario per le vie urinarie, l'uva ursina presenta molteplici benefici grazie alle sue proprietà diuretiche, antidolorifiche, astringenti e anticongestionali. Viene comunemente prescritta come supporto nella lotta contro la gotta, aiutando a eliminare l'acido urrico in eccesso. Inoltre, grazie all'effetto astringente sulle mucose, può essere utile per bloccare le fermentazioni intestinali o gastriche, riducendo sintomi come acidità di stomaco e reflusso gastroesofageo. Tuttavia, questi utilizzi devono sempre essere valutati con attenzione per evitare sovradosaggi.
  • Come si prepara un infuso classico di uva ursina e come migliorarne il sapore?
    Per preparare un infuso classico, si prendono circa 4 grammi di foglie secche di uva ursina (spesso miste a piccole quantità di Solidago e Orthosiphon), preferibilmente tritate per favorire il rilascio degli aromi. Le foglie vanno poste in acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 15 minuti. Dopo il tempo previsto, è necessario filtrare il liquido e lasciarlo raffreddare completamente. Poiché il gusto è notevolmente amaro, è consigliabile conservare la bevanda in frigorifero per qualche ora: il freddo aiuta a smorzare l'astringenza e rende l'infuso più gradevole da bere.

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